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Crepuscolo degli idoli



Nel Crepuscolo degli idoli Nietzsche descrive il processo storico attraverso il quale si rivela il carattere illusorio e falso di quello che Platone aveva presentato come "mondo vero" -ossia il mondo in cui è presente una causa finale che dà senso al mondo- e rivelandosi essere nient'altro che una favola.

Platone e la filosofia greca.
Si ritiene che il mondo vero sia attendibile solo da parte dei saggi in quanto loro stessi sono la verità; a partire da Platone e Platone si ha quindi l’abbandono della consapevolezza del non senso della vita in quando negandone l’irrazionalità giungono a mistificarla, ossia a creare l’illusione che essa abbia un senso, e a separare il mondo vero dal mondo. apparente.

Cristianesimo. Si ritiene che il mondo vero sia momentaneamente inattingibile ma viene promesso al virtuoso nella vita dopo la morte; in questo modo l'idea si fa più sottile e inafferrabile in quanto la sua comprensione diventa inaccessibile per l'uomo e solamente dopo la morte sperabile mentre della sua esistenza non vi è più qualcuno che la attesti ma ci su può solo credere.

Kantismo. Si ritiene che il mondo vero sia indimostrabile diventando, poiché non più solo inattingibile ma anche impromettibile, un obbligo o un postulato morale e in questo modo l'idea di un mondo in cui vi è una finalità si fa ancora ancora più vaga e distante e anzi non viene più nemmeno posto come certezza ma al contrario lascia spazio al dubbio e alla possibilità della sua assenza in quanto essa viene affermata solamente in funzione a un presunto bisogno dell'uomo.

Positivismo. Costituisce il primo passo verso decisivo in direzione antimetafisica in quanto con il risveglio della ragione ("il canto del gallo") viene dichiarata in modo convinto non solo l'indimostrabilità "mondo vero" ma l'impossibilità che esso salvifico e consolante in quanto sia non può essere né conosciuto ne raggiunto.

La filosofia del mattino. Si ritiene che il mondo vero sia inutile e che quindi possa essere eliminato.

Filosofia di Zarathustra. All'eliminazione del mondo vero si aggiunge l'eliminazione del "mondo appartenente" di cui il nostro mondo sarebbe la copia; questo momento di definitiva eliminazione dell'illusorietà del "mondo vero" diventa per Nietzsche la morte di Dio e il punto di partenza a partire dal quale delineare una nuova umanità (quella del superuomo o oltreuomo).
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