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Hegel

L’idealismo e lo Spirito, principio unico di tutto. Idealismo e kantismo.
Alla base del pensiero hegeliano (e non sono) vi è filosofia idealista. Gli idealisti affermano l’esistenza di una sola realtà detta Spirito o Idea, Infinito o Assoluto. Tutta la realtà è Spirito, anche ciò che sembra essere materiale, perché è creato dallo Spirito e quindi parte di esso. È una forma di panteismo spiritualistico: non esiste nulla al di fuori dello Spirito, che è Tutto. L’idealismo è preferibile alle altre filosofie in quanto riesce a spiegare perché dal pensiero nasce l’essere: lo Spirito è pura Azione, è un’energia estrema che vuole agire e non può esistere in una forma compressa e statica. Per agire, ha bisogno di ostacoli che le si parino davanti, un’occasione per l’azione, qualcosa che la metta in moto e la renda manifesta: a questo serve l’Essere, la Realtà. L’azione è manifestazione. Lo Spirito esiste in quanto volontà d’Azione. L’idealismo rappresenta un abbandono del kantismo e della filosofia del limite: l’idealismo vi è insofferente (Lo Spirito è Infinito e Assoluto). Inoltre è totalmente differente rispetto alla filosofia kantiana in quanto questa si basava sull’esistenza di due realtà distinte (fenomeno e noumeno), invece che di una unica.

Enciclopedismo e ragione e realtà. Giustificazionismo storico

Enciclopedismo e razionalità caratterizzano al meglio la filosofia si Hegel. Hegel è enclicopedico in quanto organizza un sistema unitario del sapere: la sua triade fondamentale di tesi, antitesi e sintesi è applicata a ogni branca del sapere.
La razionalità lo contraddistingue perché l’intera realtà, secondo Hegel, è Razionalità. Se lo Spirito rappresenta l’intera realtà e coincide con l’essere, dev’essere obbligatoriamente razionale. Per Hegel “tutto ciò che è reale è razionale”, quindi dev’essere giustificato. La realtà è come dovrebbe essere, perché è razionale. Tutto ciò che pensiamo come razionale è parte del Pensiero, che è parte della Realtà, dunque “tutto ciò che è razionale è reale”. Ciò che ha una profonda razionalità nello Spirito esiste nella Realtà.
Dal concetto di razionalità hegeliano segue l’idea del giustificazionismo storico: tutto ciò che è avvenuto nella Storia, per quanto possa sembrarci violento e irrazionale, è giustificabile. In quanto espressione dell’avanzare dello Spirito verso la consapevolezza di sé (ne parleremo meglio dopo).


Finito e infinito

Un altro concetto basilare della filosofia hegeliana è quello dell’infinito e del finito. Il finito sono i vari enti che costituiscono il mondo; l’infinito è la realtà unica o Spirito. Il finito non può esistere, in quanto altro non è che un’espressione parziale dell’infinito, esiste in funzione dell’infinito e nell’infinito. La filosofia di Hegel è un monismo panteistico: il mondo (finito) è manifestazione di Dio (infinito). L’infinito è lo Spirito in divenire, che diviene, attraverso la realtà. Alla fine si rivelerà a sé stesso per quello che è, sarà consapevole di sé stesso.

La funzione della filosofia

Una volta appurato che la Realtà è Ragione, e che tutto ciò che avviene è razionale, si tratta di stabilire qual sia il compito della filosofia. Hegel lo riscontra nel semplice prendere atto della realtà quale essa sia. La filosofia non deve prefiggersi di trasformare la realtà. La filosofia, essendo la più alta e compiuta manifestazione dell'Assoluto, non può essere presente in ogni stadio del pensiero umano, ma solo alla fine del percorso, quando la realtà è già compiuta e non vi è più nulla da trasformare. Ecco dunque che la filosofia altro non deve se non giustificare.
L’articolazione triadica e circolare dell’Assoluto. La dialettica.

La legge del movimento del pensiero per Hegel si articola in tre fasi: tesi, antitesi e sintesi. la tesi è l’affermazione di una proposizione, l’antitesi è l’indicazione di ciò che questa proposizione non è, la sintesi è il ritorno alla tesi, che ha inglobato in sé l’antitesi ed è divenuta una nuova tesi, si è approfondita, ha una maggiore consapevolezza si ciò che è. La sintesi non è un vero e proprio, quindi, ritorno alla tesi di partenza: in Hegel non esiste (al contrario di Fichte) una sintesi finale, la struttura del mondo e quindi del divenire dello Spirito è a spirale. Il passaggio dei tre stadi è detto dialettica. La struttura del mondo per Hegel è dialettica perché il mondo è allo stesso tempo uno e tripartito (triade) come un arcipelago, dove isole separate sono collegate da catene montuose sottomarine. La vera realtà sta nel divenire dell’Essere, nel mutare e, quindi, nella dialettica del pensiero.


Le sezioni del sapere filosofico

Ai tre “momenti” dell’assoluto Hegel farà corrispondere le tre “sezioni” in cui divide il sapere filosofico nella sua opera La Fenomenologia dello Spirito:
- la Logica, ossia la scienza dell’Idea pura, che corrisponde alla tesi ed è suddivisa in dottrina dell'essere, dottrina dell'essenza e dottrina del concetto;
- la filosofia della Natura, che corrisponde all’antitesi, dove l’idea che per rendersi autocosciente si crea ostacoli nella realtà, ripartita in meccanica, fisica e organica e
- la filosofia dello Spirito, che corrisponde alla sintesi, ossia l’Idea che torna in sé, che studia lo spirito soggettivo, oggettivo e assoluto.

La Fenomenologia dello Spirito

Hegel sviluppa il tema della risoluzione del finito nell'infinito nella Fenomenologia dello Spirito (laddove fenomenologia significa Scienza di ciò che appare). La fenomenologia è la storia romanzata dello Spirito che si ripercorre a partire dalla forme più semplici della coscienza individuale. Potremmo dire che la Fenomenologia sia il ricongiungersi dell'universale con sé stesso, attraversando il concreto: in pratica è come se nella dottrina hegeliana esistessero due piani separati che s'intersecano e sovrappongono quando l'Assoluto s'incarna nello Spirito soggettivo.
La prima via all'insù è quella della coscienza individuale che va verso il possesso dell'Assoluto.
La seconda via all'ingiù è quella dell'Assoluto che, attraverso gli stadi dialettici dello sviluppo logico di Idea, Natura e Spirito (vedi sopra), si manifesta come Spirito soggettivo nell'individuo e, da questo punto coincidendo con la prima via giunge, passando attraverso lo Spirito oggettivo, su se stesso, come Spirito assoluto.

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