cb.rr95 di cb.rr95
Ominide 830 punti

La fase sistematica del pensiero di Hegel

E’ quella parte della filosofia che analizza in modo sistematico il processo di formazione dell’ idea (lo spirito assoluto). Questo processo secondo Hegel si sviluppa in 3 momenti:
1. Tesi: ovvero l’idea in se e per sé, l’idea indipendente alla realtà
2. Antitesi: ovvero l’idea fuori di sé, l’idea che diventa concreta
3. Sitesi: ovvero l’idea che ritorna in sé; ciò vuol dire che lo spirito dopo essere diventato concreto nella natura, ritorna ad essere “idea” nell’uomo.

A tali momenti di realizzazione dell’idea corrispondono 3 livelli di sapere filosofico:
1. Logica, che si divide a sua volta in
a) Dottrina dell'essere
b) Dottrina dell'essenza
c) Dottrina del concetto

2. Filosofia della natura, che si divide a sua volta in

a) Meccanica
b) Fisica
c) Organica


3. Filosofia dello spirito -> Soggettivo che si divide in
a) Antropologia
b) Fenomenologia
c) Psicologia

-> Oggettivo che si divide in
a) Diritto
b) Moralità
c) Eticità

-> Assoluto che si divide in
a) Arte
b) Religione
c) Filosofia

Logica (Tesi)

Questa parte è trattata nella sua opera “scienza della logica”. Per Hegel la logica costituisce il primo passo verso il sapere: è la scienza dell’ idea pura, ovvero l’idea prima della sua realizzazione nella realtà.
Dal momento che "pensare" ed "essere" coincidono, gli schemi del pensiero studiati dalla logica vengono considerati anche leggi della realtà; essi a differenza delle categorie kantiane sono pensieri oggettivi, indipendenti dal soggetto che deve solo riconoscerli.
Hegel suddivide la logica in 3 sezioni:

1) Logica dell'essere: è la categoria più generale di cui si può soltanto dire che << è >>. E’ una categoria priva di contenuti e determinazioni, che dunque equivale al suo opposto: il Nulla.

2) Logica dell'essenza: l’essenza è la verità dell’ essere, ovvero che l’essere diventa l’oggetto della riflessione. Quindi mentre la logica dell’essere guarda le cose in modo superficiale, la logica dell’essenza le giudica in profondità. In questa parte Hegel riprendi i principi di identità e di non contraddizione, sostenendo che la vera identità non è quella che afferma se stessi (A=A) ma quella che si è confrontata con ciò che è diverso A e non A.

3) Logica del concetto: rappresenta la sintesi dell’ essere e dell’ essenza, offrendoci la piena comprensione della Realtà. L’essere infatti torna in sé come totalità che include soggetto e oggetto. Questo risultato si ottiene con la conoscenza razionale, che supera le opposizioni e coglie la realtà in tutte le sue determinazioni. Ecco che l’intera logica si concentra nel concetto, che apre all’uomo la via verso l’assoluto (unione di reale ed ideale).

La filosofia della natura

E’ il secondo momento del divenire dialettico dell’idea.
La natura ha i caratteri dell’ accidentalità, della finitezza e pertanto è considerata decadenza dell'idea: la natura è manifestazione dell’ idea ma nel modo più vile e incompleto.
Ecco che Hegel svaluta la natura: arriva a pensare che qualsiasi azione umana, anche atti malvagi, sia superiore rispetto ai fenomeni naturali.
Questo comporta anche una svalutazione delle scienza della natura, secondo hegel incapaci di concettualizzare il mondo fisico poiché è legato all’ accidentalità.
E’ stata mossa una critica nei confronti della pretesa di hegel di comprimere la scienza all’ interno dello schema triadico di meccanica fisica e fisica organica, classificazione poco fondata dal punto di vista scientifico.

Inoltre in questa parte possiamo affermare che ci sia una contraddizione: egli afferma che in questa fase l’idea “esce fuori di sé” e pertanto è una fase negativa o antitesi; ma senza quest’ antitesi, nella quale vi è il confronto con il diverso, con l’opposto, non potrebbe esserci una SINTESI; pertanto hegel è contraddittorio nell’ affermare che questa fase sia una fase negativa, ma assolutamente necessaria e di fondamentale importanza per la sintesi (fase successiva).

