Galileo Galilei (Pisa 1564-1642)

Biografia: nasce a Pisa in una famiglia medio-borghese Fiorentina e si trasferisce a Firenze dove studia matematica, ma il padre lo iscrive a medicina a Pisa che frequenta, ma non termina e torna a Firenze dove si iscrive all'accademia di disegno dove frequenta le lezioni di Ostilio Ricci, allievo del matematico Niccolò Tartaglia. Sotto la guida di Ricci inizia a fare osservazioni scientifiche e fisiche e scopre l'isocronismo del pendolo (costanza oscillazioni), formula alcuni teoremi di geometria e matematica, crea una bilancia per pesare i corpi e gli viene offerta una cattedra a Pisa. Infine vince una cattedra all’università di Padova dove rimane per 18 anni. Nel 1609 costruisce il cannocchiale e iniziano le osservazioni astronomiche che lui pubblicò nel 1610 nel testo Sidereus Nuncius (ragguaglio astronomico, l’annuncio delle scoperte). Keplero legge questo testo e ne afferma la validità. Scrive anche la storia degli oggetti in acqua e delle macchie sui pianeti. Nel 1616 queste scoperte gli valsero un'ammonizione dal cardinale Bellarmino. Pochi giorni dopo viene messa a indice l’opera di Copernico.

L’AMMONIZIONE nasce dalla denuncia pubblica da un domenicano, Niccolò Lorini, che dal pulpito della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze lo accusa di eresia sulla base di una lettera che Galileo aveva scritto ad un frate, che usa per sostenere la veritá del sistema copernicano. Queste lettere vennero rinominate "lettere copernicane". In queste lettere affermava la teoria della doppia verità, matematica e sacre scritture sono due cose diverse e non possono essere mischiate. Rinuncia quindi il principio di assoluta veritá delle sacre scritture, la loro verità è allegorica e non scientifica, è morale, sono verità indubitabili, ma, essendo un linguaggio allegorico, non possono essere scientifiche. Le lettere copernicane non potevano essere accettate dalla chiesa perchè mettevano allo stesso livello il libro della natura e la bibbia. Galileo affermava infatti che non possono essere combattute perchè scritte dallo stesso autore (Dio), ma la chiesa non lo accetta perché le pone allo stesso livello. Ma nonostante l ammonizione, Galilei prosegue la sua strada e scrive il Saggiatore, che è un testo dedicato alle comete e alle considerazioni sul suo metodo. Nel frattempo lavora ai Massimi Sistemi del Mondo (Tolemaico e Copernicano, un dialogo fra Salviati che è l'alter ego di Galilei che sostiene Copernico e il Simplicio che sostiene il sistema Tolemaico). Lo pubblica nel settembre nel 22 e si conclude con l'abiura delle stesse sue opere e si chiude in casa. Conclude la stampa della sua ultima opera del 1638 Discorsi e Dimostrazioni Intorno a Due Nuove Scienze.
LA battaglia sull'autonomia di pensiero si basa sulla lotta verso la chiesa e la lotta verso l'aristotelismo (battaglia culturale contro la tradizione aristotelica).La battaglia religiosa: la natura e la religione derivano dallo stesso spirito. La prima è dettata dallo spirito santo e la seconda è assolutissima osservazione della costruzione di Dio e non si può contrastare. I contrasti vanno risolti rivedendo la Bibbia proprio per il discorso linguistico basato sull allegoria, perchè le scritture hanno dovuto usare un linguaggio approssimativo, mentre la natura e le sue leggi sono immutabili e oggettive. Il secondo aspetto è che la Bibbia ha voluto insegnarci come si vada al cielo e non come è fatto il cielo.
Dio parla tramite:
Bibbia ( libro scritto in lingua popolare) è finalizzata alla salvezza ed è arbitra in campo etico e religioso.
Natura (libro scritto in lingua matematica) è finalizzata alla conoscenza ed è arbitra in campo naturale.
La polemica contro gli aristotelici:
Stima aristotele
Disprezza gli aristotelici che si sono allontanati dalla natura e si sono rinchiusi nelle biblioteche e sono diventati dogmatici. Aristotele adesso sarebbe stato Galileiano.

