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Galileo Galilei

Galileo Galilei viene considerato l'iniziatore della scienza moderna e, come abbiamo già detto nei precedenti appunti, utilizza in modo efficiente ed intelligente due strumenti tecnologici di grande valore: il cannochiale e il telescopio. Puntandoli al cielo, egli aveva la possibilità di sturiare le caratteristiche principali e i moti dei corpi celesti, per ricavarne importanti osservazioni e ottenendo fantastiche scoperte astronomiche, che pubblica nella sua opera intitolata Sidereus nuncius (1610).
Qui vengono riportate alcune delle più importanti scoperte:
1) Le macchie solari: egli potè osservare che il Sole non è un corpo perfetto, ma è caratterizzato sulla superficie dalle cosiddette macchie solari.
2) Crateri e catene montuose sulla Luna, corpo paragonato a quello terrestre grazie alla presenza di queste caratteristiche morfologiche.

3) I quattro satelliti di Giove, detti anche 'medicei' in onore del Granduca di Toscana Cosimo II de' Medici.
Queste scopere furono molto importanti per la scienza moderna poichè ribaltarono per un'ennesima volta o testi aristotelici e portavano all'affermazione della teoria copernicana, sostenuta in molte altre sue opere.
Ribadiamo sempre che l'osservazione dei fenomeni naturali e la matematica rappresentano le fondamenta del nuovo periodo scientifico, di cui non si può fare a meno per portare avanti una teoria che andrà provata all'interno dei laboratori.
Tuttavia la posizione che assume lo scienzato lo porta ad esporsi a tal punto che la Chiesa lo condanna. In particolare il padre domenicano Niccolò Lorini lo condannò per eresia copernicana, che metteva in netto contrasto la parola della Bibbia.
A questo punto Galileo si trovava ad affrontare un periodo pericoloso e tremendamente fragile della sua vita, in cui avrebbe dovuto salvare la scienza, ma soprattutto se stesso dalla tirannia della religione (tutto questo perchè la Chiesa naturalmente ha paura di perdere il potere).
Inanzitutto egli difende la propria persona con semplici dimostrazioni, affermando che:
1) Dio ha parlato all'essere umano in due modi diversi: attraverso l'opera della Creazione e attraverso la Bibbia (verità naturale e verità rivelata).
2) Fede e scienza vengono poste su due livelli diversi, poichè ritenute due competenze completamente opposte, con scopi e linguaggi differenti.
3) Mentre la Chiesa ha il solo compito di interpretare in maniera etico-religiosa le Sacre Scritture, la scienza ha lo scopo principale di interpretare la struttura della natura.
4) La Bibbia è un testo sacro che parla agli uomini di come 'raggiungere il cielo' e non di 'come è fatto il cielo'.
Alcuni anni dopo pubblica il Saggiatore (1623), dove sostiene e porta avanti la teoria copernicana.
Un'opera importantissima che testimonia la veridicità e il valore del metodo della scienza moderna è Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, opera presentata in forma dialogica in cui sono presenti tre personaggi: Sagredo (lo scienziato), Simplicio (l'aristotelico) e Salviati (dietro al quale si nasconde l'autore stesso, ossia Galilei). In quest'opera lo scienziato invita l'aristotelico a provare concretamente, quindi sezionando i vari organi e osservando l'anatomia di un cadavere, come i nervi non partano dal cuore ma dal cervello. Simplicio gli risponde che, nonostante ciò sia vero, non può affermarlo poichè nei testi aristotelici viene presentato un altro tipo di descrizione che differisce da quella reale e concreta!
In un primo momento quest'opera venne approvata dall'autorità ecclesiastica, tuttavia l'autore, dopo un po' di tempo, venne invitato a ritattare l'opera dopo che venne censurata.
Mentre Bruno Giordano non abiura, quindi si ribella contro il potere ecclesiastico affermano che l'Universo è infinito, Galileo Galilei abiura, quindi decide di negare tutto ciò che egli aveva pubblicato fino ad ora ma allo stesso tempo protegge e continua a sostenere la teoria copernicana.
Lo scienziato tende a criticare in modo duro e tagliente il principio di autorità, che non si interessa a comprendere la l'origine della creazione e il destino dell'Universo in termini concreti e scientifici, piuttosto chiude le porte della conoscenza e della riflessione all'essere umano, portandolo a credere alle sottiglieze verbali e al vuoto formalismo che predominano nei testi sacri.
Per questo motivo lui lo definisce un mondo di 'carta', un mondo che non si fonda su basi solide e concrete, ma su qualcosa che potrebbe crollare da un momento all'altro, un mondo debole e fragile, che non si basa su nessun principio concreto e reale.
Il sapere tradizionale viene considerato dallo scienziato Essenzialismo e Finalismo.
1) Essenzialismo= si basa sull'essenza delle cose.
2) Finalismo= tutte le cose sono destinate all'utilità dell'essere umano.

Il metodo scientifico

Il metodo scientifico di Galileo si basa su tre passaggi fondamentali:
1) Le sensate esperienze= espressione con la quale Galileo indica l'esperienza sensibile, che avviene dunque mediante i cinque sensi, necessaria per l'osservazione dei fenomeni naturali. La vista è ritenuta il senso per eccellenza.
2) Le necessarie dimostrazioni= espressione con la quale Galileo indica la formulazione di un'ipotesi, attraverso un processo deduttivo di natura logico-matematica.
All'epoca dello scienziato molti esperimenti non erano riproducibili, quindi non era possibile l'osservazione di determinati fenomeni naturali, e per questo Galileo si serve del processo deduttivo di carattere logico-matematico per ricavarne importanti scoperte:
- tutti i corpi cadono con la stessa velocità in assenza di forze d'attrito.
- principio di inerzia, secondo il quale tutti i corpi mantengono, in assenza d'attrito, un moto rettilineo uniforme.
3) Cimento o verifica= ultimo passaggio del metodo che consiste nel provare la veridicità delle ipotesi formulate all'interno di un laboratorio, riproducendo gli esperimenti naturali in maniera artificiale.

La visione dell'Universo fisico

La visione dell'Universo fisico di Galileo è puramente matematica e scientifica.
Egli distingue le qualità soggettive secondarie, di cui fanno parte l'odore, il colore, il sapore, il calore ecc e tutto ciò che proviene dall'esperienza sensibile dell'individuo, che quindi non rientra nella ricerca scientifica, mentre rientrano in quest'ultima le qualità oggettive primarie, che si basano su aspetti matematici e quantitativi, che permettono misurazioni e calcoli di ogni genere.

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