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Rapporto fede-ragione

I filosofi medievali si interrogano su fin dove può arrivare la ragione e dove inizia la fede. Esistono verità dimostrabili con la ragione e altre no, queste sono i dogmi o principi di fede. Alcuni provarono a dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio.

Anselmo d'Aosta

Anselmo vuole convincere i non fedeli a credere, dimostrando razionalmente l’esistenza di Dio. Elabora, quindi, due prove:
- A PRIORI (prima) A PRESCINDERE DA.. dall’esperienza, basandosi solo sul concetto di Dio.
- A POSTERIORI (dopo) A PARTIRE DA.. dall’osservazione del mondo, basandosi sull'esperienza.

Prova a priori detta anche prova ontologica:
perchè, senza fare riferimento al mondo, si basa sull'essere - l'essenza - il concetto di Dio ed è diretta a chi non crede. Ognuno, ha l’idea di un essere supremo "di cui non si può pensare nulla di maggiore", ciò implica necessariamente l'esistenza di Dio.

Questa prova verrà ripresa da Cartesio nel 1600 e confutata dal monaco Gaunilone, suo contemporaneo, e da Kant; i quali affermavano che, Anselmo, avesse compiuto l'errore di un passaggio illeggittimo dal piano logico a quello ontologico.
Gaunilone: pensare un isola perfetta non implica la sua esistenza.
Kant: pensare 100 talleri (moneta tedesca 700) non significa possederli e l'esistenza o la non esistenza non implica sul suo valore.
Quindi, ammesso di possedere il concetto di Dio come 'essere perfettissimo', da ciò non può dedursi la sua esistenza.

Prova a posteriori detta anche argomento dei gradi:
perchè, partendo dall'osservazione del mondo, per ogni qualità e valore esistono dei gradi (+ e - giusto, bello, buono..) allora dovrà esistere necessariamente un criterio di riferimento e metro di giudizio, quindi un grado assoluto che è Dio (essere). Questo è un concetto un po' platonico poichè le idee erano il massimo grado e il criterio di riferimento delle cose.

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