Hegel

Idealismo assoluto:
La filosofia di Hegel si fonda sull’idealismo assoluto.
L’idealismo è quella corrente di pensiero che considera la realtà materiale come una cosa fittizia e che cerca una realtà più vera ovvero la ragione.
Esempi di idealismo sono la filosofia Platonica con l’iperuranio o il cristianesimo e la predicazione dell’esistenza di un paradiso.
Esso ha due punti cardine:
1) Il finito si risolve nell’infinito
2) Identità reale e razionale che coincidono

Finito e infinito:
Hegel afferma che la realtà non è un insieme di sostanze autonome, ma un organismo unitario di cui tutto ciò che esiste è parte o manifestazione. (Individuo solo = NO valore; nella totalità Sì)
Tale organismo, non avendo nulla al dì fuori di sé, coincide con l’Assoluto e con l’infinito, mentre i vari enti del mondo, essendo manifestazione di esso, coincidono col finito.

Per Hegel il Finito, in quanto è reale, è lo stesso infinito.
L’Assoluto è origine, fine e causa della realtà. Quest’ultima è dunque la manifestazione dello spirito che produce se stesso.
Da qui nasce la libertá (pensiero che diventa realtà; azione compiuta dalla ragione)
L’hegelismo vede nel mondo (il finito) la manifestazione o la realizzazione di Dio (l’infinito).
L’Assoluto, per Hegel si identifica con un soggetto spirituale in divenire, di cui tutto ciò che esiste è “momento” o “tappa” di realizzazione.
Dire che la realtà non è “sostanza” ma “soggetto”, significa dire che essa non è qualcosa d’immutabile e di già dato, ma un processo di auto-produzione che soltanto alla fine giunge a rivelarsi per quello che è veramente.

Ragione e realta’:
Il soggetto spirituale infinito che sta alla base della realtà viene denominato da Hegel con il termine Idea/Ragione/Dio/Puro Spirito.
“Ciò che è reale è razionale; ciò che è razionale è reale”.
Secondo Hegel, l’Assoluto si manifesta poiché ha una causa e un fine. Esso si realizza sempre poiché non è pura astrazione.
Il sistema dell’assoluto e della realtà è di tipo dialettico. (dialettica: posta una tesi si distingue da tutte le altre. Si pongono tesi e antitesi da cui nasce la sintesi.)


La dialettica:
In Hegel la dialettica è, al tempo stesso, la legge di sviluppo della realtà e la legge di comprensione della medesima.

La dialettica consiste:
1)nell’Affermazione o posizione di un concetto astratto e limitato (tesi);
2) nella negazione di questo concetto e nel passaggio a un concetto opposto (antitesi);
3)nell’unificazione della precedente affermazione e negazione in una sintesi comprensiva di entrambe.
L’Assoluto razionale nasce dalla realtà dialettica. Per comprenderla serve un pensiero dialettico.
Solo la dialettica può portare a una vera e propria conoscenza attraverso un percorso graduale dialettico.
Hegel vuole una distinzione tra intelletto e ragione.
L’intelletto è la scienza che isola ciò che è sotto la sua attenzione.
La ragione è la facoltà di sintesi e relazione tra diversi fenomeni. Essa è il culmine della conoscenza poiché può comprendere la realtà.

Critica delle precedenti filosofie:
Critica agli Illuministi:
Hegel accetta la rivalutazione della ragione fatta dagli Illuministi, ma ammette che essa è diventata astratta costituendo una distinzione tra realtà e ragione.
Critica ai romantici:
Hegel critica i romantici su un punto: egli contesta il carattere soggettivista incapace di conciliare il finito con l’infinito.
Critica alla rivoluzione francese:
Hegel ammira la rivoluzione francese poiché è una lotta tra concezione dogmatica e concezione di una nuova libertà. Per lui è l’avvenimento più importante dopo il cristianesimo ma fallisce perché la libertà che si cercava diventò illimitata e si trasforma in libertinismo.
Critica a Kant:
Quella di Kant è la filosofia del limite: la ragione stessa ha un limite che non si può abbattere. Hegel, invece, sostituisce un sistema totalizzante che consente di conoscere l’Assoluto con un procedimento dialettico dell’Assoluto stesso.

