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Agostino: La formazione

Agostino ci presenta nelle sue confessioni i caratteri della sua filosofia:il cuore rimane preda dell’inquietudine fin quando esso non trova pace in Dio e l’esperienza dell’uomo si attua nella tensione tra due poli: l’inquietudo che è mancanza di desiderio e la beatitudo che è pienezza.
La sua formazione fu quella tipica della gente che visse nel 4 secolo d.C. Con lo studio del latino e del greco e degli autori classici : Sallustio,Cicerone,Seneca ecc. Agostino deve il suo primo incontro con la filosofia all’età di 19 anni durante la lettura dell’ Hortensius di Cicerone. Da qui Agostino basa la sua filosofia sulla ricerca della verità.

Adesione al manicheismo.
Fu molto importante l’incontro di Agostino con i missionari manichei. Il manicheismo infatti riuscì a dare una spiegazione alle domande esistenziali che Agostino si poneva che erano: perché esiste il male e xk l’uomo lo compie? Il manicheismo secondo una teoria molto razionale ma che non intaccava la fede cristiana spiegava che esiste un polo positivo e incontaminato mentre il male è una forza esterna.

Inoltre il manicheismo da ad Agostino una conoscenza metafisico-cosmologica di tutta la realtà naturale.

Approfondimento della filosofia e fase scettica.
Con l’approfondire dei studi filosofici riguardanti il manicheismo nasce in Agostino un sospetto che lo porterà ad allontanarsi da questa scienza. Tutto è dato in maniera dogmatica non permettendo ai fedeli di porre domande o riflessioni. Allontanandosi dal manicheismo Agostino trova interesse nello scetticismo:la sospensione del giudizio,il dubbio e la necessità di approvare sempre se quella verità è veritiera esprimono una filosofia che affascino il giovane Agostino.

Incontro con Ambrogio e il neoplatonismo.
Fu a Milano che Agostino diede la svolta alla sua filosofia. Milano a quei tempi era una città ricca e fiorente, intorno alla corte c’era un grande ceto di intellettuali e funzionari. La chiesa era dominata dalla figura del Vescovo Ambrogio. Nelle confessioni Agostino ci illustra i suoi dubbi e le sue perplessità prima dell’incontro col vescovo: egli non riusciva ad interpretare le sacre scritture a causa dell’antropomorfismo.
A ciò fu decisivo l’incontro con Ambrogio.Egli infatti proveniente dalla scuola neoplatonica di Alessandria d’Egitto riuscì a insegnargli la lettura allegorica delle sacre scritture.
Nei sermoni di Ambrogio Agostino ritrova molte sfumature del neoplatonismo che in qll epoca si era molto diffuso in occidente ed era una filosofia che era molto assimilabile agli schemi tradizionali del cristianesimo. Cosa trova Agostino nel Neoplatonismo? Una filosofia antimaterialistica e una concezione del male come privazione e quindi non essere. Infine la ricerca della verità si volge all’interno e non all’esterno, in cui l’anima ritrova Dio.

Il Legame tra conoscenza,felicità,amore.
L’uomo può arrivare alla verità e quindi a Dio cercando dentro di se e non all’esterno. L’itinerario per la purificazione, per la ricerca della verità è dal mondo esterno fino all’interiorità dell’anima. Ciò che spinge l’uomo a intraprendere questo itinerario è il desiderio di essere felice. La felicità è un possesso che appaga un desiderio e affinché sia tale bisogna che sia VOLUTA:Quindi la volontà è decisiva nella ricerca della felicità. Inoltre la volontà è quella forza che non solo produce le azioni ma ha un ruolo determinante al fine di arrivare alla conoscenza. Infatti per conoscere qualcosa bisogna volerlo e di solito si vuole sempre ciò che si ama. Quindi l’amore è il motore fondamentale.

