Vita

Friedrich Wilhelm Nietzsche nacque presso Lipsia nel 1844 in una famiglia protestante; nel 1864 s'iscrisse alla facoltà di teologia dell'università di Bonn, dove entrò in rapporti con il filologi Friedrich Ritschl e Franz Overbeck e con lo storico Jacob Burkhardt. In seguito all'abbandono della carriera universitaria, si distaccò dal pensiero di Shopenhauer e divenne sempre più instabile psichicamente che lo portò al ricovero in una clinica psichiatrica a Basilea. Morì a Weimar nel 1900 lasciando molti scritti non pubblicati.

Pensiero filosofico

Il principio della sua filosofia è la fedeltà alla natura (vuol dire vivere la vita con pienezza esaltando la salute) che comporta la lotta contro la metafisica (che non dà risposte di felicità all'uomo) e la religione; afferma che vi è un uomo che supera tutti I limiti umani: l'Ubermensh o Superuomo. Egli riprende il sistema debole di Kierkegaard e Shopenhauer ma si oppone a Kant (che difende l'Illuminismo e la scienza) e a Hegel (che difende lo storicismo). Secondo lui nelle tragedie greche vi è sia lo spirito apollineo (si cerca di dare un ordine agli avvenimenti; vi è un esempio il Positivismo. Ne sono fuori da questo spirito i primitivi e i bambini. Questo spirito con Socrate e la filosofia greca ha preso il sopravvento nell'umanità poiché l'Essere può essere modificato) che quello dionisiaco (che considera la vita un susseguirsi di avvenimenti; ne sono un esempio il Fascismo e il Nazismo). L'arte tragica é il supremo "dir sì alla vita" conoscendone i dolori e accettandoli in un superamento senza più sofferenza.

Pessimismo romantico: pessimismo dei rinunciatari, dei falliti e dei vinti.
Pessimismo di Nietzsche: segno in pari misura di rigore e di forza dell'intelletto/volontà tragica.
Quello di Nietzsche è un Illuminismo dopo il Romanticismo, un Illuminismo nuovo, meno ingenuo e dogmatico. La negazione di Dio affermata da Nietzsche è la negazione I un mondo di idee; per questo il Cristianesimo per lui è platonismo volgarizzato perché corrompe i piaceri terreni definendoli peccati. Inoltre per lui la verità è un pregiudizio fa cui liberarsi perché afferma che "tutto ciò che è profondo ama mascherarsi": pertanto con la caduta della verità, cade anche l'apparenza. Proprio perché nella sua concezione la verità non si dà se non mascherata, la distinzione tra verità e apparenza non ha più senso. Il nascondersi è e resta la condizione della verità. Altre colonne portanti del suo pensiero sono:
-l'eterno ritorno (ossia la trasformazione della necessità della storia in un atto di volontà attraverso un atto creatore: in pratica l'uomo deve voler trasformare il passare del tempo-il fu, l'è e il sarà-in altrettanti volli, voglio e vorrò. Così l'uomo diventa protagonista creando il tempo come atto di volontà);
-la volontà di potenza (l'istituzione di valori di cui l'uomo è misura: vi è il riferimento a Protagora);
-l'oltreuomo (un nuovo tipo d'umanità, quella che ha fatto il salto al di là dell'uomo ed ha saputo sviluppare le potenzialità che in esso sono contenute).

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