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Il superuomo

• Il superuomo è un concetto filosofico che Nietzsche crea per esprimere il suo ideale di uomo secondo le caratteristiche del suo pensiero.
• E’ colui che ha perso le certezze metafisiche ed è divenuto ateo (cioè passato sul cadavere di tutte le divinità. Ha davanti a sé il «mare aperto» delle possibilità e può progettare liberamente la propria esistenza; sa accettare la dimensione tragica e dionisiaca della vita, sa dire di Si alla vita; sa "reggere” la morte di Dio; sa emanciparsi dalla morale e dal cristianesimo; sa porsi come volontà di potenza; va oltre il nichilismo; ecc.
• Non vi sono però nel passato esempi di superuomo dunque il superuomo si taglia sull’orizzonte futuro.
• Al di là di ogni tipo antropologico dato, non è uomo al superlativo ma uomo diverso.
• L’uomo è corpo (il corpo non è più la prigione dell’anima)accettazione totale della vita.

• Il superuomo ha caratteri elitari, antidemocratici e reazionari, la liberazione dalle autorità umane e divini non è qualcosa per tutti ma solo per una élite (Superuomo vs. Gregge inferiori) vs. Marx (umanità emancipata)
• Il superuomo non ha caratteristiche polite ma il messaggio nietzschiano è solo filosofico (Nietzsche denuncia gli idoli politi del tempo)
Nascita del superuomo: E’ descritta tramite le “3 metamorfosi dello spirito”
1. Cammello = rappresenta l'uomo ancorato alla morale e metafisica tradizionale all'insegna del "tu devi" (=libertà assente)
2- Leone= rappresenta l'uomo che si distacca dalla morale e metafisica all'insegna del "io voglio" (=”libertà da” ma non “libertà di”)
3- Fanciullo= rappresenta il superuomo che, nella sua innocenza ludica, non si basa su certezze precostituite e sa inventare liberamente la propria esistenza («spirito libero»)

L’Eterno ritorno dell'uguale

E’ una dottrina secondo cui tutti gli eventi del mondo sono destinati a ripetersi identicamente infinite volte (“L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa”)
La formulazione più eloquente ed esaustiva la troviamo in Così parlò Zarathustra. —» qui Zarathustra narra di una salita su un ripido sentiero di montagna..(= il faticoso innalzarsi del pensiero), durante fa quale egli, si trova di fronte a una porta su cui è scritta la parola "attimo" (= il presente) e dinanzi alla quale si uniscono due sentieri: uno porta all’indietro (= il passato} e l'altro porta in avanti (= il futuro). Poi Zarathustra ha una visione: vede un pastore (=uomo comune) che si dimena soffocato con un serpente (=circolarità) penzolante dalla bocca. Allora, su consiglio di Zarathustra, il pastore morde la testa del serpente (=decisione coraggiosa di accettare la prospettiva soffocante dell’eterno ritorno) e la sputa. Alla fine il pastore diventa gioioso e sorridente (=diventa superuomo).

Porsi nella prospettiva dell'eterno ritorno, per Nietzsche, significa:
• Rifiutare una visione lineare del tempo (secondo cui gli eventi si susseguono in modo concatenato) a favore di una visione circolare del tempo (concezione precristiana)
• Ritenere che il senso dell’essere non sia fuori .dell’essere (irraggiungibile) ma nel l’essere stesso (raggiungibile)
• Vivere la vita a pieno in ogni suo attimo in quanto il senso risiede nell’essere.
Chi riesce a porsi in tale prospettiva non è l’uomo comune (che vede il tempo come un peso angoscioso) ma il superuomo: felice di vivere la vita come gioco creativo (coincidenza di essere e senso), di dire si alla vita proprio perché è consapevole che nel ripetersi continuo della vita vi è il suo senso appagante.

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