melaisa di melaisa
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Thomas Hobbes

Fu teorico in ambito politico dell’assolutismo monarchico. Egli scrisse il Leviatano ( il Leviatano nella Bibbia è un gigante che impersona lo stato. Hobbes riprende il giusnaturalismo di Crozio. Parla di contrattualità poiché lo Stato nasce dal contratto stipulato tra i cittadini e il sovrano (il contratto è inalienabile).
Hobbes difende il regime monarchico poiché gli uomini all’interno di una società non hanno la visione e la comprensione dell’altro. L’uomo per sua natura è egoista. Se vivesse in uno stato di natura senza regole e senza leggi vivrebbero con il timore e ognuno dovrebbe guardarsi dal vicino.
Con il regime monarchico ciò non accadrebbe poiché la natura egoistica dell’uomo verrebbe limitata dal sovrano. L’uomo non può vivere senza leggi.

Tommaso Moro

Scrive un romanzo, “utopia”, partendo dall’osservazione della realtà. Esso è un romanzo filosofico che contiene la proiezione fantastica di quello che dovrebbe essere uno stato conforme a ragione.
Nell’isola di Utopia la proprietà privata viene abolita insieme all’uso del denaro e dei metalli preziosi. Vengono aboliti perché il loro uso causa disuguaglianze. Ma come acquistano i beni di prima necessità? Egli reintroduce il baratto e il sovrano mette a disposizione i beni in rapporto ai loro bisogni.
Gli abitanti lavorano sei ore al giorno e il resto del tempo lo dedicano alle lettere e al divertimento. Lavoreranno sei mesi in città e sei mesi in campagna evitando cosi l’alienazione dell’operaio di cui ci parlerà Marx solo nell’800.
In Utopia non viene perseguitata nessuna religione poiché tutti riconoscono l’esistenza di un Dio creatore dell’universo. Solo gli atei vengono allontanati poiché non credono in nessun Dio.
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