Hegel(1770-1831)


Per Hegel la realtà è complessa e quindi per conoscerla servono strumenti complessi.
Per conoscere la realtà si procede attraverso un processo triadico:
⦁ tesi--> esamina un aspetto della realtà
⦁ antitesi--> mette in discussione quell'aspetto della realtà
⦁ sintesi--> è una nuova tesi, che da nuovamente avvio al processo triadico.
Il processo triadico è il processo di sviluppo della realtà, ed anche legge del pensiero.
Il processo cnoscitivo è circolare ed ascendente.
Anche la logica, che è lo strumento per far conoscere la realtà, è triadica, e non dualistica.
I cardini del sistema hegeliano sono:
⦁ la convinzione della razionalità del reale--> tutto c'ò che esiste dipende da un principio razionale, << ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale>>
Secondo Hegel la realtà è SEMPRE razionale, lui definisce reale tutto ciò che è significativo.
Secondo Hegel il principio razionale che governa il mondo è lo spirito, che rappresenta la cultura del mondo.
Lo spirito si sviluppa nella storia e diventa sempre più libero.
Per Hegel la filosofia ha un compito descrittivo, ovvero deve interpretare la realtà, ma non la deve cambiare.
Quindi deve solo capire come si sviluppa la realtà senza cambiarla.
Hegel paragona la filosofia alla nottola di Minerva, che è una civetta che vola di notte, quindi anche la filosofia deve subentrare la notte, quando la realtà è gia presente, poichè la deve solo descrivere.
<< la verità è figlia del tempo>>
Questo perchè non può anticipare un tempo successivo.
⦁ la coincidenza della verità con l'intero--> la verità si ha solo quando si conosce per intero qualcosa.
Per Kant l'intelletto serviva a conoscere il fenomeno e la ragione a conoscere il noumeno, invece per Hegel l'intelletto non fornisce una conoscenza completa della realtà, poichè si sviluppa in modo triadico.
Per avere una conoscenza completa della realtà devo avere una conoscenza concreta di essa.
L'intelletto, secondo Hegel, analizza, concettualizza ed astrae, e per questo l'intelletto non fornisce una conoscenza completa della realtà.
Dunque per avere una conoscenza completa della realtà è necessario utilizzare la ragione, e per questo cade in contraddizione con Kant.
Quindi l'intelletto si concentra solo su alcuni aspetti, mentre la ragione è concreta, poichè sintetizza ogni parte della realtà.
Il prodotti finale della ragione sono le idee, per Kant avevano valore regolativo, mentre per Hegel hanno mani e piedi, poichè sono ancorate all'esperienza.
⦁ La dialettica-->la realtà e il pensiero non devono avere valore statico, ma dinamico, e devono seguire una legge dialettica, che è formata dalla tesi, dall'antitesi e dalla sintesi(hanno un andamento triadico).
La tesi--> è il momento astratto, essendo il momento iniziale.
Hegel definisce questo momento intellettuale, poichè svolto dall'intelletto, e individua le caratteristiche delle cose.
Queste caratteristiche sono separate fra di loro.
Le determinazioni fatte dalla tesi sono parziali e limitate.
antitesi--> momento dialettico o della negazione, non si può concepire un qualcosa senza considerare l'opposto e quindi tutte le cose sono collegate al suo opposto.
Ogni caratteristiche che viene concepita nella tesi va poi paragonata al suo opposto, infatti l'antitesi fa si che si abbia la tesi, poichè senza di essa il pensiero e la realtà sarebbero statiche.
Senza antitesi non si può procedere nello sviluppo della realtà e del pensiero.
Le determinazioni fatte con la tesi vengono messe in relazione con il loro opposto.
sintesi-->momento speculativo(conoscitivo), è il momento della negazione della negazione, questo perchè nega l'antitesi.
la sintesi è il superamento dell'antitesi con l'arricchimento della tesi, con la sintesi si ha la visione globale delle determinazioni.
