Mongo95 di Mongo95
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Come filosofo, Nietzsche nasce schopenhaueriano, quindi pessimista. Il pessimismo di Schopenhauer configura la presenza del mondo soltanto di dolore, ignoranza e illusione, il quanto il mondo è nel campo di azione di una Volontà cieca e implacabile. Per cui la felicità e il benessere dei viventi non conta assolutamente nulla. Gli uomini si affannano, anche in modo ridicolo, nella speranza di poter conseguire questi ultimi, con però anche un conseguente sentimento di noia e disincanto.
Il giovane Nietzsche è su questa stessa posizione: contrappone il (suo) pessimismo tragico all’ottimismo socratico, cioè la convinzione che la vita umana fosse governabile da parte della razionalità, quindi si deve perseguire la virtù morale: è più ragionevole essere onesti perché così si soffre di meno interiormente, e anche conferire felicità all’esistenza dell’uomo. Socrate che, in contrapposizione a Cristo, anche nella morte è felice. La tragedia invece giudica la società umana come impossibile, perché il mondo è manifestazione di forza dionisiaca, che garantisce sì l’indistruttibilità della vita universale, passando però attraverso la distruzione degli individui. Il mondo è l’epifania di una forza dionisiaca.

Anche in questo primo momento però, c’è comunque un elemento di diversità, di differenziazione da Schopenhauer: Nietzsche attribuisce al pessimismo tragico la gioia di appartenere al Tutto, nonostante l’inevitabile distruzione della singolarità. Per questo è pessimismo “dionisiaco”: nell’ebbrezza della fusione con il grande Tutto si dimentica il lato oscuro mortale dell’esistenza, la grande consolazione che offre la religione di Dioniso. Ad essa poi si aggiunge la dimensione appollinea, quella della bellezza artistica, che è un secondo modo di rimedio (non risolutivo) al pessimismo derivato dalla conoscenza tragica della verità.
Ulteriore differenza: il rimedio al pessimismo tragico non è il terapeutico rimedio “indiano”, cioè la via dell’estasi e della compassione, negazione della volontà. Nietzsche, pur pessimista tragico, cerca fin dall’inizio una via d’uscita positiva.

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