Concetti Chiave
- Il pensiero di Sant'Anselmo analizza il rapporto tra fede e ragione, proponendo prove razionali per dimostrare l'esistenza di Dio.
- Anselmo elabora due tipi di prove: a priori, basata sul concetto di Dio, e a posteriori, basata sull'osservazione del mondo.
- La prova a priori sostiene che l'idea di un essere supremo implica la sua esistenza, mentre la prova a posteriori cerca un criterio assoluto di riferimento.
- Le prove di Anselmo sono state criticate da Gaunilone e Kant, che evidenziano l'errore nel passaggio dal piano logico a quello ontologico.
- La critica di Gaunilone confronta l'idea di un'isola perfetta con l'esistenza reale, mentre Kant afferma che pensare a qualcosa non implica possederlo.
Il pensiero di Sant'Anselmo
In questo appunto viene descritto il pensiero filosofico del noto filosofo Sant'Anselmo d'Aosta, di cui si analizzano il rapporto tra la fede e la ragione, prendendo anche in considerazione anche la dimostrazione razionale dell'esistenza di Dio per i non credenti, di cui si analizzano: prova a priori e prova a posteriori.
Fede e ragione nel Medioevo
I filosofi medievali si interrogano su fin dove può arrivare la ragione e dove inizia la fede. Esistono verità dimostrabili con la ragione e altre no, queste sono i dogmi o principi di fede. Alcuni provarono a dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio.
Le prove di Anselmo
Anselmo vuole convincere i non fedeli a credere, dimostrando razionalmente l’esistenza di Dio. Elabora, quindi, due prove:
- A priori (prima) a prescindere da...dall’esperienza, basandosi solo sul concetto di Dio.
- A posteriori (dopo) a partire da...dall’osservazione del mondo, basandosi sull'esperienza.
Perchè, senza fare riferimento al mondo, si basa sull'essere - l'essenza - il concetto di Dio ed è diretta a chi non crede.
Ognuno, ha l’idea di un essere supremo "di cui non si può pensare nulla di maggiore", ciò implica necessariamente l'esistenza di Dio.
Critiche alle prove di Anselmo
Questa prova verrà ripresa da Cartesio nel 1600 e confutata dal monaco Gaunilone, suo contemporaneo, e da Kant; i quali affermavano che, Anselmo, avesse compiuto l'errore di un passaggio illegittimo dal piano logico a quello ontologico.
Gaunilone: pensare un isola perfetta non implica la sua esistenza.
Kant: pensare 100 talleri (moneta tedesca 700) non significa possederli e l'esistenza o la non esistenza non implica sul suo valore.
Quindi, ammesso di possedere il concetto di Dio come 'essere perfettissimo', da ciò non può dedursi la sua esistenza.

Prova a posteriori e platonismo
Perché, partendo dall'osservazione del mondo, per ogni qualità e valore esistono dei gradi (+ e - giusto, bello, buono..) allora dovrà esistere necessariamente un criterio di riferimento e metro di giudizio, quindi un grado assoluto che è Dio (essere). Questo è un concetto un po' platonico poiché le idee erano il massimo grado e il criterio di riferimento delle cose.
Domande da interrogazione
- Qual è il rapporto tra fede e ragione secondo Sant'Anselmo?
- Quali sono le due prove dell'esistenza di Dio elaborate da Anselmo?
- Quali critiche sono state mosse alle prove di Anselmo?
Sant'Anselmo esplora il confine tra fede e ragione, sostenendo che esistono verità dimostrabili razionalmente e altre che appartengono ai dogmi di fede. Le sue prove dell'esistenza di Dio mirano a convincere i non credenti attraverso la ragione, sia a priori che a posteriori.
Anselmo propone due prove: la prova a priori, che si basa solo sul concetto di Dio senza riferimento all'esperienza, e la prova a posteriori, che parte dall'osservazione del mondo e dall'esperienza. Entrambe mirano a dimostrare razionalmente l'esistenza di Dio.
Le prove di Anselmo sono state criticate da Gaunilone e Kant, che sostenevano che il passaggio dal piano logico a quello ontologico fosse illegittimo. Gaunilone affermava che pensare a un'isola perfetta non implica la sua esistenza, mentre Kant sosteneva che il semplice concetto di Dio non garantisce la sua esistenza.