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Discorsi alla Nazione tedesca


Questo discorso viene trasposto da Fichte in chiave nazionalistica, l’occupazione francese mei territori prussi e tedeschi desta l’orgoglio dei tedeschi e spinge Fichte a scrivere quest’opera
Anche qui il centro è la missione del dotto, colui che non deve puntare solo alla contemplazione ma alla vera educazione quella che veniva data attraverso la politica, quindi l’intellettuale deve in qualche modo intervenire nel mondo.
Qui, però, il soggetto dell’educazione, è visto da Fichte, proprio nella nazione tedesca. Secondo Fichte la nazione tedesca ha un compito storico, quello di guidare l’umanità, di essere d’esempio per guidarla ad un riscatto all’affermazione della libertà dei popoli. Se il compito dell’intellettuale è realizzare la libertà di tutti, secondo Fichte questo compito deve essere svolto innanzitutto dalla nazione tedesca. La libertà di tutti è la libertà del popolo quindi una libertà che si pone immediatamente in ambito nazionale.
secondo Fichte, la cultura tedesca è l’unica cultura in cui aperto culturale e aspetto popolare si identificano pienamente; lui dice, quest’identificazione è data proprio dalla lingua tedesca.
Mentre, ad esempio, in Italia esiste una cultura letteraria è una cultura popolare che si identifica con le diverse realtà geografiche in cui è divisa l’Italia. Invece in Germania questa scissione tra lingua generale e lingua locale non c’è, cioè il tedesco è l’unica lingua che è rimasta sempre identica a se stessa e che è stata sia la lingua del popolo sia la lingua della cultura.
Nella cultura tedesca si realizza questa piena unione tra aspetto intellettuale e aspetto pratico. Fichte dice che il popolo tedesco è l’unico popolo che non ha assorbito contaminazioni, è un po’ la stirpe pura, la “razza pura”; dalla purezza linguistica, il discorso di Fichte trascende poi nella purezza razziale.
Non era intenzione di Fichte però passare dal primato spirituale al primato razziale è un passo che verrà fatto proprio in questo periodo storico, tra l’800 e il 900. Con Fichte abbiamo anche un’idea di nazione diversa e anche di patria. Il concetto di nazione nasce in Francia, con la rivoluzione francese, però il concetto di nazione e di patria è legato anche a degli ideali illuministi; la nazione viene legata agli ideali di fratellanza, uguaglianza, libertà, non ha una connotazione immediatamente etnica. Chi si riconosce nella nazione francese, nella patria francese lo fa non in base ad un’etnia di appartenenza ma perché condivide in qualche modo determinati ideali, quelli della rivoluzione. Con il romanticismo, con Fichte, invece, appartenere ad una nazione non è una questione di ideali ma è questione che si è nati in un certo luogo, quindi non è più una questione di scelta individuale ma si appartiene ad una nazione perché si è nati in quella nazione perché si fa parte di quella determinata stirpe. Quindi in qualche modo il concetto romantico di nazione prevalgono elementi etnici, il patriottismo diventa nazionalismo, viene accentuato l’elemento del “FAR PARTE DI” e non dell’ “Aver scelto”.
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