L'opera "Così parlò Zarathustra" rappresenta "il grande momento" della riflessione di Nietzsche. Il profeta Nietzsche o Zarathustra annuncia alla folla radunata sulla piazza del mercato gli insegnamenti fondamentali per una umanità nuova. Possiamo intendere questo annuncio come la pars construens del suo pensiero: la morte di Dio, il nichilismo come fase nella quale i valori e le riproduzioni della civiltà occidentale perdono il loro senso, risulta funzionale all'avvento dell'era dell'oltreuomo. La parola tedesca Übermensch ("oltreuomo" è stata tradotta in passato con il termine di "superuomo". Il critico Gianni Vattimo ha proposto la nuova traduzione che permette di prendere le distanze dalla lettura filoariana e nazista della filosofia nicciana (comunque originata anche grazie alle interpretazioni forzate della sorella del filosofo Elisabetta) e propone una lettura più filosoficamente corretta.
Nietzsche descrive l'avvento dell'oltreuomo attraverso tre metamorfosi: il cammello, il leone, il bambino.

L'oltreuomo infatti appare come l'uomo luminoso, disposto verso la vita e gioioso. L'uomo che sa assumere il peso delle contraddizioni della vita che accetta tutta la forza degli istinti ed è al di là del bene e del male, esattamente come lo è l'innocenza del bambino. L'oltreuomo è colui che afferma la vita senza temerla. E il suo unico vincolo è la "fedeltà alla terra", ovvero all'attimo senza speranze ultraterrene. Nella fedeltà alla terra l'uomo potrà ritrovare la sua vera natura. L'uomo nuovo sa che esso è tutto e sa dire di sì alla vita sapendo che nulla vi è al di là. È un uomo generoso non per dovere, ma per pura sovrabbondanza quando. L'oltreuomo gioca e crea i valori per se è per un mondo nuovo.

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