Nella sintesi risiede la ragione mentre nella tesi l'intelletto.
Secondo Hegel la cultura del mondo si sviluppa sempre di più.
L'andamento dialettico è circolare e ascendente.
Fenomenologia dello spirito(1807)
Questo è uno dei suoi scritti più importanti, ed è la spiegazione razionale di come lo spirito si manifesta nel corso della storia.
Lo spirito si sviluppa in tre momenti:
⦁ coscienza
⦁ autoscienza
⦁ ragione
Nel corso della storia lo spirito diventa sempre più consapevole di sè, lo spirito per avere una piena conoscenza della realtà e quindi anche di sè si deve confrontare con una realtà diversa da sè.
Quest'opera è concepita anche come romanzo filosofico della coscienza, perchè racconta il manifestarsi della coscienza umana nella storia( che progredisce sempre).
[la tripartizione che fa Hegel ricorda la santa trinità, ed anche il fatto che il tempo è progressivo e lineare lo riprende dal cristianesimo].
Hegel racconta come lo spirito si è sviluppato nel corso della storia, infatti lo spirito è la cultura del mondo.
Ogni uomo nel corso della propria vita ripercorre le stesse tappe dello spirito.
Le tappe ideali e storiche dello sviluppo dello spirito nel corso della storia sono le figure, vengono definite storiche perchè riguardano la storia e poi vengono definite ideali perchè fungono da modello essendo le tappe che l'individuo percorre nel corso della sua vita.
A sua volta i momenti(tappe) dello spirito si suddividono in tre:
⦁ coscienza--> certezza sensibile in sè
percezione per sè
intelletto in sè e per sè
La coscienza inizia il proprio sviluppo dalla certezza sensibile, ovvero si conosce la realtà in modo immediato, la conoscenza non sta nella coscieza ma nelle cose.
Quindi le cose mi forniscono dei dati che conosco immediatamente grazie all'esperienza.
Si ha una conoscenza in sè, che poi ri rivelerà incompleta, perchè vede le singole sensazioni,che vengono interpretate dal soggetto.
Le singole sensazioni assumono un senso unitario,facendo riferimento al "per se" e non al "in se".
Quindi conosciamo le cose come si presentano all'uomo e non in sè, passiamo così dalla certezza sensibile alle percezioni.
Con le percezioni il soggetto interpreta le sensazioni, e poi sarà l'intelletto a scoprire le leggi scientifiche che governano l'universo(fenomeno).
⦁ Autocoscienza--> rapporto servo-padrone
stoicismo-scetticismo
coscienza infelice
La coscienza dopo aver conosciuto l'esterno(il mondo), rivolge l'attenzione verso se stessa.
Dunque l'autocoscienza cerca di comprendere se stessa confrontandosi con altre autocoscienze, ma facendo questo corre il rischio della morte.
Le due autocoscienze si scontrano(incontrano)perchè entrambe vogliono definire la loro identità, per fare questo l'altra autocoscienza viene trattata come un oggetto(viene oggettivizzata), ma allo stesso tempo la conoscenza che è appena stata oggettivizzata fa lo stesso con l'altra autocoscienza.
Quindi si oggettivizzano a vicenda, quando l'autocoscienza viene oggettivizzata perde la sua libertà.
Emerge la figura del servo-padrone, che è una figura fondamentale all'interno della fenomenologia dello spirito.
C'è uno scontro tra le due autocoscienze, il padrone e il servo(del padrone), il servo lavora per il padrone, mentre il padrone non fa niente.
Il servo è totalmente dipendente dal padrone, mentre il padrone sopraffae il servo.
L'autocoscienza del padrone si scontra con quella del servo, che è debole e dipendente dal padrone(essendo oggettivizzata), quindi il padrone confrontandosi con il servo non cresce e non si sviluppa, e per questo l'autocoscienza del padrone si indebolisce, poichè dipendeva totalmente dal suo servo.
