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Nietzsche - Filosofia del mattino


Umano, troppo umano e Aurora


Le due opere aprono la seconda fase del pensiero di N., caratterizzata dall'abbandono della riflessione su arte e storia, sostituita dall'indagine sul ruolo della filosofia. Questa fase viene detta filosofia del mattino in contrapposizione alla “nottola di minerva” hegelinana: il “mattino” vuole simboleggiare il risveglio dalla notte delle vecchie ideologie religiose, morali e metafisiche, e l'annuncio di una nuova fase per l'uomo. E' detta anche filosofia del martello, perché deve saggiare la realtà per individuare ciò che è da distruggere, o fase illuministica per l'atteggiamento critico nei confronti di qualsiasi atteggiamento dogmatico tradizionalista, come la filosofia illuminista. In “Umano, troppo umano” N prende le distanze dall'arte, portando come esempio Wagner di cui aveva lodato le opere: esso non gli appare più capace di svolgere una funzione educatrice, poiché
volgare e pieno di eccessi ostentati, ma si è ammalata dello storicismo della società moderna, richiamandosi troppo al passato. E' la scienza a svolgere nella società moderna il ruolo dell'arte, prendendone il posto: è priva dell'emotività e si richiama unicamente al presente, quindi può essere ritenuta utile in questa fase. Tuttavia, al contrario di ciò che sostengono i positivisti, la scienza non è processo e non porta una conoscenza reale e oggettiva: essa è un prodotto della libertà dell'uomo razionale che essendo dotato di consapevolezza critica cerca di rifettere e studiare il mondo in cui vive. N sottopone poi a critica Metafisica, morale e gnoseologia, commentando autori tradizionali a lui precedenti: l'intento è quello di comprendere le origini, capendo come l'uomo è giunto a elaborare principi e valori. Dietro a questi valori infatti non c'è Dio o una morale universale, ma passioni umane, “troppo umane”, di cui l'uomo si vergogna tendendo a nasconderle attraverso la cultura morale e metafisica. La filosofia deve quindi farsi “chimica delle idee e dei sentimenti” e indagare gli istinti irrazionali e gli autoinganni dell'uomo che non sa superare le passioni a causa delle sue debolezze. La causa principale è l'egoismo dell'uomo che si distingue nelle tre passioni: l'istinto di sopravvivenza, la ricerca del piacere e la fuga dal dolore. La filosofia del mattino quindi vede un dualismo tra l'apparenza di ordine e razionalità del mondo che la metafisica idealista e la scienza positivista hanno descritto, e il mondo reale, il quale è invece dominato dal caos: la realtà è dominta dal caso e da impulsi irrazionali privi di un fine, perciò si deve rinunciare alla ricerca di una spiegazione razionale di ciò che ci circonda. Questa argomentazione è ripresa e completata in “Aurora” in cui N riflette sul destino dell'umanità: lo scopo dellla filosofia deve essere quello di infrangere la “favola” in cui gli uomini credono, svelando la reale casualità irrazionale del mondo, iniziando un nuovo corso.

La gaia scienza

L'opera più importante di questa fase, non è in forma argomentistica ma in aforismi. L'aforisma 125 del libro II contiene l'annuncio di una grande verità da parte di un uomo folle alla gente che lo circonda. “Dio è morto e voi l'avete ucciso”. Dio, nella metafora di N rappresenta non solo la religione ma anche la morale, ciò che è obsoleto, i vecchi punti di riferimento: l'aforisma non è una dimostrazione della non esistenza di Dio o ua riflessione metafisica ma l'annuncio dell'abbandono della morale greco-cristiana criticata da N nelle sue opere precedenti. L'umanità si è infatti già allontanata da Dio rispetto al passato; deve però accettare la morte, distaccandosene completamente facendo scomparire l'uomo vechio. L'uomo folle tuttavia non viene capito: la grande verità costituita dalla distruzione della morale e dello spiritualismo portate fuor di metafore dal filosofo, non è compresa perché i tempi non sono maturi. Dall'aforisma dell'uomo folle si evince il percorso che l'uomo deve compiere e che sarà esplicitato nell'opera successiva. L'uomo deve attraversare tre esperienze, la prima delle quali è costituita proprio dalla morte di Dio, e dall'abbandono del vecchio sistema di valori. Alla morte di Dio consegue il Nichilismo che N riprende dalla filosofia russa: la mancanza di valori e quindi il loro rifiuto, l'eliminazione di tutte le certezze. Infine, l'uomo deve darsi nuove risposte su cui costruire un nuovo sistema morale, attraverso la transvalutazione dei valori; questi valori devono portare all'accettazione della vita come è ed al recupero dello spirito dionisiaco rispetto a quello apollineo. Dopo queste esperienze si giunge all' “uomo nuovo” annunciato dal folle, che N chiama Oltreuomo: quest'iomo è capace di divenire padrone di se stesso e del mondo, liberandosi della sofferenza. Non è però un'evoluzione di tutta l'umanità in senso darwiniano: i più si accontentano di vivere come hanno sempre vissuto. Le esperienze sono infatti dolorose, e soltanto chi è capace di superarle può giungere all'Oltreuomo
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