Hobbes, Thomas - Pensiero

La filosofia di Hobbes è profondamente influenzata dagli scritti galileiani. Infatti, l’intento di Hobbes è di fondare una visione prettamente materialista e meccanicista della natura. Hobbes rifiuta la teoria secondo la quale la conoscenza dipende dalle idee innate, poiché egli afferma che questa dipende dalle sensazioni, che comunque non sono le uniche condizione necessarie. Infatti, il filosofo associa alle sensazioni, la ragione, cioè lo strumento tramite il quale dare un ordine alle sensazioni. La filosofia hobbesiana è caratterizzata da molta sinteticità. Infatti, questa si basa su pochi postulati che possiamo riassumere nel concetto di corpo e movimento, per cui secondo Hobbes, ogni fenomeno naturale è movimento di corpi. Hobbes esprime il suo materialismo rinnegando il dualismo Cartesiano delle sostnze (res cogitans e res extensa) poiché afferma che il pensiero è indissolubilmente legato al corpo, visto che anch’esso è un movimento di materia organica. Secondo la visione meccanicista di Hobbes, ogni cambiamento che avviene dipende dal movimento di copri, infatti il filosofo afferma che anche i concetti di spazio e di tempo dipendano dai concetti di corpo e movimento. Hobbes dice che lo spazio è il luogo occupato da un copro, il tempo è l’idea di un corpo che si muove in spazi successivi. La filosofia di Hobbes, si distingue anche per il suo nominalismo e il suo convenzionalismo. Infatti, Hobbes vede i nomi come segno convenzionali che l’uomo usa per comunicare, ma ad essi non corrisponde niente di reale, per cui la verità e la falsità sono prettamente legati ai nomi. Infatti il filosofo afferma che la verità risiede nel corretto susseguirsi delle parole. Infine, Hobbes afferma che la scienza della natura non è mai sicura al 100% e che l’unica scienza sicura è quella che studia ciò che è stato costruito dall’uomo, cioè l’artificiale.

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