Fenomenologia dello spirito: La “Fenomenologia dello Spirito” è l’unica opera di Hegel. E’ un discorso razionale sui fenomeni per conoscenza certa: è dunque un racconto sui fenomeni dello spirito.
Col termine fenomeno si indica la manifestazione concreta dello spirito dell’Assoluto.
Ogni singolo fenomeno della storia si può spiegare solo con la ragione: ciò porta allo studio dell’Assoluto stesso.
Tutta la storia parte dall’Assoluto e si conclude nell’Assoluto. A Hegel interessa il cammino che la coscienza compie.
La metafisica Hegeliana parla di un Assoluto temporale: è il vero soggetto di questo percorso, ma ancora non sa di esserlo perché deve prendere coscienza di sé rivelandosi nel tempo e nella storia.
Dio è la storia stessa poiché vi è la sua totale manifestazione. Dunque la storia individuale e la storia dell’Assoluto si identificano.

La fenomenologia dello spirito si divide in due piani:
- Oggettivo: ogni tappa storica crea un percorso per la comprensione dell’Assoluto (dall’Assoluto all’Assoluto stesso).
- Soggettivo: il soggetto comprende gradualmente l’Assoluto.

La Fenomenologia dello spirito si divide in 3 parti:
- Coscienza (tesi): in cui predomina l’attenzione verso l’oggetto;
- Autocoscienza (antitesi): in cui predomina l’attenzione verso il soggetto;
- Ragione (sintesi): in cui si riconosce l’unità tra soggetto e oggetto.

La coscienza a sua volta si divide in altri 3 momenti:
- Sensazione: è la forma più immediata di conoscenza, si configura come rapporto tra un soggetto particolare e un oggetto particolare. Solo con la sensazione si ha una conoscenza instabile e può essere definita anche come un inganno.

- Percezione: il “res” (oggetto di coscienza) si divide in unità (es. tavolo) e molteplicità (es. legno, ferro). L’oggetto dunque può essere suddiviso dalla coscienza o un oggetto molteplice può essere unito dalla coscienza.
- Intelletto: è la fase di liberazione del realismo. La realtà esiste indipendentemente dal soggetto e perché il soggetto esiste in essa. Il mondo è dunque lo specchio in cui si rifletta la coscienza.
In tal modo la coscienza è diventata autocoscienza, ovvero coscienza di sé.

Con l’autocoscienza, l’attenzione si sposta dall’oggetto al soggetto nei suoi rapporti con gli altri, ossia tra autocoscienze.
Si ha una divisione in 3 parti:
- Signoria e servitù: si ha un conflitto tra autocoscienze, in cui ciascuna pretende di essere riconosciuta dall’altra come superiore. Lo scontro si conclude con la sottomissione del vinto. Quindi il primo diventa padrone, il secondo servo, si ha così un rapporto di schiavitù caratteristico del mondo antico. Il signore è libero dal lavoro ma il servo è legato ad esso. Da qui si ha un’inversione: il signore finisce per diventare dipendente dal lavoro dello schiavo e perciò si ha un’inversione di ruoli.
- Stoicismo e scetticismo: lo stoicismo celebra la libertà del soggetto nei confronti di ciò che lo circonda, ma si tratta di una libertà astratta.
Con lo scetticismo si ha la negazione del mondo. Secondo Hegel lo scettico si contraddice poiché dichiara che tutto è falso pretendendo di dire qualcosa di vero.

- Coscienza infelice: è quell’autocoscienza che tenta di unirsi a Dio e si scopre assoluta. Dio è Assoluto e si trova in me quindi io sono Assoluto. Dio dunque va cercato dentro.
La coscienza assoluta diventa ragione.


La ragione è osservativa, attiva, individualità in se e per se.
- Ragione osservativa: la coscienza crede di cercare l’essere delle cose, ma in realtà non cerca che se stessa.
- Ragione attiva: ci si rende conto che l’unità di io e mondo non è qualcosa di dato e contemplabile, ma qualcosa che deve venire realizzato.
- Individualità in sé e per sé: Hegel mostra come l’individualità, pur potendo raggiungere la propria realizzazione, rimane astratta e inadeguata.

