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Sant'Anselmo D'Aosta

Sant'Anselmo elabora la prova ontologica dell'esistenza di Dio.
Questa dimostrazione è a priori, ossia l'argomentazione è vera senza il sostegno di prove empiriche. é una verità di ragione, puramente razionale.
Partendo dalla consapevolezza che Dio non ha la stessa natura ontologica di un ente essendo puro essere, Anselmo si rivolge all'insipiens (colui che non sa) ponendogli delle domande: "Hai l'idea di ciò di cui non si può pensare nulla di più grande?" "hai nella mente l'idea di ciò a cui non manca nulla?".
La risposta a entrambe le domande è affermativa. Quindi Sant'Anselmo afferma che le idee di infinito e perfezione non possono esistere nella mente dell'insipiens (essere finito e imperfetto) ma devono necessariamente venire da Altro. Altro che corrisponde con Dio.
Questa prova è rielaborata da Cartesio nelle sue meditazioni. Egli giungerà alla conclusione che le idee nella nostra mente sono sempre l'effetto di una causa, che può venire da fuori (avventizia), da dentro di noi (fattizia) o essere innata (provenire da una potenza illimitata, in quanto sia noi che le cose del mondo di fuori siamo finiti non possiamo produrre l'Infinito).
Kant dimostrerà come la prova dell'esistenza di Dio di Sant'Anselmo non faccia altro che dimostrare il concetto dell'esistenza, ma non l'esistenza in sé. Quindi è necessario parlare di prove a posteriori dell'esistenza di Dio.
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