Invece il servo confrontandosi con l'autocoscienza del padrone, che è forte e non oggettivizzata, cresce e si sviluppa.
Quindi i ruoli si rovesciano, il servo diventa padrone e il padrone servo.
La figura del servo-padrone descrive la progressiva conquista dell'indipendenza da parte dell'autocoscienza, quindi il servo conquisterà la sua indipendenza.
L'autocoscienza continua il suo sviluppo per acquisire maggiore libertà e spiritualità, e quindi si avrà la figura dello stoicismo, che afferma la libertà del soggetto rispetto alle cose esterne.
In questo caso l'autocoscienza si chiude in se stessa perchè credo di essere autosufficiente ed indifferente di fronte alle cose del mondo, dunque "pecca di superbia".
La realtà non dovrebbe condizionare l'autocoscienza, ma invece secondo Hegel la realtà esiste e quindi un minimo condizionamento ci sarà.
Quindi il saggio stoico non ha una vera libertà, ma è una astratta libertà interiore.
(Dunque ripetendo lo stoico afferma una totale indipendenza dal mondo, ma Hegel ritiene che questo non è possibile, e quindi non ha una totale libertà).
Anche se questo è un passo avanti verso la libertà,successivamente si ha la figura delle scetticismo,che è colui che nega il mondo esterno mettendo in dubbio qualsiasi cosa.
Il dubbio non è come quello Cartesiano, metodico, ma è un dubbio fine a se stesso.
Secondo Hegel lo scettico si contraddice, perchè lo scettico afferma che non esiste niente e che quindi non esiste neanche una verità assoluto, ma in realtà afferma la certezza(verità) che non esiste una verità.
Sia lo scetticismo che lo stoicismo si verifica una scissione perchè entrambi dichiarano guerra al mondo ed agli altri ma lo stocismo si rinchiude nella propria interiorità, mentre lo scetticismo giudica vera solo la sua posizione.
Poi l'autocoscienza passa ad un'altra figura che è l'autocoscienza cristiana, la quale è smarrita ma riesce a superare questa situazione perchè da un lato è consapevole che la realtà è mutevole(cambia) ma dall'altro aspira all'immutabile, che è Dio(essere eterno).
Però questa autoscoscienza cristiana è infelice perchè si sente limitata ed inadeguata nel rapporto con Dio.
La coscienza infelice può essere contestualizzata nel misticismo medievale, in cui c'è una lacerazione dell'uomo e l'ascetismo,ovvero il percorso cristiano che fa si che ci si distacchi dalle cose concrete e si passi a quelle spirituali.
Quindi sopo aver superato lo scetticismo e lo stoicismo in cui c'era una scissione, si supera anche la coscienza infelice, anche se è ancora presente la scissione, e poi si giunge alla ragione.
Ragione--> scienza
azione individuale
eticità
Per superare la scissione con la realtà la ragione assume in se ogni realtà.
Nel Rinascimento(momento precedente alla rivoluzione scientifica) l'uomo non si mortifica per raggiungere la divinità, ma la cerca nelle cose e in se stesso.
All'inizio la ragione segue una prospettiva naturalistica, la quale osserva direttamente i fenomeni e il suo metodo segue la logica sperimentale.
Infatti gli elementi fondamentali del metodo della rivoluzione scientifica sono l'osservazione dei fenomeni e la verifica.
La limitazione della prima tappa della ragione è che essa crede che le leggi dei fenomeni sono scritte nella natura stessa.
Quindi la ragione sbaglia in quanto è lei l'artefice delle leggi della natura, infatti sbaglia perchè ricerca le leggi all'esterno ma in realtà si trovano al suo interno.
Hegel ritiene che Cartesio sia il primo a dare importanza alla ragione, con la quale dimostrerà tutto il sapere.
Infatti secondo Cartesio l'uomo possiede la ragione, che è uno strumento affidabile di conoscenza.
