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Nietzsche: l’oltreuomo


È il concetto filosofico più frainteso tra quelli di Nietzsche. Nella riflessione Nietzschiana non è sinonimo di uomo superiore, eroe, essere perfetto, geniale o un modello di vita da imitare. In realtà esso è l’uomo capace di accettare la morte di Dio e che non coglie più la sua vita sospesa tra elementi vitali e certezze metafisiche ma che è capace di dire sì alla vita perché ha accettato la morte di Dio. L’oltreuomo è l’uomo che per Nietzsche è capace di recuperare lo spirito dionisiaco, disposto a sperimentare nuove forme di vita e nuovi orizzonti perché il rapporto con la vita, accettando la morte di Dio, è totalmente diverso.
L’uomo non vive più soffocato dai doveri e dai valori ma è capace di affermare con gioia ciò che vuole essere. La ragione non è più al centro, l’oltreuomo è capace di danzare con la vita, di affrontare in modo gioioso il caos di emozioni, è fedele alla terra, giura fedeltà al mondo terrestre in cui vive che, con la morte di Dio, è il mondo che appartiene all’uomo.
L’oltreuomo è capace di affrontare la doppia metamorfosi da cammello a leone e da leone a fanciullo.
- cammello: animale che rappresenta la vita con il peso della tradizione sulle spalle: è l’uomo occidentale, sotto il peso di valori, certezze, Dio, senso del dovere.
- Leone: simbolo della libertà, la rottura è rappresentata dalla morte di Dio, cioè dalla rinuncia dei pesi dell’uomo; non è però capace di affermare il suo volere, il suo essere libero.
- fanciullo: gioca con la vita liberamente, le dice di sì ed è capace di rintracciarvi nuovi valori, gioiosi e leggeri.
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