Concetti Chiave
- L'esistenzialismo si basa su questioni fondamentali della filosofia di Kierkegaard e sulla fenomenologia, rifiutando concezioni idealistiche e scientifiche.
- Sartre propone un umanesimo che porta all'individualità assoluta, lasciando l'uomo senza punti di riferimento significativi per dare senso alla propria esistenza.
- L’uomo è visto come artefice di se stesso, in relazione a una trascendenza che non riesce a cogliere, con segni intuibili di essa.
- Nella Nausea, Sartre evidenzia che il senso della realtà è soggettivo e dipende dalle percezioni individuali, portando al sentimento di nausea quando mancano scopi.
- Jaspers distingue chiaramente tra scienza e filosofia, sostenendo che la filosofia chiarisce l'esistenza, che non può essere compresa attraverso l'approccio scientifico.
L’esistenzialismo riprende questioni richiamate dalla filosofia di Kierkegaard. I due riferimenti fondamentali sono quindi il filosofo prima citato e la fenomenologia. Viene ripreso anche qualcosa di Hegel che si avvicina all’esistenzialismo solo per quanto riguarda la fenomenologia dello spirito, perché legata alla esistenza umana.
Kierkegaard e la scienza
Con Kierkegaard condividono la posizione nei confronti della scienza, e il tema dell’esistenza del sintomo e della sua individualità.
Vengono rifiutate le concezioni idealistiche e della scienza, l’uomo resta solo di fronte alle proprie scelte.
Sartre e l'umanesimo?
Sartre ha anche un approccio laico, che porta l’uomo ad un senso di disorientamento in quanto non ha più punti di riferimento che diano senso all’esistenza. Tuttavia l’esistenzialismo di Sarte si avvicina più ad un umanesimo per questo lo farà cadere di nuovo in una ideologia.
Per l’uomo c’è un’assoluta individualità, è privo di qualsiasi elemento di aiuto, nasce infatti in questo periodo anche la necessità di scindere il sapere scientifico dall’uomo, in quanto il primo riguarda solo i metodi.
L'uomo e la trascendenza
L’uomo è artefice di se stesso e delle proprie azioni. L’esistenza è qualcosa di essenziale e tende a rapportarsi con una trascendenza che però non coglie, e i segni di tale trascendenza possono solo che essere intuiti.
La nausea di Sartre
Nella Nausea di Sarte la realtà ha senso per come la percepisco io , non si tratta di un oggetto ben definito con una sua identità esterna, il modo è vissuto tramite le nostre sensazioni.
L’uomo e le cose vengono distinti. L’uomo ha infatti un potenziale dato dal suo essere al mondo, e ha date prerogative per come la sua vita si è sviluppata. L’uomo è infatti il demiurgo del proprio avvenire. Riprende da Husserl il concetto che la coscienza è apertura al mondo, ma il mondo non è l’esistenza, e quando l’uomo non ha più scopi il modo resta privo di senso, ed è da qui che nasce il sentimento di nausea.
Jaspers e la filosofia
Jaspers: distingue la scienza e la filosofia, la quale non può essere ridotta a scienza inquinato non può donarci il senso della vita. Ciò che noi vogliamo conoscere è l’essere, che Jasper chiama il “tutto-abbracciante”, che si annunzia a noi continuamente ma non riusciamo mai a raggiungerlo. Si parla di cifre della trascendenza per quelle cose che ci avvicinano ad essa ma non ci permettono di raggiungerla.
Oltre l’intelletto, che corrisponde alla scienza, è presente anche la ragione, ed è a lei che Jasper affida l’illuminazione della esistenza. Jasper dunque fa sua la distinzione Hegeliana tra intelletto e ragione, allontanandosi sia dai razionalisti che dagli irrazionalisti.
La filosofia è invece quell’attività che chiarisce l’esistenza, infatti l’esistenza per Jasper starà sempre al di fuori dello studio scientifico dell’uomo. L’esistenza è individuale.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra Kierkegaard e l'esistenzialismo?
- Come si manifesta il disorientamento dell'uomo secondo Sartre?
- Qual è il concetto di trascendenza nell'esistenzialismo?
- Qual è la distinzione tra scienza e filosofia secondo Jaspers?
L'esistenzialismo riprende questioni dalla filosofia di Kierkegaard, in particolare riguardo alla scienza e all'individualità dell'esistenza, rifiutando le concezioni idealistiche e sottolineando la solitudine dell'uomo di fronte alle proprie scelte.
Sartre, con il suo approccio laico, porta l'uomo a un senso di disorientamento poiché non ha più punti di riferimento che diano senso all'esistenza, evidenziando l'assoluta individualità dell'uomo e la necessità di separare il sapere scientifico dall'esperienza umana.
L'uomo è visto come artefice di se stesso e delle proprie azioni, cercando di rapportarsi a una trascendenza che non riesce a cogliere, con segni di essa che possono solo essere intuiti, come descritto nel contesto dell'esistenza essenziale.
Jaspers distingue nettamente tra scienza e filosofia, affermando che la filosofia non può essere ridotta a scienza e che il suo scopo è chiarire l'esistenza, che rimane sempre al di fuori dello studio scientifico dell'uomo.