Galileo e il sistema copernicano:
Galilei parte con l’intuire il prinicipio di inerzia (un corpo mantiene il suo stato di moto fino a che non è ostacolato da fattori esterni). Ciò si opponeva con la concezione del moto di Aristotele. Secondo Aristotele i corpi si trovano nel luogo naturale e vengono spostati per un moto violento e dopodiché tornava alla condizione iniziale. Galilei invece intuisce il principio di inerzia con l'esperimento mentale (e non materiale, immagina una condizione di un evento fisico): se io lancio due palle di cannone dello stesso peso unite, intuitivamente la velocitá di caduta delle due palle che raddoppiano il peso non è doppia, ma è la stessa. Aristotele legava il movimento di un corpo al peso. Galilei lo contesta e afferma che la velocità non è dipendente dal peso dell’oggetto lanciato e fa questo esperimento mentale. L'esperienza potrebbe confutare questa tesi (piuma e palla di cannone). La differenza è dovuta all attrito dell'aria. Galilei non aveva le pompe a vuoto, ma vide che la velocitá dei due oggetti non dipendeva principalmente dal peso dei due oggetti. Lui intuí il principio di inerzia, ma non lo enunciò, lo ha soltanto concepito genericamente. In realtá un altro scienziato, Alexander Koyrè, dibatte la condizione del principio di inerzia di Galilei, perchè da una spiegazione più scientifica alla mancata enunciazione: egli, rimasto legato all universo chiuso, delle stelle fisse, di tipo copernicano, quindi non poteva pensare l'infinità del moto di un corpo che vive in un mondo finito.

Il secondo aspetto vede la messa in crisi della fisica aristotelica che riteneva che la velocitá di caduta dei corpi che è proporzionale al peso, ma Galilei afferma che le forze applicate ai corpi fanno avvenire accelerazioni (forze no velocitá ma variazione di velocità) proporzionali alla forza applicata. Quindi si vede il concetto di massa diverso da quello del peso.
A partire da questi concetti li applica all'astronomia. Egli dimostra l’errore di aristotele relativo a mondo celeste e terrestre e dice che l unità della scienza del moto rende conto dell'unitá dell universo. Non c è più un dualismo dei mondi, ma l’unità della scienza dei mondi. A questo punto annuncia una serie di scoperte astronomiche che gli servono per dimostrare la positivitá del sistema copernicano nel Sidereus Nuncius:
La scoperta delle macchie lunari (i sostenitori del sistema aristotelico tolemaico, per la perfezione del mondo celeste, affermavano che la superficie della luna doveva essere perfetta, quasi vitrea), mentre Galilei vede che sulla luna ci sono montagne la cui ombra è causata dal sole, quini non è un corpo dalla superficie liscia e perfetta, è simile alla Terra.
I quattro satelliti di Giove: se ha dei satelliti e gira intorno al sole, anche la Terra con il satellite Luna gira intorno al sole.
Le macchie solari: le macchie solari hanno la particolaritá che vanno e vengono, sono macchie che compaiono e scompaiono, quondi dimostrano un corpo in trasformazione e anche questo cozza con la perfezione del mondo celeste non soggetto a mutamento.
Le fasi di Venere: contro la teoria Tolemaica che riteneva che solo la Terra fosse un corpo privo di luce propria, mentre con la scoperta delle fasi di Venere che dipendono con illluminazione del sole, si pensò che esistono altri pianeti che non brillano di luce propria come le stelle.
Vede che esistono tanti greggi di piccole stelle, quindi intuì che la galassia era formata da innumerevoli stelle, ma pensando ancora al mondo finito le immagina su una linea.
Tutte queste scoperte vengono fatte grazie al cannocchiale e questo strumento afferma il sostegno della tecnica alla scienza. Il cannocchiale è stato inventato da Galilei? Prima di lui erano state inventate le lenti in Olanda. Galilei venne a sapere di questa invenzione e ne costruì uno simile. Il cannocchiale era visto come un gioco perché alterava la realtá, la chiesa lo considerava uno strumento diabolico perche alterava la realtá. Galileo lo punta verso il cielo e lo rende uno strumento scientifico.


