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L’estetica trascendentale

L’estetica trascendentale studia la sensibilità nel momento in cui si costruisce l’esperienza tramite le forme a priori di spazio e tempo.
Il termine estetica non si riferisce al bello, ma alla conoscenze sensibili, indicando le sensazioni. La sensibilità per Kant è la facoltà della mente infatti di ricevere le sensazioni che gli oggetti producono nel soggetto. La conoscenza immediata degli oggetti è detta intuizione,quando l’oggetto conosciuto si presenta immediatamente al soggetto,alla quale si oppone la conoscenza discorsiva, perché si raggiunge dopo la meditazione e il ragionamento.L’oggetto dell’intuizione è il fenomeno, dove si possono distinguere:
- materia, che deriva dall’esperienza e dalle sensazioni che il
soggetto subisce, ed è a posteriori;
- forma, che è posta dal soggetto conoscente, ed è a priori.
L’intuizione si divide poi in:
- intuizioni empiriche, quelle riguardanti le sensazioni;
- intuizioni pure, che non sono legate alle sensazioni.
Lo spazio e il tempo sono intuizioni pure, perché infatti lo spazio è la forma del senso esterno,dove noi rappresentiamo noi stessi e le cose, mentre il tempo è la forma del senso interno, dove noi rappresentiamo i nostri stati interiori che si succedono. Per questo motivo lo spazio e il tempo non possono essere due entità realmente esistenti, ma sono delle strutture mentali, tramite le quali noi costruiamo il mondo dell’esperienza, che si colloca nello spazio e nel tempo, che sono perfettamente uniformi e indifferenziati, e non possono derivare dall’esperienza delle cose, dato che esse per poter essere giudicate devono già essere collocate nello spazio e nel tempo. Grazie a questi ragionamenti Kant arriva a capire che la matematica pura, formata dall’aritmetica e dalla geometria, è possibile perché si basa su intuizioni pure a priori di spazio e tempo, perché l’aritmetica sulla successione ordinata di numeri, e dunque sul tempo,mentre la geometria si basa su figure spaziali, e dunque sullo spazio.Dunque la matematica pura è possibile ed è anche una scienza, in quanto i suoi sono giudizi sintetici a priori, universali e necessari.

L’analitica trascendentale

L’analitica trascendentale si occupa della logica, come indagine analitica delle forme a priori dell’intelletto. La prima parte dell’analitica trascendentale è dedicata ai concetti, e infatti è detta anche analitica dei concetti. Ogni esperienza è costituita da un’intuizione, che è la conoscenza immediata di un oggetto, e da un concetto, che è una conoscenza mediata di più oggetti, cioè è il frutto dell’attività della mente. Inoltre secondo le intuizioni gli oggetti sono percepiti, mentre tramite i concetti sono pensati.
Intuizione e concetto non possono stare da soli e quindi separati, ma non possono nemmeno scambiarsi le funzioni, in quanto l’intelletto non può intuire nulla e i sensi non possono pensare nulla. I concetti poi possono essere empirici, e quindi frutto dell’esperienza, o puri, presenti già nell’intelletto. Questi sono chiamati anche categorie,che sono i modi con cui la mente organizza l’esperienza. Le categorie poi non sono modi di essere dell’essere (significa ontologico Aristotele), ma sono forme universali e oggettive della conoscenza (valore gnoseologico). Le categorie sono ricavate dal principio “pensare equivale a giudicare” e per questo alle tipologie di giudizio che la mente può esprimere. Queste tipologie sono 4:
- quantità;
- qualità;
- relazione;
- modalità.
Ognuna di queste tipologie contiene poi altri 3 giudizi per un totale
di 12 giudizi, creando una tavola delle categorie. Tra questi molto
importanti sono: la sostanza, che è la capacità di cogliere col
pensiero la permanenza di qualche cosa nel tempo, come un semplice
gesto; la causa, che è un pensiero che non si trova nelle cose ma
nella mente.
Giudizi e categorie
Quantità Universali Totalità
Particolari Pluralità
Singolari Unità
Qualità Affermativi Realtà
Negativi Negazione
Infiniti Limitazione
Relazione Categorici Sostanza e accidente
Ipotetici Causa ed effetto
Disgiuntivi Azione reciproca
Modalità Problematici Possibilità/impossibilità
Assertori Esistenza/inesistenza
Apodittici Necessità/contingenza

Grazie alla scoperta delle categorie Kant capisce che anche la fisica pura è possibile, ed è una scienza. Il principio di azione e reazione cui essa si basa non esprime un’identità logica ma connette elementi diversi ( azioni reciproche uguali ma in senso opposto)in modo universale e necessario e quindi a priori, unendo principio ed esperimento come fece Galileo nell’esperimento sul piano inclinato. Ci sono inoltre i giudizi d’esperienza, che sono scientifici e quindi sintetici a priori, universali e necessari perché fondati sull’esperienza in relazione alle categorie; giudizi soggettivi, che non sono scientifici perché non sono in relazione alle categorie. Per spiegare poi come i concetti puri entrino in contatto col mondo dell’esperienza egli fa una riflessione detta deduzione trascendentale, secondo la quale tutte le cose per essere intuite devono sottostare al modo con cui la sensibilità costruisce il mondo dell’esperienza tramite spazio e tempo, e per essere pensate devono sottostare al modo con cui l’intelletto riflette sul mondo dell’esperienza tramite le categorie.

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