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Nietzsche

Nietzsche mette in discussione i parametri che nel’800 erano rimasti in piedi. La vita è caos, disordine,dolore nulla indica razionalità, non c’è una reale motivazione per la quale le cose sono così come sono. Il pensiero di Nietzsche muove da un’originale interpretazione della metafisica pessimistica di Schopenhauer. Come questi, Nietzsche vede nella volontà la radice dell’essere umano e di tutta la realtà; a differenza di Schopenhauer, tuttavia, egli ritiene che il vero obiettivo dell’uomo sia dire si alla vita, affermare consapevolmente la volontà come volontà individuale di ciascun uomo.
L’uomo deve dire si alla vita, è vero che la vita è difficile e dura ma è l’unico modo che ha di viverla è in un modo tragico. L’uomo non può fuggire dal tempo in cui si trova , l’uomo non si cerca più garanzie nella scienza, ma cerca una garanzia assoluta nell’immaginazione dell’uomo(aspirazione all’infinito).

Non c’è consolazione nella fede


La vita è caos, dolore, assenza di certezza, ma decidiamo di viverla, perché la fuga è una soluzione fallimentare, bisogna accettare la vita così com’è.

Rifiuto del classicismo


Nietzsche contesta l’immagine della grecità, secondo la quale i greci crearono opere armoniose perché il loro spirito si caratterizzava armonioso. Ma secondo Nietzsche quest’immagine è sbagliata perché lo spirito armonioso dei greci aveva conosciuto un periodo di decadenza, aveva ormai smarrito le radici vitali.
Nietzsche riprende da Schopenhauer il principio di dolore ma oppone e accoglie la coraggiosa accettazione del dolore che viene testimoniata dagli eroi della tragedia greca.
Egli riprende anche la celebrazione positiva della vita e la concezione dell’uomo misura di tutta le cose da GOETHE (anche se la vita distrugge ciò che produce e impone all’uomo dolore e crudeltà, questo non deve spingerci a rinunciare alla vita)
A questo tema Nietzsche perviene grazie all’influenza di Wagner. Nietzsche afferma che la musica è la lingua dell’inesprimibile. Solo nell’arte musicale l’uomo può ricercare la possibilità del riscatto e della salvezza.
L’arte è in grado di spiegare l’essenza della vita e di vedere il mondo dietro al velo delle apparenze. Interpretando tragicamente l’essenza del mondo, Nietzsche scopre nella tragedia in quanto opera d’arte la chiave di comprensione dell’essere: attraverso il tragico gli enigmi del mondo si possono interrogare.
La duplicità dell’istinto artistico greco si mostra attraverso le maschere di Apollo e Dionisio. Apollo è razionale ,luce,saggio e frena lo spirito Dionisiaco. L’Apollineo simboleggia l’inclinazione alla forma perfetta e trova espressione nella scultura. Dionisio è il dio della notte,dell’ebbrezza, istinto primordiale, passione e smisurato e ha la sua espressione nella musica

Nella tragedia apollineo e dionisiaco si fondono nella perfetta sintesi costituita dal canto e dalla danza.
Tutto nasce da una dimensione caotica e irrazionale del dionisiaco. I greci disorientati hanno cercato una teoria dell’ordine per rendere il mondo più tranquillo e hanno introdotto Apollo. Nietzsche comprende la tragicità della condizione umana: la limitatezza e la finitudine dell’esistenze individuale il continuo ciclo di vita e di morte sul quale l’uomo non ha potere. Questa lotta fra Apollineo e Dionisiaco esprime il sistema di forze e impulsi che agisce all’interno di ogni singolo uomo. L’Apollineo è l’illusione il sogno che rende la vita sopportabile. Il Dionisiaco si rivela un gioco crudele di nascita e morte quindi è l’esperienza del caos.

Socrate, Euripide e la tragedia

Secondo Nietzsche, Socrate ha mascherato la realtà e la decadenza dell’umanità portando in essa la ragione
Con Euripide la tragedia muore suicida poiché egli porta la razionalità nell’arte.
Mentre Eschilo e Sofocle alternano armonia ed equilibrio con la lotte fra Apollineo e Dionisiaco.

Con Socrate, all’uomo tragico si sostituisce l’uomo teoretico, che con la ragione e della scienza cerca di affermare il proprio dominio sulla vita. L’opera Wagneriana è l’opera d’arte completa all’altezza della tragedia greca. Nell’arte la tragicità dell’esistenza non solo può trovare espressione adeguata ma può anche venire trasformata in esperienza vitale.

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