Freud

Con Freud si ha la rivoluzione dell’intero mondo della medicina e della psicologia anche se le malattie psichiche non erano considerate vere e proprie malattie.
Con la psicanalisi (primi anni del novecento) tutto cambia: è solo un metodo terapeutico che diventa ermeneutico.
I predecessori di Freud furono Mesmer (fine 800) che parla di magnetismo e Charcot e Breme, i maestri di Freud i quali iniziarono la pratica dell’IPNOTISMO, metodo per curare l’isteria che provoca l’abreazione (rivivere il momento) e quindi la catarsi.
Freud è il padre della psicanalisi, la terza mortificazione dell’uomo:
1. Rivoluzione copernicana
2. Evoluzionismo di Darwin
3. Rivoluzione psicanalitica, in cui l’uomo vede i risultati senza sapere cosa succede al proprio interno.
Ricoeu parla di filosofia del sospetto, ovvero ciò che smaschera gli inganni del pensiero cosciente.

1. Marx  alla coscienza sfuggono i rapporti umani
2. Nietzsche  l’inconscio ci spinge ad agire in un determinato modo
3. Freud  vedi Nietzsche
L’obiettivo della psicanalisi è portare alla coscienza l’inconscio.
Secondo Freud il merito di Charcot è quello dell’aver riconosciuto come forma specifica di malattia l’isteria (non solo nelle donne). Per curarla si inizia ad usare l’IPNOSI che è metodo di indagine (per scoprire la patologia) e metodo terapeutico.
Freud sperimenta l’ipnosi e riconosce i limiti:
• I soggetti non sono ipnotizzabili
• Gli esiti positivi sono momentanei
Conclusione: l’ipnosi agisce sui sintomi ma non sulle cause.
Si ha una svolta con il caso di Anna O., ragazza intelligente ma con forti disturbi psichici. Essa è la prima paziente di Breuer con cui egli sperimenta il metodo CATARTICO: attraverso l’ipnosi fa rivivere la situazione che causò i disturbi al paziente, anche emotivamente, e attraverso l’ABREAZIONE rimuove le emozioni correlate all’evento traumatico con cui si ha la conseguente scomparsa del sintomo.
Conclusione: si parla degli stati emotivi per far scomparire i sintomi.
Da questo caso in poi, Freud delinea gli elementi fondamentali della psicoanalisi:
• L’isteria è un disturbo psicogenetico (cioè che nasce nella psiche) provocato dalla rimozione
• Rimozione (atto inconscio con cui il soggetto mette da parte ciò che lo ha portato ad avere il disturbo
• Lo psichismo inconscio preme e condiziona la coscienza (non ricordare il fatto ma averne i sintomi).
• Rapporto psicofisico (il corpo di psichizza e la psiche si fisicizza)
• Importanza della sessualità (tra le cause dell’isteria c’è la sessualità)
Freud passa ad un nuovo metodo, quello delle libere associazioni. Il paziente inizia a parlare abbassando le difensive; in questo modo il rimosso torna a galla.
Dall’ipnosi si passa alla tecnica “del divano” a cui le parole sfuggono all’autocensura e rimandano al nascosto.
Nella terapia interviene il Transfert ovvero il trasferire le emozioni all’analista. Ciò può essere:
• Positivo (il transfert consente un rapporto vero tra medico e paziente per mettersi in contatto)
• Negativo (creando questo rapporto, il paziente tende a dire solo ciò che secondo lui il medico vuole sentirsi dire.

“Topica prima” è un’opera di Freud in cui dice che l’apparato psichico si divide in coscio ed inconscio (diviso a sua volta in preconscio e rimosso).
L’INCONSCIO è la parte sconosciuta, la realtà primaria profonda ; il CONSCIO è la manifestazione esterna dell’inconscio.
L’inconscio si divide in due:
- preconscio in cui l’evento non si ricorda momentaneamente ma con uno sforzo si può far tornare a galla
- rimosso in cui il fatto non si ricorda a causa di un trauma. Da qui solo la psicoanalisi può riportare il fatto a galla.
Tutte le psiche funzionano allo stesso modo ma cambiano nella modalità: cambiano in base alla quantità dei processi rimossi con conseguenti sintomatologie.

1899 – Freud pubblica “l’interpretazione dei sogni”
Con questa opera nasce la psicoanalisi e si ha una svolta culturale. Secondo Freud, il sogno è la “via regia” per esplorare l’inconscio.