Il principio di relatività galileiano afferma che bisogna dividere gli esperimenti in base se si svolgono in moto o sono in uno stato di quiete. All’interno di un sistema di riferimento non esiste esperimento che può stabilire se il sistema stesso sia in queste o immoto.


I tre errori di Galileo:
Orbite circolari come Copernico.
Moto dei pianeti inerziale dovuto alla circolarità
Pensa che le stelle siano fisse nel cielo e disposte su una linea, quindi crede nella finitezza dell’Universo.


I(l metodo di Galilei fa riferimento a dei rimandi filosofici, anche se egli non era un filosofo e non ha scritto dottrine filosofiche.
Visione pitagorica-platonica della realtà (cosmo strutturato matematicamente)
Da Democrito ricava le qualità oggettive (proprietà matematiche, di tipo quantitativo, quindi oggettive, non dipendono dalla persona) e soggettive(legate ai sensi, al soggetto, derivate dai sensi). Il filosofo Locke chiamerá qualità primarie e secondarie (oggettive e soggettive)
Il terzo elemento è la convinzione che la natura segue un corso uniforme, non è casuale, ma causale, si basa sulla convinzione che a determinate cause seguono determinati effetti. Relazione causale qualcosa di stabile.
Ultimo elemento filosofico riguarda la convinzione che sia l’uomo che Dio conoscono la veritá in modo certo, l’uomo può accedere alla certezza della veritá, ma l’uomo deve acquistarla gradualmente, Dio le conosce tutte insieme. Aristotele diceva che la dianoia (discorsiva) era graduale, la noesi (aspetto immediato) era intuitiva’
Galilei non ha eleborato il suo metodo per scritto, ma lo ricaviamo dalle lettere a Cristina di Lorena e dal Saggiatore. Le sensate esperienze diventano la base del metodo Galileiano.

Il Saggiatore è diviso in due momenti:
Momento analitico=momento costituito dall’analisi del fenomeno naturale costituito dall’osservazione (costituita dalle sensate esperienze citate nella lettera). L'esperienza con Galilei cambia il significato tradizionale e non é più l'esperienza immediata, ma mediata da un'elaborazione teorica. Egli usa sia il metodo induttivo che deduttivo. Lui indaga il moto perchè è curioso e carico di teoria, poi facendo l’esperimento sei induttivo perchè miri al particolare. Questo per due motivi: le esprienze dei sensi sono cariche di teoria, il secondo aspetto per cui c'è contaminazione fra esprienza e teoria è che l'esperienza va rielaborata in un contesto matematico-razionale), la misurazione dei dati e la formulazione dell ipotesi (momento ipotetico deduttivo che va convalidato von l’esperimento). Nasce dall esperienza ed è confermato con l'esperienza. L'esperienza non è immediata. Quella immediata inganna perchè i sensi ingannano. Inollre l'esperienza non ha valore scientifico in se stessa, ma l'esperienza mediata va confermata dall'esperimento.
Momento sintetico=esperimento (esperimento scientifico profondamente diverso dall'esperienza immediata. È un procedimento complesso che crea le condizioni necessarie perchè un evento si possa produrre). Nel laboratorio, reale o mentale, io creo le condizioni migliori per riprodurre l'evento che voglio realizzare ed eliminare gli attriti, gli ostacoli e la formulazione della legge.
Gli aspetti della rivoluzione scientifica di Galilei nella filosofia:
Entrano in crisi concetti millenari della metafisica come il concetto di essenza e di causa finale (finalismo), quindi crisi dei concetti metafisici. Bisogna parlare degli aspetti quantitativi.
Rapporto fra induzione e deduzione e la modifica di questi due concetti incluso la trasformazione dei concetti di ragione e esperienza e rilevanza della verifica.
Concezione dell universo come sistema di leggi e relazioni matematiche

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