Quindi la ragione, a partire da Cartesio, riflette sulla sua importanza.
Dunque la ragione non è passiva nel processo conoscitivo, ma è attiva.
Si arriva all'azione individuale, in cui la ragione si tuffa nel piacere, ma capisce che esso è illusorio perchè rende lìuomo dipendente dai beni esteriori, quindi la ragione si illude di essere autonoma quando ricerca il piacere, ma in realtà esso dipende dai beni esteriori.
La ragione supera la ricerca del piacere soggettivo e si dirige verso la legge del cuore, che porta l'uomo a sviluppare il sentimento romantico(fa riferimento a Rousseau).
La ragione facendo riferimento a questa legge, vorrebbe guarire il mondo da tutti i mali, eliminando il fanatismo religioso.
La ragione afferma la propria individualità, ma diventa un pricipio rivoluzionario ed un criterio universale.
La ragione cercando di realizzare la propria legge del cuore, si scontra con la legge del cuore delle altre ragioni.
[Hegel crede che lo spirito del mondo si incarna in una cultura, che rappresenta il massimo della razionalità.
Egli segue il movimento del sole, questo perchè la cultura compie lo stesso movimento, infatti la cultura del mondo nasce nella civilità orientale, e poi si sviluppa nella civiltà occidentale].
La ragione comprende che deve andare oltre la legge del cuore, perchè essa consiste in un sentimento individuale(che è diverso per ogni singola persona) e quindi per andare oltre la legge del cuore la ragione si deve elevare alla legge del dovere morale, che deve diventare qualcosa di oggettivo(fa riferimento all'imperativo categorico di Kant).
Hegel ammira la morale di kant, perchè è un tentativo di universalizzazione, ma allo stesso tempo la ritiene insufficiente perchè è una morale astratta (formale).
Inoltre è insufficiente perchè si focalizza sul dover essere, e la ragione si sente frustrata perchè ambisce a qualcosa che non sarà mai.
Dunque la ragione aspira al sommo bene , che non raggiungerà mai, e per questo Kant ipotizzò il regno dei fini.
Infatti Kant dice che non sempre l'uomo avrà la giusta ricompensa(il sommo bene) nella vita terrena, e da qui derivano i tre postulati.
La ragione è proiettata al futuro perchè si rende conto che il presente non è ciò che dovrebbe essere.
Per rendere la realtà concreta bisogna elevarsi ad una realtà che va oltre la morale, che è la dimensione dell'eticità.
A differenza di Kant, Hegel distingue la morale dall'etica, con morale intende la stessa di cui parla Kant, mentre l'etica la definisce superiore alla morale.
Kant definisce la sua morale formale, e non contenutistica, mentre per Hegel deve essere concreta e universale.
Per Hegel l'etica rappresenta il punto di vista dello spirito del mondo, che si incarna in particolare nello stato e nelle istituzioni storico-politiche.
L'avventura dello spirito nel mondo si è concluso quando la ragione incarnandosi nello stato si è realizzata.
Non conta l'azione del singolo individuo ma ciò che esprime lo sviluppo della cultura del mondo è lo stato etico.
Infatti la massima realizzazione dello spirito si ha nello stato di Hegel, che è la Germania.
Secondo lui in ogni epoca storica la cultura di concretizza meglio in una cultura invece che in un'altra.
Per lui la sua filosofia rappresenta il culmine.
Egli è ottimista, ed ha una visione razionalista, inoltre la sua visione della storia è giustifazionista, ovvero secondo lui tutti gli avvenimenti della storia hanno una giustificazione razionale.
Per Hegel ciò che è razionale è realtà, in quanto realtà e razionalità coincidono.
Logica
Analizza il processo di sviluppo dello spirito(idea), nell'opera "enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio" riassume come si sviluppa lo spirito, ovvero attraverso tre momenti, che sono:
⦁ logica--> è il momento della tesi, la logica è la scienza dell'idea in sè e per sè(idea pura), indipendentemente dal fatto che si concretizza nella realtà.
