Concetti Chiave
- Hegel sostiene che il finito non esiste autonomamente, ma è parte dell'infinito, con la verità che risiede nella totalità.
- La concezione hegeliana del reale e razionale sottolinea che ogni esistenza deve avere una spiegazione razionale, negando l'accidentalità.
- La filosofia ha il compito di giustificare la realtà in modo razionale e dialettico, operando solo dopo che i fatti si sono verificati.
- L'assoluto in Hegel è inteso come Soggetto Spirituale in divenire, che si realizza attraverso l'uomo in continua evoluzione.
- Il confronto tra le idee di Hegel e quelle di pensatori precedenti, come Spinoza e Fichte, evidenzia l'evoluzione del pensiero filosofico riguardo all'assoluto e alla razionalità.
1.
Indice
La risoluzione del finito nell'infinito
“La risoluzione del finito nell'infinito”: Per Hegel, in realtà, il finito in sé non esiste, ma esiste solamente come parte dell'infinito (concezione organicistica).
Il singolo elemento in sé non ha ragion di essere, ma, esiste soltanto in funzione del tutto.
Questo ragionamento è rinchiuso in una frase importante: il vero è l'intiero, ovvero la verità risiede nella totalità no nella parte.
La concezione dell'assoluto in Hegel: L’assoluto viene chiamato Soggetto Spirituale in divenire, (supera la concezione spinoziana in natura: deus sive natura) parla di soggetto perché in effetti parliamo di questo assoluto che si compie e si realizza nell'uomo che è in continuo divenire. Quest’ assoluto, per Fichte, era l'infinito che coincideva con la libertà e per Schelling l’assoluto era indifferenza di spirito e natura.
Il secondo caposaldo lo troviamo nella prefazione all'opera “Lineamenti di filosofia del diritto”:
2.
Concezione del reale e razionale
“Tutto ciò che è reale è razionale, tutto ciò che è razionale, è reale”: Questa concezione del rapporto tra reale e razionale è presente anche in Spinoza quando ci parla di Dio geometra dell'universo (tutto è matematica, tutto è numero) quindi questa concezione era già presente in passato e Hegel la fra propria e dice che “tutto ciò che esiste, esiste necessariamente in maniera razionale e quindi tutto cio che è razionale non può non esistere ed è reale”, in altre parole, tutto ciò che esiste deve per forza avvenire perché c'è una spiegazione razionale alla base della realtà.
Quindi non esiste l'accidentale o la possibilità e se ci sono questi elementi, lui li definisce pattumiera del sistema. (ripresa della filosofia antica e moderna)
3.
Funzione giustificatrice della filosofia
“La funzione giustificatrice della filosofia”: significa che la filosofia ha un compito importantissimo ovvero giustificare razionalmente e dialetticamente la realtà ma questa giustificazione non può avvenire prima che i fatti si realizzino, ma dopo. La filosofia ragiona sui fatti e li giustifica razionalmente; infatti viene paragonata alla civetta o nottola di Minerva. La nottola di Minerva è un uccello notturno non diurno che comincia a volare a calar della sera, così fa la filosofia, non interviene prima ma dopo e coglie razionalmente e dialetticamente la realtà, che è già accaduta.
Il compito della filosofia è quello di interpretare/giustificare dialetticamente e razionalmente la realtà. (quello che già è avvenuto)
Quindi anche interpretare i fatti che sono già accaduti.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di Hegel riguardo al rapporto tra il finito e l'infinito?
- Come si collega la concezione hegeliana del reale e del razionale a quella di Spinoza?
- Qual è il compito della filosofia secondo Hegel?
Hegel sostiene che il finito non esiste in sé, ma solo come parte dell'infinito, affermando che "il vero è l'intiero" e che la verità risiede nella totalità, non nella parte.
Hegel riprende l'idea spinoziana che "tutto ciò che è reale è razionale" e viceversa, affermando che tutto ciò che esiste deve avere una spiegazione razionale, negando l'esistenza di elementi accidentali o possibilità.
La filosofia ha la funzione di giustificare razionalmente e dialetticamente la realtà, operando dopo che i fatti si sono già realizzati, come la civetta di Minerva che vola solo al calar della sera.