Giordano Bruno

Giordano bruno nacque a Nola e a solo 18 anni entrò nell’ordine Domenicano, che abbandonò dieci anni dopo per contrasti religiosi. Nel corso della sua vita viaggia molto e mentre soggiorna a Venezia viene condannato per eresia a causa delle sue idee. Verrà bruciato al rogo a Campo dei Fiori a Roma.
La filosofia di Bruno consiste in una sintesi di varie dottrine filosofiche. Uno dei punti fondamentali della sua filosofia è l’infinità dell’universo, che non avendo limiti non può nemmeno avere un centro. Proprio sulle teorie dell’universo verrà invitato a Londra per una discussione amichevole sulle tesi di Copernicane. Da qui nasce una delle sue prime opere, ‘’Cena delle Ceneri’’, 5 dialoghi in cui appunto espone le sue considerazioni sull’universo. Nelle tesi copernicane vede l’annullamento della subordinazione della terra rispetto al mondo celeste e con l’abbattimento delle sfere celesti vede una nuova visione del sapere. Una conoscenza senza limiti. L’universo viene visto come l’infinità di Dio e per conoscere Dio Bisogna conoscere l’universo.
A tal proposito cerca anche di spiegare il moto dei pianeti, anticipando la relatività galileiana, sostenendo che trovandosi in un sistema non si può definire se esso è in movimento o in quiete e di conseguenza il moto dell’universo deve essere ricondotto al moto della terra. Per spiegare l’infinità dell’universo si rifà a Cusano con i concetti di Principio (ciò che attua la realizzazione) e di Causa (ciò che spinge alla realizzazione). Essendo Dio Principio, è all’interno del mondo e di conseguenza ogni cosa è animata.
L’universo viene inoltre visto da Bruno in modo panteistico, infatti è convinto che vi sia una molteplicità di mondi e di esseri viventi. La teoria dell’infinità dei mondi si ritrova anche nella morale e in particolar modo nello ‘’Spaccio della bestia trionfante’’, 5 dialoghi che si svolgono nel regno dei cieli tra Giove e le creature che hanno dato il nome alle costellazioni.
Giove decide di cacciare tutte quelle costellazioni che non sono moralmente accettabili, come ad esempio l’ozio e decide di mantenere per esempio la prudenza, la verità, la sollecitudine. Ed è proprio sulla sollecitudine che spinge gli uomini ad agire che si sofferma tessendone un elogio. Infatti Bruno è convinto che l’uomo è artefice del proprio destino e creando con le proprie mani riesce ad avicinarsi a Dio che ha creato tutto. L’elogio dell’attività umana si trova anche negli ‘’Eroici furori’’, dieci dialoghi divisi in due parti in cui perla di due diversi approcci alla realtà, quello del sapiente, che è consapevole che le emozioni variano continuamente e non si fa né esaltare, né abbattere da loro e dal furioso, che ha molti vizi e nessuna vistù. Ma esistono più tipi di furioso, quello più sublime è il furioso eroico, che agisce con eros inteso col significato Platonico, cioè predisposizione verso il divino. L’eroico furioso riesce così a compiere imprese straordinarie mosso dalla divinità. Giordano Bruno riflette anche sulla questione religiosa, vedendo la religione come un insieme di superstizioni e la definisce ‘’Santa Asinità’’, ad essa è contrapposta la religione dei teologi che sono alla continua ricerca di Dio, che viene definito come mente sopra tutto e mente dentro tutto.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email