⦁ filosofia della natura--> momento dell'antitsi, essa è la scienza che studia l'idea che si estranea, ovvero che esce fuori da sè, e si concretizza nella natura
⦁ filosofia dello spirito--> momento della sintesi, essa è la scienza che studia l'idea che "ritorna in sè" , dopo essersi allenata nella natura.
Questo sono i tre livelli di sviluppo dell'idea, per Hegel l'idea(pensiero) coincide con la realtà(essere), e per questo essi rappresentano anche i livelli di sviluppo del sapere
La logica NON è una scienza PROPEDEUTICA AL SAPERE, mentre così era per Aristotele, poichè la scienza ero o strumento utliizzato dalle altre scienze per conoscere.
Mentre secondo Hegel non è lo strumento di conoscenza delle altre scienza, perchè la logica è la scienza dell'idea pura.
Per Hegel la logica, fatta di categorie e concetti, non ha solo valore conoscitivo(come per Kant) ma corrispondono alla realtà, e quindi sono strutture ideali indipendenti dal soggetto.
Per Hegel logica(che studia il pensiero) e metafisica(che studia l'essere) coincidono, infatti pensiero e essere coincidono, in quanto il pensiero è lo stesso dell'essere e non diverso dall'essere.
Inoltre Hegel vede la metafisica in modo diverso da Platone, infatti per Platone era trascendente mentre per Hegel è immanente.
Parti della logica:
⦁ dottrina dell'essere--> proprio come diceva Parmenide si può solo dire che "l'essere è".
Questa dottrina è priva di contenuti ed equivale al nulla, ed essere e nulla si relazionano fra di loro, infatti per comprendere l'essere lo devo confrontare con il non-essere(nulla).
⦁ dottrina dell'essenza--> considera l'essere come oggetto di riflessione, e quindi lui approfondisce la conoscenza dell'essere e si chiede com'è il principio di identità, ovvero per Hegel le cose si devono confrontare con il suo opposto, perchè le cose non rimangono uguali dato che la realtà è in evoluzione.
L'essere dopo che si estranea nella natura torna in sè, ed include in se l'oggettivo(dottrina dell'essere) e il soggettivo(dottrina dell'essenza), successivamente si passa alla filosofia della natura, dove l'idea si estranea nel mondo fisico, ovvero nella natura e si confronta con essa.
Secondo Hegel non c'è niente di più in basso della natura, la svaluta perchè è priva di spirito.
Anche le azione più perverse dell'uomo hanno qualcosa di spirituale,mentre nella natura non c'è niente di spirituale.
La filosofia della natura rappresenta l'antitesi(confronta lo spirito con il suo opposto, che è la natura), infatti senza di essa l'idea non si sviluppa e non arriva allo spirito.
Quindi da un lato la filosofia della natura è necessaria e dell'altro è priva di spirito e razionalità--> questa è una contraddizione.
Il confronto tra spirito e natura è necessario.
Hegel svaluta le scienze della natura, poichè sono incapaci di concettualizzare il mondo fisico.
Queste scienze sono:
⦁ meccanica--> riguarda le scienze della natura
⦁ fisica--> riguarda l'ottica e la diottrica
⦁ fisica organica--> riguarda la biologia, zoologia e geologia.
Gli viene criticata anche questa classificazione, perchè priva di giustificazione.
Dopo la filosofia della natura l'idea ritorna in sè e si distingue in tre momenti
⦁ spirito soggettivo
⦁ spirito oggettivo
⦁ spirito assoluto
Lo spirito soggettivo fa riferimento all'individuo, e si divide in: antropologia, fenomenologia e psicologia.
Invece lo spirito oggettivo è il momento in cui lo spirito si realizza esteriormente confrontandosi con il diverso da sè, questo lo fa nella concreta realtà delle istituzioni sociali e politiche.
