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Concetti Chiave

  • Il pensiero politico di Fichte evolve in risposta a eventi storici come la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, influenzando le sue idee sullo Stato.
  • Fichte sostiene che lo Stato nasce da un patto sociale e deve educare alla libertà, regolando i diritti individuali per garantire la libertà universale.
  • Nell'opera "Stato commerciale chiuso", Fichte propone un modello economico autosufficiente, dove lo Stato regola produzione e distribuzione per garantire lavoro e proprietà ai cittadini.
  • La conciliazione tra diritto e libertà è centrale nel pensiero di Fichte, che distingue tra norme coercitive esterne e norme morali interne, auspicando un'evoluzione verso uno Stato etico.
  • Fichte identifica la cultura e la filosofia come eccezioni alla chiusura dello Stato, sostenendo la necessità di scambi culturali con altre nazioni.

Indice

  1. L'evoluzione del pensiero politico di Fichte
  2. La concezione dello Stato e la libertà
  3. Stato commerciale chiuso e autosufficienza
  4. Conciliazione tra diritto e libertà

L'evoluzione del pensiero politico di Fichte

Il pensiero politico di Fichte si articola in diverse fasi in funzione delle vicende storiche a lui contemporanee, dalla Rivoluzione francese alle guerre napoleoniche; infatti nato nel 1762 e morto nel 1814 è spettatore di questi due momenti storici che hanno cambiato il volto dell’Europa e gettato le basi per le idee del XIX secolo. Inoltre, occorre sottolineare che la concezione dello Stato in Fichte subisce nel tempo significativi mutamenti.

La concezione dello Stato e la libertà

Nel 1793, egli pubblica Rivendicazioni della libertà di pensiero: riprendendo le idee di Rousseau, egli sostiene che lo Stato, il cui compito è di educare ala libertà, ha origine da un patto sociale. Ogni uomo, nella realizzazione della sua libera attività, nel corso della vita, entra in relazione con gli altri. Il diritto ha, allora, il compito di regolare questi rapporti, ossia di limitare la libertà dell’uno in relazione alla libertà altrui con l’obiettivo di poter realizzare la libertà universale. Pertanto, ogni individuo accetta volentieri, con un libero contratto, di sottomettere il proprio diritto originario alla libertà degli altri. Lo Stato diventa allora il sovrano del libero contratto stipulato tra i cittadini, sancisce e garantisce diritti e doveri che vengono individuati al fine di raggiungere la libertà universale. Da notare però che a differenza della legge morale che è sempre assoluta, la validità delle leggi dello Stato non è incondizionata, ma dipende molto spesso dalle circostanze del momento. Nell’opera Lezioni sulla missione del dotto dell’anno successivo Fichte riprende la riflessione precedente sul ruolo dello Stato aggiungendo che quando lo Stato ha raggiunto il suo, esso è destinato ad annullarsi. Nell’opera Fondamenti del diritto naturale, pubblicata nel 1796, il filosofo tedesco precisa che lo Stato deve farsi garante dei diritti originari e naturali di ogni persona cioè della libertà, della proprietà e della sicurezza: la coincidenza con quando dichiarato nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadini del 1789 è evidente.

Stato commerciale chiuso e autosufficienza

Nel 1800, Fichte pubblica l’ opera Stato commerciale chiuso, in cui sostiene che lo Stato deve anche garantire a tutti i cittadini una proprietà ed un lavoro. Pertanto, lo Stato ha il compito di regolare la produzione (orari, salari, prezzi) e di distribuire la ricchezza. Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto se lo Stato, diviso in classi (produttori, trasformatori, commercianti, soldati e funzionari) è organizzato come uno stato commerciale chiuso, autosufficiente dal punto di vista economico e senza relazioni commerciali con gli altri stati. In tal modo, secondo Fichte, che vive in un periodo dio grandi sconvolgimenti militari e politici, è possibile evitare la guerra che molto spesso deriva proprio da interessi economici. L’unica eccezione alla chiusura di uno Stato all’interno delle proprie frontiere ci è data dalla cultura e dalla filosofia che hanno un bisogno continuo di scambio di idee con altri popoli.

Conciliazione tra diritto e libertà

Nel 1803, Fichte pubblica l’opera Dottrina dello Stato, in cui si pone il problema della conciliazione fra diritto, che è coercizione, con la libertà. La questione viene risolta, affermando che il diritto è una norma esterna mentre la morale è una norma interna. Pertanto, lo Stato deve superare la sua originaria funzione coercitiva per diventare uno stato etico, visto come sintesi fra legalità e moralità.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dello Stato secondo Fichte nel contesto della libertà individuale?
  2. Fichte sostiene che lo Stato ha il compito di educare alla libertà attraverso un patto sociale, regolando i rapporti tra individui per garantire la libertà universale, come evidenziato nel suo lavoro del 1793.

  3. Come si evolve la concezione dello Stato nel pensiero di Fichte?
  4. La concezione dello Stato in Fichte subisce mutamenti significativi nel tempo, passando da un'idea di Stato come garante dei diritti naturali a un modello di Stato commerciale chiuso e autosufficiente, come descritto nella sua opera del 1800.

  5. Qual è la posizione di Fichte riguardo alla proprietà e al lavoro?
  6. Fichte afferma che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini proprietà e lavoro, regolando la produzione e distribuendo la ricchezza, per evitare conflitti economici e promuovere la stabilità sociale.

  7. In che modo Fichte affronta la relazione tra diritto e libertà?
  8. Nella sua opera del 1803, Fichte risolve la tensione tra diritto e libertà affermando che il diritto deve evolvere da una norma coercitiva a una norma etica, cercando una sintesi tra legalità e moralità.

  9. Qual è l'importanza della cultura e della filosofia nel pensiero di Fichte riguardo allo Stato?
  10. Fichte riconosce che, sebbene lo Stato debba essere chiuso e autosufficiente, la cultura e la filosofia necessitano di scambi di idee con altri popoli, sottolineando l'importanza della comunicazione culturale oltre le frontiere statali.

Domande e risposte

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