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Libertà e responsabilità


Per quanto riguarda il male come imperfezione necessaria, non può invece essere indotto da un semplice frutto dell’influenza dell’ambiente sociale in cui vive il colpevole. Sostenere ciò significa negare la realtà del male. Ma soprattutto si offenderebbe la dignità dell’uomo che consiste nella sua libertà e responsabilità. Ciò non è affatto un atto di amore verso l’umanità ma un segno di disprezzo. Se si ama davvero l’uomo bisogna sempre tener ferma la sua dignità e la sua libertà, che diventa corrispondentemente responsabilità. Ciò non è affatto un atto di amore verso l’umanità ma un segno di disprezzo. Se si ama davvero l’uomo bisogna sempre tener ferma la sua dignità e la sua libertà, che diventa corrispondentemente responsabilità. Pareyson sottolinea anche che occorre evitare il fraintendimento del perdono cristiano. Esso non è cercare delle scuse o delle attenuanti per il colpevole, che è deleterio “perdonismo”. Piuttosto consiste nel considerare il criminale delinquente e sventurato al tempo tesso, e sventurato perché appunto delinquente. Meritevole della nostra compassione non per quel che ha fatto ma per il destino di infelicità che ha attirato su di sé e sugli altri. È meritevole della nostra solidarietà per il vincolo originario che ci lega tutti insieme nella colpa, il riconoscimento che nessuno di noi è innocente, perché tutti siamo colpevoli peccatori come lui. Forse addirittura al suo posto ci saremmo comportati anche peggio. Onnicolpevolezza universale.
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