La filosofia nel Medioevo


Nel Medioevo nessuno osava andare oltre ciò che affermava il cristianesimo.
La filosofia medievale si basava sulla scolastica; la vita culturale si svolgeva nelle scholae (attività che si svolgevano nei monasteri, ecc.), solamente per le famiglie più ricche ed agiate.
Il maestro era chiamato scholasticus che svolgevano delle lezioni che possiamo suddividere in : lectio e disputatio.
La lectio era una lezione in cui si leggevano i testi fondamentali, come la Bibbia, Agostino, o filosofi passati; la disputatio, invece, era una lezione dove i discepoli dovevano disputare un argomento dato dal maestreo.
Contrariamente agli anni precedenti, non si prova più a cercare la verità, perché ci è data direttamente da Dio, tramite la discesa di Gesù nel mondo e la Bibbia (più gli altri testi dei grandi autori della chiesa chiamati auctoritas).
Quando si parla di ancilla theologiae (“serva della teologia”) si fa riferimento a quella filosofia che fa da spalla alla teologia.
Il nuovo ruolo di questa filosofia è di migliorare il rapporto fede-ragione e quindi anche il rapporto tra fede e verità.
I grandi padri della chiesa, come san Tommaso o Sant’Anselmo, hanno provato a dare una prova ontologica di ciò.
Sant’Anselmo, per esempio, ha cercato di spiegare l’esistenza di Dio.
Tutti gli esseri umani hanno un’idea di Dio, sia i credenti sia i non credenti; questa idea che abbiamo è di un ente perfetto, buono, che possiede tutte le qualità, quindi anche la qualità dell’esistenza, per cui, Dio esiste.

La filosofia dell'umanesimo


Siamo alla fine del ‘400.
Dopo il lunghissimo periodo del Medioevo, in cui l’uomo aveva perso importanza e valore, entriamo in un periodo in cui l’uomo è il centro del pensiero di tutti,viene considerato e valutato nella completezza delle sue azioni.
Si torna ai testi in cui l’uomo era considerato concreto e pratico (opere classiche), evidenziando le contaminazioni che gli uomini nel Medioevo avevano fatto.
Per esempio, nel Medioevo si leggeva ogni testo in chiave cristiana, per cui si correggevano e/o cancellavano le parti che essi ritenevano sbagliate.
Questo lavoro era affidato alla scienza chiamata filologia.

La filosofia rinascimentale


Nel Medioevo la natura era considerata come secondaria, ma nel ‘500 circa, con l’avvento del Rinascimento, la natura viene considerata come il luogo dove l’uomo vive e merita una considerazione approfondita (naturalismo rinascimentale).
Da questa nuova disciplina, nascono due ramificazioni diverse: l’alchimia e il telesio.
L’alchimia era la disciplina secondo la quale i maghi ritenevano che la natura avesse dentro di sé anima e forze animate; il telesio, invece, riteneva importante studiare la natura secondo i propri principi, principi che non stanno nella mente ma nella natura (per esempio il caldo, il freddo, ecc.).
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