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Heidegger


E’ un filologo molto complesso, alcune delle sue opere non sono ancora state pubblicate. E’ un pensatore filosoficamente complicato che usa un linguaggio abbastanza particolare con espressioni difficili. A ciò si unisce la sua figura particolare, che nel 34 tiene un discorso sul Nazionalsocialismo, ma il suo antisemitismo resta un punto molto in sospeso.
Fu allievo di Husserl, lo segue nel suo pensiero sulla fenomenologia intesa come lasciar vedere ciò che si mostra, ma non condivide l’atteggiamento preso nei confronti dell’epoché.
Da un parte coglie il tema della coscienza: il mondo non ha senso se non lo si guarda tramite la coscienza che lo concepisce. C’è un movimento antipositivista in quanto predilige il soggetto all’oggetto.
Ora ci si chiede quale sia il soggetto che ondata sulle cose, da lui definito l’ESSERCI.
L’esserci si contrappone alle cose.
L’esistenza della realtà trova significato grazie al soggetto che indaga sulle cose.
Quando parla dell’esserci intende che a dare un senso alla realtà è l’essere umano, perché le cose sono inerti, il senso alla realtà viene dato dalla progettualità umana, il far si che l’essere umano si caratterizzi per liberare se stesso. L’essere umano non è una cosa tra le cose.
Esserci significa progettualità ovvero una libera scelta che l’uomo fa nel dare significato alle cose. (Kierkegard - presistenzialista).
Da una credibilità al fatto che la coscienza non sia solo conoscitiva dell’oggetto esterno, ora si ha una completa soggettività che prende il sopravvento.
Il tema di partenza non è l’esistenza ma la critica della metafisica. Si recupera l’interesse per uno studio dell’essere che non sia individuale ma che riguardi tutti.

Ontologia: chi cerca l’essere? l’essere umano che in realtà cerca se stesso, perché l’essere è la sua esistenza.
Non è una visione positivista perché l’attività dell’essere è nell’essenza del soggetto che è.
Il soggetto si riconosce con l’esserci non con le cose, perché l’esserci è caratterizzato dalla sua progettualità.
Attribuisce così all’essere umano una valenza spirituale, la progettualità, perché l’essere è definito da tale caratteristica che lo distingue dalle cose. ( Riprende l’idealismo di Hegel: presenza dello spirito rispetto alle cose).
Se non romanticismo si aveva una dimensione collettiva osa si ha una spinta ad un carattere individuale.

La ricerca di un mezzo non materiale si concretizza nella dimensione spirituale dell’uomo.

Tramite la progettualità sulle cose si esercita la strumentalizzazione, da lui chiamata la cura. L’uomo ha cura delle cose a scopo della propria progettazione. Le cose sono date come tali per essere usate e sfruttate dall’uomo.
Possiamo porci con lo stesso atteggiamento verso i nostri stessi simili, per questo NON si parla di moralismo. Ciò avviene quando negli altri non viene riconosciuto l’elemento di progettazione.

Si: è un si generico che non consente una vita autentica. fa riferimento a tutto ciò che nella società corrisponde ad una inerzia. E’ un si passivo che corrisponde a un fare non autentico.


Rapporto con il nazismo : posizione estremamente problematica. La sua vita si intreccia con l’opera.
Lui diventa rettore e si esprime dalla parte del nazismo, ma è una questione prettamente burocratica, la vera questione è quanto la sua filosofia contenga elementi nazisti.
Heidegger non ritratterà mai la sua posizione, ma l’antisemitismo in lui presente è lo stesso con cui si guarda alle svolte e alle vicende storiche.
C’è chi ha visto il rapporto tra il filosofo e il nazismo solo in ambito burocratico, ma leggendo i suoi scritti anche dal piano filosofico non si allontana da questa sua responsabilità.
Sul piano metafisico ha creduto che in Nazionalsocialismo avrebbe potuto essere una svolta e un rinnovamento per l’umanità . ma ne rimarrà deluso quando questo si trasformerà in un regime.
Oggi è considerato un uomo di cultura elevata , con elementi vicini al nazismo.

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