pexolo di pexolo
Ominide 8985 punti

Politica/religione

«A differenza di Machiavelli, Hobbes associa la filosofia alla politica in modo nuovo ma del tutto cogente. La sua non è una deduzione della politica dalla filosofia, ma l’intrinseca e originaria politicità della filosofia moderna, strutturata intorno a un’unica questione che la forma, e che forma sia la filosofia che la politica: la questione dell’ordine; una questione alla quale viene ridotta tutta la politica, ridisegnando lo spazio politico e semplificandolo more geometrico. Hobbes, insomma, fa della politica l’altro volto della filosofia, e di entrambe fa da risposta a un problema concreto: una risposta non spiritualistica come quella di Cartesio, né trascendentale come quella di Kant, ma nata dalla domanda stessa; se il problema, il punto di partenza, è il disordine (la materia in movimento senza un fine), allora la risposta di Hobbes consiste nell’individuare i movimenti che vanno verso una possibile, benché transitoria, soluzione stabilizzante. Quel movimento (il disordine) è lo stato di natura; quella pausa (stabilizzante) è lo Stato» (Carlo Galli, All’insegna del Leviatano). La costruzione di un ordine pacifico è la base dello sviluppo del Leviatano in due parti: nella prima Hobbes si interroga su come sia possibile costruire un ordine pacifico che sia relativo alla vita prima della morte, cioè a quel bene che è la conservazione della vita; come è possibile costruire un ordine pacifico tra individui che hanno come bene primario il conservare la propria vita? Dall’altra parte, Hobbes si sofferma a riflettere sul come sia possibile costruire un ordine pacifico sul terreno di un bene, che è propriamente quel bene di cui si occupano le religioni, che è il bene della vita dopo la morte (rappresentato dalla vita eterna). Mentre nella prima parte ci muoviamo in un ambito in cui è più facile trovare e riconoscere un interesse comune, un ambito in cui il riconoscimento dell’interesse comune non soltanto è un’operazione rispetto al quale la nostra ragione ha competenza (ci può aiutare), ma anche rispetto a cui (a fianco della ragione) si colloca l’efficacia della coercizione: su questo terreno il potere ha efficacia, valore, riesce a mettere ordine. Invece, nell’ambito dei conflitti religiosi (tra quelle visioni del bene che hanno come bene la prevalenza della vita eterna su quella terrena) succede innanzitutto che ci si muove tra aspirazioni ad un bene che non possiede la propria condizione necessaria nella conservazione della vita terrena e ci si muove in relazione ad un bene in cui la coercizione diventa un’arma spuntata, viene resa inefficace dal fatto che si rende razionale, si accetta su di sé, si ammette come possibile il sacrificio della vita terrena: questo rende il conflitto tra le religioni la vetta dei conflitti, perché è un conflitto relativo a quel bene (la vita) che però è ultraterreno, cioè che rende razionale il sacrificare questa vita (terrena).

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità