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La nascita della tragedia

La Nascita della tragedia è un'opera non solo di filosofia ma anche di filologia (anche se gli altri filologi non l'apprezzarono per il taglio prettamente filosofico), estetica e cultura.
apollineo= impulso verso la forma, l'ordine e la proporzione (razionalità); deriva da un atteggiamento di fuga dal divenire. Si esprime nelle forme armoniche della scultura, delle arti figurative e della poesia epica. Rappresentato da Apollo.
dionisiaco= impulso verso il caos, l'ebrezza, una forza vitale (irrazionale); atteggiamento di partecipazione al divenire e alla vita nonostante lo spirito tragico (= amare la vita nella sua tragicità). Si esprime nella musica e nella poesia lirica. Rappresentato da Dioniso.
L'apollineo nasce come conseguenza di una visione dionisiaca dell'esistenza (cioè portata a scorgere il dramma della vita e della morte e gli aspetti orribili dell'essere) e dal tentativo di sublimare il caos nella forma.
In un primo tempo, nella Grecia presocratica, apollineo e dionisiaco convissero separati e opposti; in seguito, nell'età della tragedia attica, i due impulsi si armonizzarono tra loro, si compì cioè il miracolo metafisico, dando origine ai capolavori di Sofocle ed Eschilo.
Il processo di decadenza dell'arte successiva ha inizio con Euripide, nel quale si perde la giusta compresenza dei due spiriti poiché l'apollineo prevale sul dionisiaco in quanto viene ridotto il ruolo del coro, sono portati in scena gli uomini comuni e non più gli eroi e l'azione scenica è sviluppata in modo razionalmente concatenato. Questa modalità di espressione si rifà agli insegnamenti di tipo razionalistico e ottimistico di Socrate, con lui prevale lo spirito teoretico su quello pratico. Le idee del filosofo però sono false costruzioni apollinee finalizzate a nascondere gli aspetti drammatici del mondo.
La decadenza della tragedia funge da spia rivelatrice della decadenza della civiltà occidentale, cioè nel fenomeno del tragico egli scorge la vera natura della realtà. Per questo Nietzsche formula i propri giudizi sull’essere utilizzando le categorie dell’estetica= metafisica d'artista.
L'uomo non ha il coraggio di reggere il fatto che la realtà sia crudeltà, dolore, lotta e sopraffazione, pertanto si crea un'immagine di essa basata su ordine e razionalità, soffocando l'impulso dionisiaco.
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