Filosofia: sistema tripartito:
La filosofia per Hegel è un sistema concettuale compiuto. Esso è tripartito:
- Logica (tesi)
- Filosofia della natura (antitesi)
- Filosofia dello spirito (sintesi)

Logica
Per Hegel la logica (lo studio del pensiero) e la metafisica (studio dell’essere) sono la stessa cosa.
La logica è puro pensiero e verità senza veli. Esse si identificano e costituiscono la realtà. Le sezioni della logica sono l’essere, l’essenza e il concetto.
L’essere è il pensiero nella sua immediatezza.
L’essenza è il pensiero nella sua mediazione.
Il concetto è il pensiero ritornato a sé come totalità.

La logica dell’essere si divide in qualità, quantità e misura.
La qualità, a sua volta, si divide in essere, nulla, divenire.
Hegel inizia dell’essere per analizzare il pensiero di Dio: l’essere è il concetto più astratto, più vuoto, è totalmente indeterminato e coincide col nulla. Tale concetto essere = nulla è il divenire, elemento caratteristico delle cose finite.
La quantità è la distinzione degli oggetti per numerazione.
Da qui si passa alla misura per spiegare gli oggetti in sé ma è impossibile perché non esiste una misurazione assoluta.

La logica dell’essenza si divide in essenza come ragione dell’esistenza, il fenomeno e la realtà in atto. Il fine è quello di spiegare il fondamento della realtà. (Essenza: ciò che rende una cosa tale).
La realtà in atto è quindi unità di essenza ed esistenza.
L’obiettivo di questa logica è quello di superare l’opposizione tra essenza e esistenza.

La logica del concetto dice che l’essere determinato e arricchito dalla riflessione su di sè, diventa concetto. Non si tratta di un concetto dell’intelletto ma concetto della realtà.
Obiettivo: il particolare è contenuto nell’universale.

Filosofia della natura
La filosofia della natura costituisce l’antitesi della filosofia di Hegel.
Secondo questa filosofia, Dio si aliena da se stesso e diventa qualcos’altro ovvero natura. In questo modo esso occupa spazio e le sue trasformazioni sono scandite dal tempo. Da qui nasce quindi una natura spazio-temporale.

La natura è la negazione di Dio anche se proviene da egli. E’ la massima distanza da Dio in quanto è materia.

La natura è un’idea (Dio) che si trasforma in altro. E’ incapace di sviluppo perché il superiore non può provenire dall’inferiore. Infatti è il superiore che genera l’inferiore ed è il tempo che crea la ripetizione del fenomeno.
La concezione della natura è dialettica cioè segue una struttura gerarchica razionale in attesa di tornare a Dio. E’ qui che si arriva alla fine della natura.

La natura è tripartita in gradi: meccanico, fisico, organico. Nel grado organico, al suo vertice, troviamo l’uomo, l’unico elemento che in sé è natura e spirito insieme.

Dunque se Dio è natura, essa è la prigione dello spirito.
Per tornare a Dio, la natura ha bisogno dell’uomo che è l’unico a poter ricongiungere la materia a Dio poiché dentro di sé ha materia e spirito.

Il destino della natura è la morte, ovvero la vittoria dello spirito – la logica vince sulla natura la quale torna allo spirito.

Filosofia dello spirito: La filosofia dello spirito è la sintesi della filosofia hegeliana.
Lo spirito è la realtà umana e storica (concreta e non).
Lo spirito si afferma nell’uomo come consapevolezza di se e delle sue potenzialità che dovranno essere concretizzate.

Lo spirito è tripartito in livelli:
- Soggettivo (spirito individuale) _ Tesi
- Oggettivo (spirito collettivo) _ Antitesi
- Assoluto (esperienze) _ Sintesi

Spirito soggettivo è la coscienza individuale e si divide in
- Anima, studiata dall’antropologia, è l’influenza dell’ambiente sull’uomo.
- Coscienza, studiata dalla fenomenologia, è il processo in cui l’uomo prende coscienza di se.
- Spirito, studiata dalla psicologia, è il tentativo di realizzazione del pensiero in qualcosa di concreto (Libertà).

Spirito oggettivo è diviso in:
- Diritto, che riconosce la proprietà privata che esiste per natura e senza di essa non ci sarebbe libertà.
- Moralità, è lo spirito che agisce nell’interiorità. E’ una sorta di legge che si trova all’interno degli individui che fa in modo di superare l’egoismo e portare alla volontà del fare bene. Ciò avviene nell’eticità.

