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Nietzsche: la tragedia, spirito apollineo e dionisiaco


La tragedia, secondo Nietzsche, deve essere riscoperta in quanto in essa sono contenute le informazioni utili per l’uomo per mettersi in relazione con la vita.
La tragedia è il prodotto di due impulsi interiori dell’uomo greco: apollineo e dionisiaco.
- Spirito apollineo: significa rappresentarsi la vita in modo sereno e luminoso; questo è ciò che ha portato i greci a costruirsi un mondo mitologico affinché giustificasse e tranquillizzasse l’uomo, disorientato di fronte alla vita.
Il mondo degli dei serviva per spiegare quello che l’uomo viveva e gli permetteva di accettare la vita nonostante presentasse dolore e sofferenza (parallelismo con Marx e la religione e con Schopenhauer ed il velo di Maya che fa apparire la realtà per quello che non è).
- Spirito dionisiaco: (da Dioniso: dio del vino, dell’ebrezza). Questo spirito porta l’uomo a vivere nel caos della vita senza cercare illusione. È espresso soprattutto nella danza e nella musica che si univano alla poesia ed al teatro. Immerge, quindi, l’uomo nella vita così come essa è.
Secondo Nietzsche, i due spiriti sono riusciti ad intrecciarsi; infatti, la tragedia è formata sia dal testo scritto e recitato, posseduto dagli attori, che da una componente musicale e coreografica che presenta la storia in modo più libero ed ebbro.
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