Concetti Chiave
- Il "Trattato logico filosofico" di Wittgenstein sostiene che il mondo è composto da fatti, che rappresentano relazioni tra oggetti e stati di cose.
- La verità, secondo Wittgenstein, è determinata dal riscontro empirico e la totalità delle proposizioni vere costituisce la scienza naturale.
- La filosofia viene definita come analisi del linguaggio e della logica, evitando la tautologia e riflettendo sulla rappresentazione linguistica degli stati di cose.
- L'uomo è un essere desiderante, consapevole dei propri limiti, e il desiderio di assolutezza genera una coscienza infelice, come evidenziato da filosofi come Pascal e Hegel.
- La filosofia si specializza come supporto alla scienza, in particolare alla matematica e alla logica, fungendo da meta disciplina che analizza la conoscenza stessa.
Appartiene alla filosofia della matematica o analisi del linguaggio.
L'opera più importante è il " Trattato logico filosofico" ( 1921)
Le sue ultime parole sono state > dite loro che ho avuto una vita felice.
Il Trattato logico filosofico
In questo Trattato afferma che il mondo è tutto ciò che accade e quindi è dato dai fatti. Il mondo si divide in "fatti" ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose. Lo stato di cose è un nesso di oggetti (entità). Un fatto esprime sempre una relazione.
La verità e l'immagine logica
La verità è data dal riscontro empirico, c'è nel Trattato un fondo empiristico perché W dice che la verità è data dal riscontro empirico.
L'immagine logica dei fatti è il pensiero--> la totalità dei pensieri veri è un'immagine. Il pensiero è la preposizione munita di senso ( capacità di significare un fatto)
La totalità delle preposizioni vere è la scienza naturale.
La filosofia compare come analisi del linguaggio e della logica, inteso come logos greco ( pensiero ) .
La matematica è la scienza che si occupa delle relazioni.
Tautologie e contraddizioni
Ci sono proposizioni che in logica negano o che affermano. Ci sono anche altre preposizioni che in logica hanno un senso ma che poi non sono vere come le proposizioni tautologiche (=contraddizioni) perché non esprimono condizioni possibili di farti. Le tautologie sono ad esempio: piove o non piove> necessariamente vera. Non ha bisogno di riscontri, indipendentemente da ciò che accade. Le tautologiche sono ogni caso vere perche comprendono tutta la gamma delle possibilità, non è logica ma è vera. La tautologia è necessariamente vera.vTautologia- possibile a prescindere prima dei fatti.
Contraddizioni >Piove e non piove > è necessariamente falsa perché esprime impossibilità.
Qual è il ruolo della filosofia?
Sposta al di fuori della dimensione di verità oggettiva gli stessi ragionamenti filosofici o religiosi, che si valgono di questo tipo di ragionamenti.
La filosofia come analisi del linguaggio
La filosofia quindi, se non vuole cadere nella tautologia ( discorsi a cui non corrispondono realtà empiricamente accettabili, ma si basano sulla ricerca del possibile) ha senso quando non vi corrisponde un oggetto ma considerata come analisi del linguaggio, cioè una conoscenza di secondo grado: non parla della realtà. La filosofa deve riflettere sul linguaggio, parla di linguaggio che parla di stato di cose. Il compito della filosofa e quindi quella dell'analitica del linguaggio. Infatti parla di proposizioni vere. La filosofia viene ad avere la funzione di linguaggio mentre teologia poggia su contenuti che non hanno proposizioni conoscitive.
Compito analitico della filo, analitica del linguaggio che era il compito che Aristotele riservava alla logica.
E' una meta disciplina. > conoscenza che parla della conoscenza.
La conoscenza e i suoi limiti
Vi è poi un'altra considerazione: lo scopo delle prop non è quello di indicare lo stato di cose, ma diventa quello di produrre un'azione rispetto a questo stato di cose, quindi viene ad avere valenza pratica che nella prima parte del suo pensiero non vi era. Non solo uomo conoscitivo ma anche pratico. Ruolo della filo non e più metafisica ma è analitica del pensiero e della conoscenza. L'unica cosa che può rendere la nostra vita degna di essere vissuta non ce lo dice nessuno.
"Il mondo e tutto ciò che accade e si divide in fatti: ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose (nella loro relazione). L'oggetto è semplice e ciò che è complesso è scomponibile nelle sue parti semplici. La logica e prima di ogni esperienza, attitudine linguistica nostra precede il nostro incontro con la realtà" come Kant che dice che abbiamo degli a priori che come criteri organizzativi precedono la realtà.
Tendenza della filosofia a specializzarsi come supporto alla scienza in particolare alla matematica e alla logica. Non c'è più una fine sistematica.
Il desiderio umano e i suoi limiti
Momento di sgomento, Infelicita e lacerazione nel momento in cui la conoscenza umana che tende all'assoluto, quindi al superamento dei limiti, si rende conto che i limiti non sono fuori dalla coscienza ma dentro di lei. Arriva al punto in cui capisce che lei stessa e limitata, se lo porta dentro=> siamo limitati ma abbiamo desiderio di assolutezza (Pascal uomo che desidera qualcosa che non può raggiungerci, aspirazione impossibile dio maligno). L'uomo è essere desiderante=> coscienza infelice, non si può fare a meno di desiderare quello che mi è impossibile realizzare (anche Shopenauer). Questo aspetto di Hegel, che poi supera perché momento di antitesi superato da sintesi felice perché poi dice il modo in cui l'uomo supera il momento infelice. Lo sbaglio che sta facendo l'uomo secondo Hegel e che l'assoluto possa essere realizzato dal suo io che è limitato, l'assoluto si raggiunge quando l'Io diventa collettivo, superare i limiti del proprio io per sentirsi in tutt'uno con un io più grande di noi.
L'uomo i suoi desideri li toglie da se e li scarica su un altro essere che è Dio.
Se l'esistenzialismo salva qualcosa di Hegel ,salva questo momento della conscienza infelice (Kirkeegaard, Heidegger).
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale del "Trattato logico filosofico" di Wittgenstein?
- Come viene definita la verità secondo Wittgenstein?
- Qual è il ruolo della filosofia secondo l'opera di Wittgenstein?
- Quali sono i limiti della conoscenza umana secondo Wittgenstein?
- Come si relaziona il desiderio umano con la filosofia secondo il testo?
Il "Trattato logico filosofico" afferma che il mondo è costituito da fatti, che sono relazioni tra oggetti, e che la verità è determinata dal riscontro empirico (come indicato nel testo).
La verità è definita come il riscontro empirico, e l'immagine logica dei fatti è rappresentata dal pensiero, che consiste in proposizioni dotate di senso (come descritto nel testo).
La filosofia è vista come un'analisi del linguaggio e della logica, evitando la tautologia e concentrandosi sulla riflessione linguistica, come indicato nel testo.
Wittgenstein sottolinea che la conoscenza umana è limitata e che il desiderio di assoluto è intrinseco all'uomo, portando a una coscienza infelice, come evidenziato nel testo.
Il desiderio umano è visto come una ricerca di assoluto che si scontra con i limiti della coscienza, e l'uomo tende a proiettare i propri desideri su un essere superiore, come Dio (come descritto nel testo).