La politica Fichtiana


Fichte, essendo tedesco di nascita, era molto legato alle tradizioni e alla cultura del suo popolo, al punto da convincersi della superiorità della propria razza.
Da qui nasce la sua teoria politica che prende il nome di Pangermanesimo e che avrebbe ispirato, molti anni dopo, l'ideologia nazista di Hitler.

Fichte è dell'idea che il popolo tedesco, definito anche la “Novella Nazione Eletta”, sia superiore agli altri e la Germania sia l'unica nazione in grado di guidare il mondo. La missione dei tedeschi, infatti, è quella di civilizzare, ossia educare gli altri popoli.
In "Discorsi alla nazione tedesca", opera scritta tra il 1807 e il 1808, Fichte giustifica le sue convinzioni riguardo la superiorità della razza ariana affermando che:

  • La Germania è stata l'unica nazione a mantenere nel tempo intatta la propria lingua, pura, senza molte influenze esterne.
  • Storicamente la Germania è stata la culla dell'Impero.
  • La Germania ha una posizione centrale in Europa.

  • Nonostante sia evidente che Hitler si sia ispirato molto all'ideologia fichtiana, non è possibile etichettare il filosofo come un precursore del Nazismo in quanto egli non fa alcun cenno allo sterminio, ma parla piuttosto di educare gli altri popoli. Egli vuole che la Germania sia da esempio.
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