Per Freud il meccanismo che porta un individuo a sognare è lo stesso che porta alla psiconevrosi.
Il sogno è, per Freud, il prodotto dell’attività psichica del dormiente. Ciò dimostra che la psiche è sempre attiva.
Freud stabilisce i caratteri fondamentali del sogno:
• Costruzione soggettiva che porta alla percezione reale ma in realtà è un’allucinazione
• Sogno è qualcosa di assurdo ed incoerente. Non è sottoposto al principio di non contraddizione ed è quasi sempre qualcosa che nella realtà non capita (es. lutto che fa ridere) ma per il sognatore il sogno non è tale.
Il sogno ha due contenuti:
• Contenuto manifesto (trama del sogno a cui dare una spiegazione)
• Contenuto latente (rimosso che riemerge e che porta all’appagamento).
Nel sogno non si ha più il controllo della coscienza dunque i desideri che nella realtà sono chiusi all’interno di noi, nel sogno possono esistere grazie all’attenuazione della censura. Si ha dunque un compromesso tra censura e desiderio.
Sogno è dunque l’appagamento allucinatorio di un desiderio, qualcosa di edonistico cioè soddisfare in sogno un desiderio che nella realtà è insoddisfabile.
Gli incubi sono dovuti ad una scarsa censura con una reazione (risveglio).
Solo il sognatore sa il significato del proprio sogno. L’analisi può solo stimolare il paziente a ricordarne il significato.
Il sogno ha tre volte carattere regressivo. Esso riporta all’infanzia perché è dovuto a qualche ricordo.
Sogno è appagamento di un desiderio come l’appagamento allucinatorio di un bambino (es. succhiare il dito = appagamento fame).
Il sonno stimola processi psichici che portano delle sensazioni come allucinazioni possibili nel sogno.

Nel 1901 Freud pubblica “Psicopatologia della vita quotidiana” in cui considera le dimenticanze che per l’analista sono importanti dato che con essi si può fare un’analisi migliore.
Le dimenticanze sono provocati da compromesso tra tendenze inconsce e atti coscienti che portano ad una improvvisa irruzione dell’inconscio nella vita cosciente.

Nel 1905 Freud pubblica “il motto di spirito” in cui dice che l’ironia e la satira sono una rivincita dell’inconscio nella realtà (scontro satira VS eticità).

Nel 1905 scrive tre saggi sulla teoria sessuale.
Secondo Freud la psiconevrosi nasce nell’infanzia perché il bambino è carico di tensioni con i primi atti di rimozione più importanti.
In questo saggio si ha la scoperta della sessualità infantile.
Per Freud parla di LIBIDO: pulsazione che porta al soddisfacimento del piacere.
A seconda dell’età ci sono tre zone erogene:
• Bocca – fase orale – 1° anno di vita
• Ano – fase anale – 2° anno di vita
• Genitali – fase fallica – dal 3° al 5° anno di vita
Fase orale
Piacere legato all’atto di succhiare il seno della madre che si distingue dalla fame a piacere in sé.
Il bambino acquisisce il “vizio” di succhiare qualsiasi cosa (AUTOEROTISMO). Negli adulti la traccia dell’oralità infantile si trova nel BACIO
Fase anale
Il bambino attribuisce affetto alle feci perché facevano parte di sé, come fosse un dono che fa ai genitori. Può essere anche un modo per vendicarsi dato che felicità e preoccupazione dei genitori dipende dalle feci dei propri figli.

Fase fallica
Questa fase inizia quando parte l’attività masturbatoria (scoperta genitali) che è oggetto di divieti e minacce da parte dei genitori.
Da questo momento i bambini iniziano a capire la differenza tra maschio e femmina con elaborazioni fantastiche sulle origini.
E’ in questa fase che nasce il complesso di edipo il cui oggetto della libido sono i genitori. Il complesso di Edipo consiste nell’avere un legame con il genitore di sesso opposto al proprio non per odio ma per ammirazione (da qui nascerà il superio).
Nel maschio, il c. di E. è legato al complesso di castrazione (paura). Nella femmina, invece, è legato all’invidia del pene (complesso di inferiorità nei confronti del maschio).
Nei maschi, il c. di E. si supera solo dopo le prime esperienze; nelle donne non si supera mai per colpa della madre che non è riuscita a proteggere la figlia nel momento della castrazione.
Il libro fu accusato di pornografia, ossessione del sesso, deturpazione dell’immagine dell’innocenza dei fanciulli e concorso a corruzione sociale.

Nel 1911 Freud pubblica “Precisazioni su due principi dell’accadere psichico”. In esso, Freud descrive il percorso attraverso il quale l’individuo passa da un sistema psichico dominato esclusivamente dal principio di piacere (lo stato di quiete originario, turbato da bisogni interni, risolti in modo allucinatorio) ad uno orientato prevalentemente verso il principio di realtà (la disillusione induce alla fine a rappresentare non ciò che è piacevole ma ciò che è reale, da qui i tentativi di modificare la realtà).