Lo spirito oggettivo comprende:
⦁ il diritto--> nasce dalla volontà degli individui, è il primo momento dello spirito soggettivo.
Si creano leggi che regolano i rapporti tra le persone(indentificate con la naschera teatrale, poichè non guarda alla specificità dell'individuo), che devono avere la proprietà privata, ovvero l'insieme delle cose che formano il patrimonio di una persona.
Infatti con il diritto non si guarda alla specificità dell'individuo, ma alle capacità che hanno gli individui di compiere atti giuridici esteriori.
Il diritto corrisponde al diritto privato di oggi, infatti il diritto privato regola i rapporti esterni fra gli individui.
Dato che il diritto esiste c'è la possibilità che le norme vengano violate, il torto viene definito "delitto", ed ad ogni delitto corrisponde una "pena".
Questo si contrappone alle tesi illuministiche, ed al trattato che scrisse Cesare Beccaria intitolato "Dei delitti e delle pene", pubblicato a Livorno nel 1764.
Secondo questo trattato la pena serviva a rieducarei delinquenti, mentre secondo Hegel serve a ripristinare l'ordine giuridico e razionale violato dal delinquente.
Quindi secondo Hegel dando una pena al delinquente lo stato gli fa un favore, perchè compiendo un'azione contraria alla razionalità verrà trattato dallo stato come una persona razionale, e non più come un delinquente.
Lo stato deve essere inflessibile, per poter essere efficace.
Lo spirito oggettito si rende conto che deve andare oltre l'aspetto esteriore della legalità, perchè deve prendere in esame anche l'interiorità del soggetto e la sua libertà.
⦁ si passa quindi alla moralità--> riguarda le intenzioni e i proponimenti.
Con la moralità l'uomo ha maggiore libertà di scelta ed maggiore responsabilità, quindi è un uomo libero ed indipendente.
Il soggetto deve agire bene, e deve tendere a questo bene.
Hegel fa riferimeto alla morale di Kant, che è oggettiva, ma il soggetto secondo Hegel non si sente mai appagato dalla moralità, poichè la libertà è astratta.
Infatti secondo Kant la libertà è senza regole, mentre secondo Hegel la vera libertà è quando sono presenti delle regole ed è l'individuo che sceglie come agire in base a queste regole.
Per superare la contraddizione fra soggettività e bene si passa all'eticità.
⦁ Eticità--> l'etica è superiore alla morale, diritto e moralità sono unilaterali e l'eticità supera la scissione fra l'interiorità(la moralità) ed esteriorità(diritto).
Per Kant la morale è oggettiva e universale, mentre per Hegel è soggettiva.
Mentre per Hegel l'etica è oggettiva o sociale, quindi l'etica riguarda i doveri che ha l'individuo nei confronti della comunità di cui fa parte.
Quindi L'eticità unisce le leggi scritte con la moralità soggettiva, il bee trova una concretizzazione nelle istituzioni e nelle leggi di un certo popolo.
(Nel diritto l'individuo vede le leggi come qualcosa di esterno, mentre nella moralità come qualcosa di interno).
Secondo Hegel la cultura è concreta, e viene portata avanti nelle istituzioni.
Quindi lo stato è l'incarnazione della razionalità, e per questo lo definisce stato etico.
eticità--> famiglia
società civile
stato

La famiglia è un'istituzione naturale in cui i rapporto fra i sessi diventa un'unità spirituale fondata sull'amore. Quindi gli individui sono legati dall'amore.
La famiglia implica tre momenti:
⦁ matrimonio--> fondato sul libero consenso degli individui
⦁ patrimonio familiare--> permette di educare i figli
⦁ educazione dei figli--> è fondamentale, poichè l'educazione è una seconda nascita, e i figli non devono essere trattati come cose ma come persone.
La famiglia si evolve, e i figli una volta cresciuti escono dalla famiglia originaria per fondare una famiglia propria, questi nuovi nuclei di famiglie creano la società civile.