L’eticità è divisa in famiglia, società civile e stato.
- Famiglia: essa nasce da un impulso sessuale (natura) e il carattere etico della relazione è stabile grazie allo spirito. Ciò che unisce stabilmente due individui è l’amore. La famiglia simboleggia l’unità.
Il fine della famiglia è la procreazione ed educazione dei figli ma è un carattere transitorio poiché alla morte di uno dei due genitori la famiglia non esisterebbe più. Inoltre ha una mancanza di autosufficienza e per questo motivo si deve aprire alla società civile.
- Società civile: il suo ambito è quello economico ed è un luogo di attività per soddisfare i bisogni tramite proprietà e lavoro. L’economia si fonda sulla divisione del lavoro che porta alla suddivisione della società in classi. Ciò esiste quindi per natura.
La società civile non è solo mercato. In essa troviamo la giustizia che serve alla risoluzione dei contrasti all’interno della società, la polizia che serve per la protezione degli individui e le corporazioni che servono per uscire dall’isolamento e immettere l’individuo nel mondo lavorativo.
- Stato: questo è l’unità creata dalla famiglia e dalla società civile. Qui è dove si risolvono i conflitti della società civile. Dunque lo scopo della società è l’unità di libertà che si trova solo all’interno di una comunità; se fossimo soli non sapremmo cos’è la libertà. Esso è come la legge e che deve realizzarsi quindi nella collettività.
Il governo ideale è la monarchia costituzionale.
Lo stato ideale di Hegel è etico poiché essendo sopra i cittadini, ha finalità proprie ed è quindi un regime totalitario.
“Solo nello Stato l’uomo ha esistenza razionale” ; “L’ingresso di Dio nel mondo è lo Stato”.

Spirito assoluto si identifica con lo spirito totalmente libero solo nelle forme supreme di cultura arte, religione, filosofia.
- Arte: lo spirito è contemplato. L’Assoluto è nei quadri in forma sensibile. L’arte è capace di superare il contrasto tra spirito e natura. Quest’ultima è sottratta dalle unità di spazio e tempo grazie alla contemplazione dello spettatore.
Hegel sintetizza la storia dell’arte (cioè la storia dello spirito) in:
- Arte simbolica: fatta dai popoli orientali, la loro forma preferita è l’architettura poiché la forma prevale sulla conoscenza dello spirito.
- Arte classica: fatta dai popoli greci e latini, la loro forma preferita è la scultura. Hanno un equilibrio tra conoscenza dello spirito e tentativo di esprimerlo.
- Arte romantica: la conoscenza dello spirito è profonda ma la sua espressione è sempre inadeguata. Qui avviene la morte dell’arte, poiché è incapace di esprimere lo spirito. La forma preferita è poesia e musica.
Come possiamo notare, si ha un escalation: l’arte riduce la materialità per innalzare lo spirito. La musica è la forma preferita da Hegel.
- Religione: lo spirito è rappresentato. La religione è il tentativo di unità tra finito ed infinito. Per arrivare all’unità, il finito deve superare se stesso per diventare infinito.
Dio non è il prodotto dello spirito, l’uomo però tenta di mettersi in contatto con lui tramite i riti (es. messa). Si tenta dunque l’unità tra finito e infinito.
Hegel sintetizza la storia della religione in:
- Religione orientale: Dio è identificato nella natura.
- Individualità spirituale: Dio immaginato come una persona spirituale (es. Zeus, Giove, Athena).
- Religione assoluta: è il cristianesimo. Si ha un nuovo rapporto tra finito e infinito tramite l’incarnazione che è il momento di massima vicinanza.
La religione ha un limite: tra umano e divino c’è un vuoto che non si può colmare.
- Filosofia: l’Assoluto comprende se stesso solo tramite la filosofia. Solo alla fine del processo c’è l’unità tra finito ed infinito.
Hegel prende Minerva, dea del pensiero, accompagnata dalla nottola come esempio di massima espressione del pensiero. Vuole dire che i fatti si comprendono solo alla fine del giorno.
La storia della filosofia è la storia della comprensione dell’Assoluto che sarebbe la filosofia di Hegel. Con se stesso dichiara la morte della filosofia poichè non c’è più niente da comprendere.

La filosofia come sistema (cioè tentare di spiegare la realtà) si conclude con Hegel.

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