Nel 1920 Freud pubblica “Al di là del principio di piacere” in cui spiega che al panedonismo (tutto fondato sul piacere) subentra un dualismo pulsionale:
• eros – principio di piacere
• thanatos – principio di morte
Con il termine eros sono designate le pulsioni di vita sostenute dal desiderio, fra cui le pulsioni sessuali e le pulsioni di autoconservazione, mentre con il termine THANATOS si definiscono le pulsioni di morte.
Fatta l’analisi dei sogni dei reduci di guerra, si capisce che gli incubi sono una coazione a ripetere cioè il ripetersi delle immagini di guerra nei sogni. Questo non è sempre curabile e non può essere spiegata da una pulsione libidica. Incubo, quindi, è desiderio masochistico.
La coazione a ripetere è dunque una tendenza primaria, più fondamentale del principio di piacere.
Il masochismo primario è una tendenza autodistruttiva da cui deriva il sadismo.
Il nostro inconscio sa che il fine di tutto è la morte, anche quando si soddisfa un piacere che si ha un acquietamento ci porta alla morte. Il principio originario è dunque il principio di morte.
Nel 1903 Freud pubblica “L’io e l’es”. Correggendo la topica prima (coscio, inconscio e rimosso) ne crea una seconda:
• IO
• ES
• SUPER IO
Tutte e tre parti della psiche in continuo conflitto.
ES – pronome impersonale
Ciò che è originariamente nella nostra psiche e vuole soddisfare le pulsioni rispondendo solo al principio di piacere. Esso ignora le categorie di spazio, tempo e logica. E’ il territorio di mezzo tra esterno ed interno in cui fa sentire la propria pressione all’io.
IO – parte più esterna dell’Es
E’ la parte a contatto con la realtà che non è nettamente distinta dall’Es. L’Io è governato dal principio di realtà, la coscienza mediatrice che si trova tra l’incudine dell’Es e il martello del SuperIo. L’Io è l’istanza preposta alla coscienza, è la parte più superficiale dell’apparato psichico, si costituisce come mediazione tra i bisogni pulsionali propri dell’Es e il mondo esterno. Il suo compito è quello di mediare le istanze vitali dell’Es, tese al soddisfacimento irrazionale e assoluto, e le istanze del SuperIo, indirizzate verso la censura e la castrazione delle prime.
SUPERIO
Si forma al declino del complesso di Edipo con identificazione con i genitori e l’interiorizzazione dei divieti che diventano principi. Esso acquisisce i divieti sociali per essere fatti propri. Esso censura o punisce i miei fatti creando il senso di colpa, punendo l’Io.
Il SuperIo è radicato nell’inconscio ed è ambivalente:
- Consolida le difese dell’io per non farsi attaccare dalle pulsioni
- Esso è autoritario e repressivo.
L’Io si trova in mezzo tra Es e SuperIo: l’Es lo tiene a bada, il SuperIo accetta i suoi divieti. Il mondo esterno è il luogo di interazione.
Conseguenze: normalità con l’equilibrio dei topoi ; nevrosi con il disequilibrio dei topoi.

Nel 1922 Freud pubblica “Totem e Tabù” con tema principale l’origine della religione.
Qui fa una lettura psicanalitica su credenze, costumi e organizzazione sociale delle popolazioni primitive.
Freud pensa che sia arrivato a scoprire il complesso di Edipo: non è più una situazione individuale ma è un dramma originario della società umana.
Totem è l’antenato, l’animale, il feticcio della tribù.
Tabù è il divieto religioso di uccidere l’animale totemico e di avere rapporti sessuali con membri sotto lo stesso totem.
Dove c’è divieto c’è desiderio dunque Totem e Tabù rappresentano una psiche collettiva i cui divieti sono uccidere il padre e giocare con la madre.
Freud fa riferimento all’orda primitiva (piccola comunità tribale). Al maschio adulto spettano tutte le donne, i giovani maschi devono cercare le donne altrove.
Figli e fratelli si alleano e uccidono il padre per prenderne il posto e ne mangiano le carni. Qui finisce l’orda paterna.
Conseguenza: senso di colpa e desiderio di espiazione. Il padre è sacralizzato e idealizzato.
Da ciò deriva il divieto dell’uccisione del Totem e dell’endogamia (sposarsi con persone della stessa famiglia).
Da questo divieto nasce l’organizzazione sociale e la religione secondo Freud.
Conclusioni:
• Ragione entra in crisi: l’uomo non è più animale razionale ma è in lotta con forze oscure all’interno di se
• Emerge l’ignoranza dell’uomo circa le cause della sua azione
• Ciò che è veramente importante nell’uomo è ciò che si trova nella psiche, nascosto ed oscuro.
La svolta culturale della psicoanalisi:
• Nuovo concetto dell’io (prismatico)
• Riconoscimento conflitti all’interno della personalità psichica tra diverse personalità psichiche
• Creazione nuova idea di bisogni umani (come Eros e Thanatos)
• Freud pone fine al confine tra normalità e anormalità (bene e male facce di una stessa medaglia).

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