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Biografia di Luigi Pareyson


Anche Luigi Pareyson si pone nella prospettiva non terapeutica, e afferma che solo il dolore apre il cuore dolorante della realtà e svela il segreto dell’essere.
Luigi Pareyson, filosofo italiano della seconda metà del secolo scorso, nato nel 1918 e morto nel 1991. Rivela davvero precocemente una non comune propensione agli studi filosofici: nel 1935 si iscrive all’università di Torino, e nello stesso anno tiene le sue prime lezioni di filosofia come supplente al liceo classico Cavour. Nell’estate del 1936-37 è in Germania a Heidelberg, dove frequente le lezioni di Jaspers. Questo è un dato molto importante, perché segna un evento cioè la “sprovincializzazione” della filosofia italiana. È allievo di Guzzo, personalità non irrilevante, con cui si laurea nel 1939 come capofila della scuola torinese di filosofia (Eco, Vattimo, tutti suoi allievi). Tra il 1940 e il 1944 è assistente a anche professore di filosofia. Nel 1942 fonda il nucleo torinese del Partito d’azione. Realtà che segna crocevia di intellettuali ma non avrà grande seguito elettorale. Nel 1944 viene sospeso dall’insegnamento e arrestato per le sue posizioni antifasciste. Queste vicende personali, sia del suo impegno politico pubblico che della sua vita privata mostrano una sensibilità particolare per la dimensione tragica e sofferente della vita. In questo caso la grande tragedia della vicenda della cosiddetta guerra civile italiana. Nel 1943 ottiene la libera docenza, insegna Storia della filosofia, Estetica, Filosofia morale e infine Filosofia teoretica.
Il primo polo del suo interesse filosofico è l’esistenzialismo, la prima opera del 1943 è appunto Studi sull’esistenzialismo. Poi si ha il personalismo ontologico, una delle grandi correnti del primo Novecento che ha tra i suoi esponenti anche Ricoeur. La sue opera è Esistenza e persona, del 1950. Terzo polo l’interpretazione innovativa dell’idealismo tedesco di Fichte e Schelling, in Fichte e il sistema della libertà. Si ha anche l’interesse per la cosiddetta “teoria della formatività” in estetica. Un ulteriore polo di interesse è l’ermeneutica filosofica, che si esprime nell’opera cruciale del 1971 Verità e interpretazione. Nello stesso anno gli viene diagnosticata una grave malattia, che durerà 20 anni. Poco prima della morte morirà anche la sua amatissima figlia. Eventi che giustificano la sua fase finale di attenzione al male, al patire e alla sofferenza. Ontologia della libertà, uscito postumo, segna appunto quest’attenzione al tema della sofferenza e del male. È questo il primo punto da tenere presente: il tema della sofferenza in Pareyson si collega alla sua riflessione sul male. Morirà a Milano nel 1991.
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