Ominide 220 punti

La libertà

La ricerca della libertà è una costante nell'esistenza umana, un problema di fronte al quale ogni individuo si trova, presto o tardi, e con il quale deve confrontarsi. L'uomo ricerca incessantemente la libertà, in quanto dall'autonomia nelle scelte e nell'agire deriva una sensazione di sicurezza e di tranquillità, mentre al contrario la necessità e l'obbligo incatenano l'uomo, lo limitano nella sua spontaneità e incanalano il suo cammino su un percorso già definito.

E' da queste premesse che nella storia si sono sviluppate le più convinte lotte per l'indipendenza, in nome del valore della libertà. Come però analizza il filosofo russo Dostoevskij ne “La leggenda del Grande Inquisitore”, scritta nel 1880, la libertà è il più grande dono, ma anche il più grande fardello, poiché la tragicità è implicita in essa. Nella concezione metafisica di Dostoevskij, il bene e il male sono sullo stesso piano e la libertà comprende anche la libertà del male, dell'errore; la tragicità consiste, dunque, nella continua possibilità di sbagliare e nell'insicurezza che deriva da ciò. Così, per ottenere la garanzia di una vita serena e tranquilla, l'uomo va alla ricerca di qualcuno che si faccia carico di questo peso e lo gestisca al posto suo. Poiché, però, è di certezze che l'uomo ha bisogno, nonostante la precarietà sia ormai entrata nella sua esistenza, si genufletterà, si affiderà solamente a ciò che è indiscutibile per tutti quanti. Nel racconto dei fratelli Karamazov, è il Grande Inquisitore colui che comprende la debolezza umana e si arroga il diritto di gestirla. E' una visione realistica che si contrappone a quella utopistica del Cristo che, fiducioso, ha donato all'uomo il libero arbitrio e s'indigna di fronte ai limiti posti ad esso; ma, nonostante la bellezza del pensiero di una libertà di questo tipo, è forse un dono troppo grande per l'uomo, al di fuori della sua portata.

E' una visione fortemente innovativa della libertà che si oppone nettamente a quella cristiana di Sant'Agostino, maggior esponente della patristica, secondo cui l'unica sostanza esistente è il bene, che coincide con Dio, e il male è una defezione, un allontanamento dal bene. Dunque, la libertà non è autodeterminazione, ma è l'adesione all'ordine stabilito da Dio; l'uomo ha la capacità di decidere, ma paradossalmente la volontà buona raggiunge la sua completezza solo seguendo l'ordine di Dio, che è il termine senza il quale la libertà non può esistere. E' un'idea fortemente cristiana, che non può prescindere dall'esistenza di Dio, ma è quasi una contraddizione affermare che si è liberi solo se si segue un ordine. Come sostiene Nikolaj Berdiaev nella Concezione di Dostoevskij: “L'uomo privato della libertà del male, non sarebbe che un automa del bene”; dunque, non vale la pena avere la libertà, se essa non implica la libertà di sbagliare. Tuttavia, la libertà di sbagliare implica anche la responsabilità della proprie azioni, dei propri errori, e come sosteneva Sartre: “La libertà è responsabilità: ed è proprio questo che alcuni temono”. Si è liberi, ma allo stesso tempo anche responsabili della propria libertà e questo è un peso notevolmente grande che la coscienza deve reggere. Nel romanzo “La donna del mare” di Henrik Ibsen, vi è un dialogo tra Wangel e Ellida in cui viene sottolineato che la libertà di scelta implica una “piena responsabilità”, ma anche un'azione spontanea, serena, in seguito alla quale avviene un mutamento. Un agire spontaneo, proprio come quello degli artisti e dei bambini. Come affermava Nietzsche nella Gaia Scienza, “si potrebbe pensare un piacere e un'energia nell'autodeterminazione, una libertà del volere, in cui uno spirito prende congedo da ogni certezza. […] Un tale spirito sarebbe lo spirito libero per eccellenza”. La libertà non è solo un diritto, un dovere, ma è anche un piacere; la libertà è dolce.

All'uomo piace poter pensare di essere totalmente indipendente nelle proprie scelte, di essere libero da ogni vincolo, ma è necessario che nella realtà concreta la sua libertà finisca dove inizia quella di un altro. E inoltre, non sarà mai del tutto padrone di se stesso; sarà sempre in balia del caso e di fronte ad esso, disarmato.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email