Confutazione Scetticismo.
Poiché la felicità coincide con il possesso della verità, lo scetticismo che nega la possibilità di arrivare a una verità valida nega all’uomo quindi di realizzare la sua fondamentale aspirazione.
Inoltre argomenti che confutano lo scetticismo sono :
1. Non è vero che non esistono verità certe (la matematica è una materia certa)
2. è vero che certi tipi di verità non sono fattibili ma occorre xo ammettere la verità di prop. Disgiuntive.
3. anche se la conoscenza sensibile sia solo illusoria non è vero che la conoscenza vera non sia possibile basta solo non confondere l’apparenza con la verità intellegibile.

Processo conoscitivo:la sensazione.
Ci sono due concetti fondamentali della filosofia Agostiniana: il fatto che la verità non è sottoposta all’uomo e va scoperta tramite l’esercizio della razionalità e l’esistenza di un mondo in ordine gerarchico.
Con l’esperienza che l’uomo fa di se stesso l’uomo scopre di vivere: essere, vita e conoscenza quindi sono le caratteristiche che l’uomo scopre proprie. Ciò lo caratterizza nell’ordine gerarchico del mondo. Infatti tutto è essere, anche le pietre ma l’uomo esiste vive e conosce a loro differenza ed è ciò che lo mette ad un livello più alto della scala gerarchica.

Processo conoscitivo:verità intelligibili.
L’abilità dell’animo umano non è quella con cui esso sente gli enti sensibili ma è quella con la quale esso gli giudica. Infatti ci si domanda ad esempio “il perché il remo immerso nell’acqua appare a noi spezzato mentre invece esso è intero”. I parametri per il giudizio nn possono derivare dal mondo esterno ke è mutevole ma devono essere percepiti dall’anima. Ciò è evidente quando si pensa alla conoscenza intellettiva delle verità matematiche: la soma di 2 numeri quella è e tale resterà.
Vi sono quindi RATIONES, AETERNAE,SPECIES IDEE che sono verità intellegibili che l’anima trova dentro di se senza che essa stessa le ha create e che rinvia all’idea della verità come sorgente di tutte le verità, all’idea immutabile eterna e necessaria, dunque a Dio. Dio è la verità che rende possibile tutte le verità ed è la luce interiore che ci permette di apprendere la verità. La conoscenza intellettuale quindi fonda dunque in Dio.

Conoscenza e salvezza:
L’ascesa dell’anima nella ricerca di Dio è data dalla luce divina, come aveva insegnato anche Plotino. Per Plotino l’anima deve squarciare il velo dell’apparenza sensibile per tornare allo stato dell’Uno. C’è una differenza però con la visione Agostiniana. Secondo Agostino l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio e quindi la sua natura non è identica a quella divina. Ciò porta ad una conclusione: l’anima Plotiniana possiede dentro di se la luce, mentre quella Agostiniana conta sull’aiuto di Dio per ricevere la luce che da solo non può possedere.

Male come privazione:
se Dio..onnisciente è buono ha creato tutte le cose…da cosa deriva il male?
Occorre quindi pensare che tutto ciò che proviene da dio è buono ne viene di conseguenza che il male non esiste. Di ciò si deve intendere in termini metafisici e ontologico: il male non è una sostanza xk se lo fosse sarebbe bene, quindi il male non appartiene all’essere e quindi è il NON ESSERE. Il male quindi è privazione del bene.

Il male e il peccato come rottura dell’ordine del mondo.
Agostino afferma la positività di tutto il creato: tutto ciò che ci circonda iniziando dalla materia e la vita sensitiva è bene in quanto è creazione di Dio. E così nella vita non vi è nulla che non sia bene perché se ci fosse sarebbe “non essere” e quindi tutto ha qualcosa di BUONO.
Agostino pensa l’ordine del mondo come la disposizione di tutte le cose al loro posto e che ogni cosa realizza la perfezione della propria natura e anche la corruzione e la distruzione dei corpi assumono il loro pieno significato nell’armonia dell’insieme. E’ a partire da ciò che Agostino rintraccia la natura e l’origine del male cioè del peccato. Il peccato è la violazione della legge naturale inscritta da Dio in ogni essere, quindi è rottura dell’armonia e quindi disordine. L’uomo fa il male quando sceglie un bene inferiore rispetto ad un altro bene superiore a quello precedente: così facendo egli va contro la propria natura. Nel peccato si manifesta un amore inconsapevole del reale valore delle cose ossia di ciò che è vero bene e di ciò che è secondario ossia di ciò che avvicina a Dio o che ti allontana da lui.

