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Henri Bergson: la durata ed il tempo


Bergson introduce il concetto di durata: esprime la percezione coscienziale del tempo, quella interiore che abbiamo di ciò che viviamo.
Non è l’esperienza vissuta in un preciso momento ma è il risultato di ciò che nella nostra coscienza è vissuto e che porta a dare una definizione precisa di tempo.
Secondo lui, ogni esperienza che vivremo, vissuta in base a ciò che abbiamo accumulato durante la vita, sarà sempre unica ed irripetibile.
Caratteristiche della durata (percezione del tempo):
- qualitativa (non quantitativa)
- continua: vissuta in base a ciò che abbiamo già vissuto prima
- eterogenea: non viene mai vissuta nello stesso modo, è irreversibile.
Bergson mette al centro la dimensione interiore dell’uomo che sarà sviluppata da Freud il quale valorizzerà lo studio della coscienza e mostrerà rivelazioni inquietanti sulla nostra interiorità.
Bergson afferma che nella vita di ogni essere vivente è presente una forte componente di creatività, invenzione che non consente di prevedere in modo meccanico l’evoluzione.
Questo modo di intendere la differenziazione della vita costituisce la linea di frattura con Charles Darwin ma senza essere nemmeno, al tempo stesso, perfettamente allineato e d’accordo con le idee ed il pensiero filosofico del suo tempo.
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