Ominide 382 punti

Hannah Arendt e l'imperialismo

Ne "Le origini del totalitarismo" Hannah Arendt dopo aver parlato dell'antisemitismo analizza le caratteristiche dell'imperialismo.
Quest'ultimo nella società moderna rappresenta l'unico rimedio ai capitali e agli uomini superflui: le aziende nazionali devono impiegare i capitali accumulati e migliaia di persone rese superflue dai continui miglioramenti dei mezzi di produzione necessitano impiego. Le industrie si espansero sulle colonie appoggiate dai politici e dalla plebe la quale venne convinta che l'espansionismo economico mirassa all'interesse di tutta la nazione.
Gli industriali quindi presero il controllo della politica per favorire i loro affari.
Prima dell'imperialismo le teorie razziali avevano valenza di semplici opinioni e, come tali, confutabili, solo con l'imperialismo queste ultime diventano vere ideologie.
La superiorità della razza fu il pilastro dell'espansione imperialista. Con l'avvento dell'imperialismo i panmovimenti (partito pangermanista) iniziano a farsi violenti: reclamano il diritto di annettere le terre loro confinanti.

A differenza dell'imperialismo d'oltremare, il motore non era il capitale, ma il nazionalismo, l'idea della superiorità del popolo germanico che non doveva rimanere diviso.
I pangermanisti facevano leva sulle frustrazioni dei popoli perché lo stato nazionale non avava risposto alle loro esigenze, e per non poter partecipare all'imperialismo d'oltremare.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email