La filosofia dello spirito

Ha come oggetto l’idea nel momento in cui ritorna in sé. Lo spirito si distingue in:
• Spirito soggettivo, legato all’individuo
• Spirito oggettivo: è il momento in cui lo spirito si realizza nella realtà concreta,ovvero nelle istituzioni sociali e politiche.
Attraverso la trattazione di questi argomenti, Hegel affronta i problemi etico-sociali più rilevanti della sua epoca: ecco che vuole dimostrare filosoficamente (e quindi razionalmente) le istituzioni e l’ordinamento giuridico dello stato prussiano.Il pensiero etico-politico di Hegel è trattato nell’opera Lineamenti di filosofica del diritto.
• Spirito assoluto.
E’ l’ultimo momento, la sintesi suprema di tutto il sistema hegeliano, in cui lo spirito diventa spirito assoluto: cioè la ragione ritorna in se stessa e si scopre infinita perché comprende tutta la realtà molteplice e finita del mondo.
Lo spirito diventa assoluto attraverso 3 momenti: l’arte, la religione e la filosofia. Questi 3 saperi hanno esprimono lo stesso concetto, ovvero L’assoluto,ma attraverso 3 modalità differenti: l’arte mediante l’intuizione sensibile, la religione mediante la rappresentazione, la filosofia mediante il concetto puro.

1) Arte
è il primo momento della vita dello spirito assoluto, durante il quale esso acquista la consapevolezza di sé attraverso l’intuizione sensibile. Nell’ arte infatti è possibile cogliere in modo intuitivo e immediato l’unione di spirito (contenuto dell’opera) e natura (materia), superando la frattura tra soggetto e oggetto.
Hegel individua 3 forme principali di arte:
- l'arte simbolica: tipica dei popoli orientali, è caratterizzata da uno squilibrio tra contenuto e forma, ossia l’incapacità di trovare forma sensibili adeguate a rappresentare l’ideale. (secondo hegel i simboli sono elementi inferiori alla vera e propria rappresentazione figurativa).
- l’ arte classica, tipica della Grecia, è la sola in grado di fondere con armonia il contenuto spirituale con l’espressione sensibile (l’idea con la materia)
- l’ arte romanica, tipica dei popoli germanici, è caratterizzata dalla supremazia dello spirito sulla materia. Quindi anche in questo tipo di arte riscontriamo uno squilibrio tra contenuto e forma, ma in questo caso è a favore del contenuto, dello spirito che oltrepassa i limiti del finito.
Ecco che egli afferma che l’arte è incapace di esprimere la complessa spiritualità dei moderni e prevede addirittura la cosìdetta “morte dell’arte”. Ma con morte dell’arte non si deve intendere il significato letterale, ma l’idea che l’ arte sia inferiore alla filosofia per l’espressione dell’idea e dello spirito.

2) Religione
E’ il secondo momento della vita dello spirito assoluto, durante il quale esso si manifesta attraverso le rappresentazione.

La religione tende al pensiero dell’infinto ma si tratta di un tentativo non riuscito perché, servendosi delle immagini fantastiche dei miti e della concretezza dei riti, è limitata alle rappresentazioni religiose. Infatti i fedeli da una parte tendono a fondersi con dio (l’infinito) ma dall’altro sono consapevoli dell ‘impossibilità di tale impresa.
Tuttavia hegel considera la religione cristiana la migliore forma di religione perché riconosce dio come puro spirito, e perché le sue rappresentazioni sono le più vicine ai concetti filosofici( ad esempio la triade padre- figlio- spirito santo che esprime il divenire dialettico dell’idea: l’idea in sè è il padre-dio, l’idea fuori di sé è il figlio, il figlio che si è incarnato, l’idea che ritorna in sé è lo spirito santo che ritorna dopo la morte di cristo).
Tuttavia anche il cristianesimo come tutte le religioni presenta del limiti dovuti alla rappresentazione, che è una forma inadeguata a rappresentare l assoluto.


3) Filosofia
E’ il terzo momento della vita dello spirito, durante il quale esso si comprende mediante il concetto. Lo scopo della filosofia è la comprensione di ciò che è avvenuto nella storia: essa è frutto di un processo storico dialettico che vede ogni filosofia negare e conservare la precedente.
La filosofia è storia della filosofia. Questo processo che va dalla filosofia greca a quelle di Fichte e Schelling si conclude con l'idealismo la cui definitiva conclusione è la filosofia hegeliana.
Le filosofie precedenti non devono quindi essere viste negativamente ma piuttosto come un insieme di tappe necessarie che man mano negano quelle precedenti e vengono negate da quelle successive in un processo che termina con l'ultima filosofia: quella di Hegel. La filosofia giunge sempre troppo tardi perché arriva quando la realtà si è già compiuta.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email