1.
- Quali caratteristiche ha Dio secondo Bruno?
È la forma (anima del cosmo) che plasma (dà la forma, dal di dentro, con l’attività dell’intelletto universale) la materia (ha in sé la forma);
• mente sopra tutte le cose (fuori dal cosmo e dalla nostra capacità di conoscerlo) - trascendente e inconoscibile (oggetto di fede);
mente in tutte le cose (accessibile alla ragione umana) - immanente e conoscibile.
- Quale struttura dell’Universo presenta?
Immenso organismo con un’unica forma (Dio, che dà le forme) e unica materia (massa corporea del mondo);
è luogo degli opposti ed è infinito: ospita, infatti, infiniti mondi e creature;
è uno, eterno e infinito e la terra è uno dei mondi.
la terra e gli altri pianeti girano intorno al sole; esistono altri sistemi solari sparsi nell’universo.
Come viene presentata la Natura?

Il naturalismo di Bruno è la “religione” della natura; è infinita e divina; è viva e animata; possiede delle leggi naturali che la religione non segue: la religione è superstizione contro la ragione e la natura. La natura è animata (magia naturale, tutte le cose hanno un’anima); dà grande dignità alla natura tutta; le cose non sono animate solo per il fatto di essere vive e in movimento, ma lo sono anche e soprattutto per avere in sé quel principio strutturale intrinseco che permette loro di acquisire una certa forma e non un'altra. Questo principio strutturale di tutte le cose è l'anima divina che si palesa nella materia (panteismo per la qualità di dio che è mente in tutte le cose).
• La natura è governata da una profonda armonia. Ogni piccola cosa ha un collegamento alle grandi cose dell’universo. Tutto è necessario per il funzionamento di quest’armonia che regola la natura.
- Qual è il posto dell’Uomo?
Inscritto nella natura, dunque la sua forma terrena è data dall’intelletto divino e Dio è nell’uomo stesso: l’uomo è più consapevole della sua anima rispetto agli animali, che lo sono di più rispetto ai vegetali e loro di più dei minerali. L'uomo, per Bruno, è uno dei tanti esseri che la natura produce nel suo continuo divenire: l'uomo è un momento del ritmo della natura.
• l’uomo dipende dalla natura (per esempio, senza il sole non ci sarebbero le stagioni, le piante e neanche gli uomini).
la posizione dell’uomo, nonostante non si trovi al centro dell’universo (come si credeva pochi secoli prima), merita in ogni caso rispetto e un posto nella natura, poiché ha una forma che è divina e così anche gli animali, e le piante, e i minerali. Dalla rivoluzione copernicana, infatti, l’uomo si sentiva improvvisamente spazzato via dal centro per occupare un posto di non-rilievo, dunque cominciava a dubitare della sua importanza: questo pensiero è tipico del barocco.
- Quale relazione vi è tra la Materia e Dio?
La materia è legata strettamente a Dio (panteismo già discusso poco sopra).
Dio è ovunque, in ogni particella di materia: è la materia stessa.

2.
- Com’è l’uomo e quale rapporto ha con gli altri?
Dopo che Bruno rivela l’assurdità della religione cattolica, Mocenigo ammette di avere paura e ipotizza un disordine se tutti, anche i barcaioli e i servi, per esempio, la pensassero come lui. Bruno vi riflette e conclude affermando che gli uomini sono tutti uguali e hanno uguali diritti di guardare nel cielo, dove risiede la verità divina. Anche i barcaioli e i servi.

- Che cosa li rende tali?
In primo luogo, la forma terrena donata loro dall’intelletto divino.
- Come possiamo definire questa concezione?
La concezione della società del tempo è una società classista (dal frammento di Mocenigo) e ingiusta (dal flashback della Sorbona). Bruno tenta di combattere questi concetti attuando una serie di migliorie teoriche, come l’assegnare le cattedre ai sapienti e i banchi a chiunque abbia una predisposizione a imparare e ad amare le scienze e un insegnamento libero, non contaminato dal cristianesimo o da qualsiasi religione, che lui chimerà Santa Asinità: la religione è un insieme di superstizioni contraria alla ragione e alla stessa natura. Bruno delinea una società in cui il lavoro degli artigiani sia onorato tanto quanto quello dei pensatori e degli scienziati: non vi è altra maniera per far nascere l’homo novus.


- Che cosa intende Mocenigo quando parla di disordine?
Innanzitutto, un disordine di fede, poiché Bruno, attraverso i suoi ragionamenti, riesce a vedere nella religione soltanto l’utilità di istruire rozzi popoli che devono essere governati. Ma anche uno stravolgimento della società, poiché, (causa) essendo un uomo uguale a un altro e avendo, dunque, pari diritti, i barcaioli e i servi potrebbero pretendere che sia riconosciuto loro il diritto di essere considerati uomini liberi tanto quanto i ricchi.
Quale sentimento produce?
Giordano Bruno appare profondamente inasprito del messaggio di Mocenigo.

4.
- La ricerca quale fondamentale caratteristica deve avere?
La ricerca, per essere considerata tale, deve essere libera e scientifica, civile, accademica, slegata dal pensiero religioso (così come sosteneva Machiavelli nel suo Principe: non vi può essere una scienza politica se questa è fusa alla religione).
Quale vera ricchezza possiede chi la pratica e come lo si può definire?
Chi ricerca è padrone del proprio destino, dunque è totalmente libero di agire, di pensare e anche di sbagliare. E questi è il filosofo.

5.
- Quale idea di magia si ricava?
La magia non è nera, che appartiene ai ciarlatani, ma è naturale, ed è simbolo di purezza.
Che cosa permette all’uomo di cogliere?
La magia naturale permette all’uomo di apprendere l’ordine divino della natura stessa.

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