Concetti Chiave
- Apuleio rappresenta la figura di transito verso l'angelo biblico, evidenziando la necessità di un demone come intermediario tra gli dei e gli uomini.
- Il demone socratico si trasforma in un concetto di angelo custode, che partecipa attivamente alla vita terrena e ultraterrena dell'anima.
- La questione dell'angelologia si concentra sul rapporto tra uomo e angelo, per conferire credibilità alla mediazione teologica contemporanea.
- Il pensiero filosofico attuale cerca di integrare angelologia e antropologia, sottolineando il legame profondo tra gli angeli e l'identità umana.
- Gli angeli, lontano dal essere solo figure poetiche, rappresentano un gradino ontologico più elevato, verso cui gli esseri umani possono aspirare tramite l'amore.
Transizione verso l'angelo biblico
La figura di transito verso l’Angelo biblico è Apuleio, uomo della tarda antichità che si sente sempre più distante dalla divinità, con allora la necessità di un demone che si fa colmatore di tale iato. Gli dei sono privi di contatto diretto nell’enorme distanza dal terreno, che necessità allora di una creatura intermedia, che interrompe l’impassibilità degli dei senza assumere del tutto la passività degli uomini. Il verso salto è però nella convinzione che il demone sta accanto ad ognuno di noi come un angelo custode in questa e anche nella prossima vita. Il demone socratico si tramuta in una dottrina pagana di un vero e proprio angelo custode, guardiano perenne che prende parte a tutto ciò che riguarda la vita terrena e ultraterrena dell’anima umana e dei suoi più profondi recessi.
Il nodo dell'angelologia
La questione relativa al demone in Socrate ha permesso di mettere ben a fuoco il vero nodo di ogni angelologia: il rapporto uomo-Angelo. Unico nodo che può offrire credibilità all’angelologia biblica e alla corrispondente mediazione teologica. Non basta più affermare l’esistenza dell’angelo sulla base della presenza di una tale figura nell’Antico come nel Nuovo Testamento. Si trattava di una scorciatoia del tutto illusoria della teologia tradizionale, che costruiva un’angelologia limitandosi a raccogliere e ordinare i dispersi dati scritturali. Per Karl Rahner, è un modo di procede del tutto elusivo che rischia di rendere l’uomo contemporaneo completamente indifferente al messaggio angelologico. Spinto da tale estraneità, sarà spesso portato a concludere che in realtà gli angeli non sono vera e propria rivelazione, ma meri generi letterari propri degli scrittori dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Relazione tra angeli e uomini
Il pensiero filosofico contemporaneo impone una saldatura, dove possibile, tra angelologia e antropologia. Infatti, se si accetta la premessa che ogni enunciato della rivelazione è allo stesso tempo un enunciato riguardante l’uomo e null’altro, allora emergono gli unici termini adeguati di ogni possibile angelologia, il suo inevitabile e imprescindibile riferimento antropologico. Bisogna disegnare i rapporto angelo-uomo, individuare il patto segreto, la misteriosa relazione, cogliere l’angelo come la chiave di volta di un’antropologia compiuta e integrale. Guardini sviluppa tutto questo cercando di indagare il rapporto assolutamente vitale che unisce gli uomini agli angeli, relazione in virtù della quale si squarcia uno spazio di luce per cogliere l’identità profonda dell’uomo stesso. Gli angeli sarebbero allora qualcosa di più dei coloriti personaggi di un repertorio poetico-popolare, ma, pur vivendo nella sfera della pienezza divina, intercettano ed abitano anche la nostra sfera umana, rappresentando un grado ontologico più elevato e intenso cui noi, in forza dell’amore, possiamo tendere. Un tale sforzo è sensato se rappresenta la tendenza a rassomigliare all’angelo che già vive in pienezza la presenza di Dio e non più solo l’illusorio inseguire il miraggio dell’Übermensch.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del demone nella transizione verso l'angelo biblico secondo Apuleio?
- Qual è il nodo centrale dell'angelologia secondo il testo?
- Come si collega l'angelologia all'antropologia nel pensiero contemporaneo?
- Qual è la visione di Guardini riguardo al rapporto tra angeli e uomini?
Apuleio descrive il demone come una creatura intermedia che colma il divario tra gli dei e gli uomini, fungendo da angelo custode che accompagna l'individuo nella vita terrena e ultraterrena.
Il nodo centrale dell'angelologia è il rapporto uomo-Angelo, che offre credibilità all'angelologia biblica e alla mediazione teologica, superando l'approccio tradizionale che si limita a raccogliere dati scritturali.
Il pensiero contemporaneo suggerisce che ogni enunciato di rivelazione riguardi anche l'uomo, rendendo necessario un riferimento antropologico per comprendere appieno la relazione tra angeli e uomini.
Guardini esplora il legame vitale tra angeli e uomini, suggerendo che gli angeli non sono solo figure poetiche, ma rappresentano un grado ontologico superiore che gli esseri umani possono aspirare a raggiungere attraverso l'amore.