La società civile è lo spazio intermedio fra la famiglia e lo stato, in questo modo permette un rapporto fra i due ed il suo ruolo è di cerniera.
Essa ha un ruolo fondamentale, poichè permette alle persone di vivere in armonia.
La società civile deve provvedere al "sistema dei bisogni" e alla "cura degli interessi", quindi deve provvedere a numerose cose:
⦁ benessere del singolo ed ad amministrare la giustizia
⦁ provvedere alla sicurezza sociale
⦁ organizzare attività economiche ed realizzare l'attività politica
⦁ provvedere all'educazione dei giovani fuori dalla famiglia
⦁ mantenere gli egoismi privati
Dalla divisione del lavoro derivano tre classi sociali:
1. agricoltori o classe sostanziale--> sono la classe basilare, e il loro patrimonio sono i prodotti naturali che loro stessi producono.
2. classe dei lavoratori dell'industria e del commercio--> rielaborano il prodotto naturale.
3. funzionari pubblici--> definita anche classe generale, perchè si occupa degli interessi generali dello stato.
Non devono procurarsi i proprio mezzi di sussistenza, poichè sarà lo stato a fornirgli lo stipendio.
Le leggi valgono per tutti, e devono essere comprensibili, se lo saranno quando le persone non le rispettano subentreranno le "pene".
Il terzo momento è lo stato, Hegel lo definisce stato etico, esso è la piena realizzazione dell'eticità.
Lo stato è il supremo moderatore del conflitto sociale, e garantisce l'esercizio dei diritti di tutte le persone, ovvero fa si che i diritti possono essere esercitati.
Lo stato è la massima incarnazione della razionalità e dell'universalità.
Il suo potere NON dipende da un contratto sociale, perchè altrimenti sarebbe l'espressione della volontà degli individui, invece è l'espressione della ragione universale.
Lo stato è l'incarnazione dello spirito di un popolo, quindi lo stato viene prima dell'uomo.
Hegel ha una visione dello stato organicistica, in quanto tutte le parti dello stato sono interconnesse fra di loro, quindi considera lo stato come un organismo vivente.
Per Hegel la migliore forma di governo è la monarchia prussiana costituzionale.
Esistono tre poteri di governo:
1. potere legislativo--> consiste nel fare le leggi, e viene esercitato dal monarca insieme ad un'assemblea che rappresenta le tre classi sociali.
2. potere esecutivo--> traduce l'universalità delle leggi in norme concrete e pratiche.
3. potere del principe--> ha l'ultima parola sulle decisioni da prendere, il suo è un potere formale, poichè deve dare solo il consenso a qualcosa che è già stato fatto.
Per Hegel il vero potere risiede nei funzionari pubblici.
La guerra--> Hegel ha una visione opposta a Kant, poichè Hegel preferisce la condizione di guerra mentre Kant la condizione di pace.
Secondo Hegel nella condizione di guerra gli stati devono essere autonomi, secondo lui quando ci sono delle controversie l'unica soluzione è la guerra, che lui definisce NECESSARIA e "ETICAMENTE OPPORTUNA".
Lui dice che agisce come "il vento con il mare", La guerra preserva gli uomini da uno stato di putrefazione, infatti nel caso di una pace perpetua i popoli sarebbero ridotti in uno stato di putrefazione.
Per questo egli dice che la guerra è DESIDERABILE.
La storia--> ha un fine, quindi tende a raggiungere uno scopo, che è la libertà.
Lo spirito del mondo si evolve incarnandosi in uno stato, infatti in ogni epoca storica c'è una cultura più razionale delle altre in cui si manifesta lo spirito.
Per Hegel la massima rappresentazione della razionalità è l'occidente e non l'oriente, inoltre ritiene che tutto ciò che accade nella storia non è casuale.