La responsabilità del male e il libero arbitrio
Ma se il male viene quindi dalla creatura, non vi è anche in Dio suo creatore?
La risposta a questa domanda è rinchiusa nella teoria del libero arbitrio: l’uomo ha di fronte a se l’alternativa di scegliere tra il bene e il male, di accettare o rifiutare Dio. L’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio ma non è identico a Dio. Se fosse identico a Dio l’uomo non potrebbe commettere peccati ma solo il bene.
Dio quindi a donato all’uomo una libertà di scelta: è la libertà che Dio ha donato ad Adamo e che ha commesso il peccato originale. Da quel punto la duplicità di esperienze alternative (salvezza o perdizione) lacera il pensiero dell’uomo.

Concezione lineare e irreversibile del tempo:
è netta la differenza per Agostino che c’è tra la vita terrena e la vita celeste, la prima soggetta al tempo e alla “mutabilitas” la seconda è “la pace eterna”. La felicità non è di questo mondo ma avviene quando Dio separerà i due mondi e i giusti vivranno anima e corpo per l’eternità nella beatitudine e nell’armonia. Soltanto in quel momento ci sarà la libertà e alla libertà di peccare che era stata data al primo uomo subentrerà il “novissimum arbitrium” dono di Dio cioè l’impossibilità di peccare.
Creazione,Peccato originale,Incarnazione di Cristo e Liberazione:le vere grandi tappe della storia dell’uomo.
Tutti questi momenti configurano qualcosa di nuovo e di unico irripetibile. Alla visione ciclica quindi di Platone e Plotonio, Agostino contrappone una che si fonda sul concetto di linearità. Agostino non può accettare l’idea ciclica di eterno ritorno perché essa non assicura all’uomo la felicità eterna. La felicità infatti è il possesso stabile di un bene, la massima felicità quindi è il possesso del bene più grande: DIO.

LETTURE:
Concezione biblica del tempo:
Alla concezione ciclica diffusasi in grecia grazie agli stoici (la quale prevedeva un continuo ripetersi della creazione e distruzione del mondo,palingenesi) in età cristiana si contrappone la visione rettilinea storica.
Rettilinea perché prevede un preciso istante della creazione del mondo e di tutto da parte del signore, e una fine con il giudizio universale, storica perché lo svolgimento della vita è scandito da eventi storici decisivi: l’incarnazione dei Gesù, l’alleanza con Israele ecc ecc). Dice la Bibbia che la perfezione che si è persa col peccato originale verrà riportata alla luce ol giudizio universale ed è stesso gesù che predisse questo avvenimento dicendo “i tempi sono compiuti e il regno di Dio è vicino”.

Il tempo come distensio animi in Agostino.
La riflessioni di Agostino sul tempo parte dal presupposto che esso sia creazione di Dio:la temporaneità è lo stesso modo di essere dell’uomo che lo distingue dall’eternità del creatore. Perciò questa caratteristica è tipica del creato che e lo subordina al creatore. La domanda”che cosa sia il tempo?” ci rinvia all’anima. Inoltre Agostino critica coloro che parlano di tempo come movimento:il tempo non è movimento e il movimento non può misurare il tempo. Quindi il passato “non è più” il futuro “non è ancora” mentre solo il presente “è”. Quindi Agostino vuole che noi misuriamo il tempo nell’anima perché solo nell’anima il Passato non svanisce ma si conserva come ricordo,il futuro non è irreale ma è presente in quanto attesa e il presente dura nell’attenzione che noi rivolgiamo alla realtà.

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