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Il Giusnaturalismo

Innanzitutto il Giusnaturalismo è una dottrina che afferma l’esistenza di un diritto naturale(insieme di norme universali) posto prima del diritto positivo (ossia quello espresso nelle legislazioni storiche).Quest’idea è presente anche nei filosofi antichi come Cicerone ma è solo nella filosofia rinascimentale che essa prende un carattere giuridico - filosofico. Il giusnaturalismo ha come massimi esponenti Grozio,Hobbes,Locke,Rousseau e Kant. Riguardo la teoria dell’origine dello stato il giusnaturalismo si sviluppa in antitesi del modello aristotelico che fa dello stato un istituzione naturale creatasi con l’evoluzione graduale a partire da un nucleo principale (la famiglia). Inoltre per la teoria della titolarità del potere esso si scontra con la dottrina della sovranità per diritto divino. I Giusnaturalisti volevano ricavare i fondamenti universali dell’agire politico indagando la natura umana con un metodo razionale deduttivo con dimostrazione geometrica. Infine ci sono 5 postulati che caratterizzano il Giusnaturalismo:
1)la convivenza umana può aversi solo se c’è un organizzazione statale
2)lo stato sorge sempre artificialmente come opera razionale dell’uomo
3)lo stato da il passaggio da una primitivo stato di natura a quello civile
4)il consenso e il contratto sono necessari nel fine politico
5)la legge naturale razionale deve ispirare l’opera legislativa.

GROZIO: diritto naturale e diritto internazionale

Con la sua opera più importante l’olandese Grozio segna la nascita della teoria del diritto internazionale. Infatti con l’ampliarsi dei confini tra stati e l’opera della Riforma rese necessario la nascita di una regolamentazione giuridica tra stati dapprima appartenente al papato. Per Grozio il diritto naturale ha forza normativa anche tra le relazioni tra stati. Il diritto internazionale è una insieme di norme che regolano i rapporti tra stati mediante accordi(patti,trattati ecc). Grozio quindi si propone di salvaguardare lo stato senza distruggere la comunità internazionale e di proteggere questa dalle mira della sovranità dei singoli stati i cui provvedimenti spesso nel raggiungere un fine approdano nell’orrore della guerra. Quindi creare un ordinamento giuridico universale per tutti gli stati avrebbe dovuto assicurare se non la pace almeno soluzioni pacifiche tra i vari stati evitando la guerra. La guerra è per Grozio un modo per risolvere le dispute tra stati in assenza di un ordinamento superiore che preservi la pace, ma comunque essa deve essere l’ultimo tentativo. Inoltre la guerra non è sempre legittima, essa sarà legittima e quindi una guerra giusta solo se è dichiarata per reagire a una violazione dell’ordine giuridico stabilito tra gli Stati.

Fondamenti razionali del diritto naturale

Grozio giustifica il suo modello giuridico in modo razionale e quindi con un ragionamento matematico e non ideologico. Egli pone come fondamento del diritto naturale “l’impulso che hanno tutti di voler vivere in una società tranquilla e ordinata”. Quindi il diritto naturale è estraneo al campo della religiosità in quanto esso esisterebbe anche se Dio non esistesse. Quindi l’esigenza dell’uomo nel avere una vita in ordine e tranquillità consiste nel creare una società pacifica e razionalmente ordinata e quindi la pace è un bene. Inoltre è in tutti gli uomini la tendenza al diritto naturale ed infatti egli conclude dicendo che “senza diritto non può esistere nessuna società”. Infatti i contenuti del diritto naturale sono per Grozio deducibili tramite l’esercizio della ragione.

Il carattere libero del contratto e il ruolo dello Stato

Alle origini delle forme civili di convivenza Grozio pone il “contratto libero e volontario” che è il punto di mediazione tra diritto naturale e diritto positivo. Dal principio naturale “i patti devono essere rispettati” ne derivano la validità del rispetto di proprietà privata,l’obbedienza dei sudditi al sovrano ecc. Quindi il carattere naturale precede dunque lo stato e ne vincola l’attività politica:il compito dello stato è quindi tutelare il diritto naturale e fare in modo che esso sia rispettato da tutti. Lo stato inoltre non coincide con chi esercita la sovranità infatti il potere politico è sottoposto al diritto naturale e alle leggi fondamentali che dettano la forma istituzionale più utile per la società. Queste leggi in un certo senso anticipano i principi costituzionalistici.

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