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Gnoseologia empirista

La gnoseologia empirista è segnata dal contesto britannico a differenza di quella razionalista continentale. Alla base vi è l’esperienza.
La conoscenza proviene esclusivamente dall’uso dei sensi.
Atteggiamento nominalista, rifiuto innatismo: all’interno del dibattito sugli universali : termini che si riferiscono a caratteristiche che si possono predicare di molti.
L’empirismo di svilupperà con Hume e soprattutto sull’isola tra ‘600 e ‘700.
Voltaire considera Locke uno dei fondatori dell’Illuminismo, perché atteggiamento di critica e antidogmatismo, ossia la capacità di giudicare [da ‘crino’], valutare con un rifiuto di qualsiasi autorità sia religiosa che intellettuale, che non sia stata giudicata nella sua fondatezza.
Precursore fu la Rivoluzione Scientifica del ‘600: verifica/controllo, non accettare tutto per vero.

Critica antidogmatica sperimentale, talvolta anche antimetafisica-atea.
Locke ha veicolato l’idea secondo la quale gli uomini sono ‘tabula rasa’, fogli bianchi che poi vengono scritte tramite esperienza ed educazione. Il rifiuto dell’innatismo non è una polemica gnoseologica, ma anche porsi in un atteggiamento antiautoritario attivo.
L’uomo ha la capacità di dipingere il proprio intelletto. La politica non è più passiva, il dogmatismo non è più accettato.

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