Analitica trascendentale in Kant: studia gli aspetti a priori dell’intelletto
intuizioni: gli oggetti sono dati; concetti: gli oggetti sono pensati. I concetti senza le intuizioni sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche.
La sensibilità è intuitiva; l’intelletto no, non esiste intuizione intellettuale, ma lo coglie mediante la sensibilità e in modo discorsivo, cioè elaborando i dati che provengono dalla sensibilità. (Secondo Platone nasciamo con le idee, ma dobbiamo ricordarle, perché l’anima quando stava nell’iperuranio le ha contemplate. Aristotele dice che quando nasciamo c’è tabula rasa, tutte le conoscenze derivano dai sensi.)
Come agisce l’intelletto? Agisce unificando i dati che gli arrivano, ovvero le intuizioni empiriche, il prodotto della sensibilità. Le intuizioni empiriche rispetto all’intelletto sono la materia, a cui l’intelletto applica le sue forme, cioè i suoi concetti puri, detti anche categorie. Secondo Kant ciò significa anche giudicare sinteticamente a priori (universale e necessario perché tutti hanno le stesse categorie). [Giudicare: Aristotele diceva che noi abbiamo concetti ed immagini, che unifichiamo mediante l’essere, che è copula. L’atto attraverso cui unifichiamo si chiama giudizio.] [Per Aristotele le categorie sono i generi supremi dell’essere, ogni essere deve rientrare in una categoria: sostanza, qualità, quantità, relazioni, azioni, passione, luogo, tempo, avere e giacere: la sostanza è la prima categoria, le altre sono accidenti.] Le categorie in Kant riguardano il conoscere, sono le forme a priori dell’intelletto. Quindi il giudizio sintetico a priori è l’applicazione delle categorie alle intuizioni empiriche. Per Kant le categorie sono 12, tra cui causa-effetto e sostanza.

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