Nella storia gli eventi significativi vengano compiuti dalla provvidenza, definita astuzie della ragione, essa opera attraverso gli eroi, individui che permettono allo spirito del mondo di realizzarsi.
Quindi gli eroi sono strumenti nelle mani della provvidenza, anche se loro credono di essere loro ad agire. Questa concezione verrà criticata da altri filosofi.
Spirito assoluto(sintesi)
In questo momento lo spirito del mondo ritorna in sè, diventando assoluto, ovvero spirito infinito, dato che assume in sè tutta la realtà del mondo.
Le tre discipline a cui si riferisce(arte, religione e filosofia) non differiscono per l'oggetto ma per il modo in cui esprimono il soggetto assoluto.
Infatti l'arte esprime lo spirito assoluto con l'intuizione sensibile, la religione lo esprime con la rappresentazione e la filosofia con il concetto.
Il primo momento di vita dello spirito è l'arte, nella quale si coglie in modo immediato la compenetrazione tra spirito(rappresentato dal contenuto ideale che dovrebbe avere l'opera d'arte) e la natura(materia).
In questo modo si supera la frattura fra soggetto e oggetto, facendo riferimento alla loro armonia.
Lo spirito si naturalizza nell'opera d'arte, mentre la natura si spiritualizza mostrando il contenuto ideale.
Hegel individua tre forme d'arte:
⦁ arte simbolica--> propria dei popoli orientali, è caratterizzata dallo squilibrio tra il contenuto e la forma, poichè utilizza elemeneti sfarzosi chemostrano le difficoltà dell'artista nell'esprimere il contenuto ideale.
Quindi con questa arte non si esprime a pieno il contenuto ideale, e per questo si ha un'eccedenza della forma rispetto al contenuto.
⦁ arte classica--> elaborata in Grecia, riesce a fondere in armonia il contenuto spirituale con l'espressione sensibile, questo viene fatto con l'uomo.
⦁ arte romantica--> diffusa fra i popoli germanici, anche qui si ha nuovamente lo squilibrio fra forma e contenuto, quindi c'è un'eccedenza della forma.
Dunque l'arte non è adeguata ad esprimere la vitalità dello spirito, non esprime a pieno lo spirito.
Per questo hegel teorizza la morte dell'arte, ma non muore realmente ma solo come mezzo per esprimere lo spirito.
Per questo si passa alla religione, in cui lo spirito assoluto si manifesta attraverso la forma della rappresentazione religiosa, è un pensiero metaforico che si manifesta attraverso miti e riti, ma non riesce a cogliere l'essenza dialettica della verità. Inoltre è superiore all'intuizione sensibile.
La ragione è limitata dalle forme esteriori, miti e riti, della rappresentazione religiosa.
Le religioni si evolvono, e la più spirituale è quella cristiana, essa è la più elevata perchè le rappresentazioni che utilizza sono vicine ai concetti filosofici; infatti Hegel prende in esame la santa trinità, che esprime lo sviluppo dell'idea.
L'idea in se (tesi) è rappresentata da Dio prima della creazione, l'idea fuori di se (antitesi) dall'incarnazione del figlio, e l'idea che ritorna in sè(sintesi) è rappresentata dalla manifestazione dello spirito dopo la morte di Cristo.
Si passa all'ultimo momento, che è la filosofia, per esprimere l'assoluto utilizza i concetti, forme totalmente spirituali.
Hegel la definisce scientifica, inoltre la filosofia coincide con la storia della filosofia, poichè la filosofia è il mezzo completo per esprimere l'assoluto, e quindi la filosofia è spirito.
La storia della filosofia studia come lo spirito si è sviluppato nel mondo, quindi lo sviluppo del mondo coincide con la filosofia stessa.
Hegel definisce la filosofia, in particolare la sua, idealistica; inoltre essa è la sua filosofia è la conclusione delle filosofie precedenti, in questo modo si contraddice.
Inoltre la filosofia è la massima espressione dello spirito, che giunge a compimento.

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