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Sartre inizia l'opera "L'esistenzialismo è un umanesimo" rispondendo alle critiche mosse alla sua filosofia, sopratutto dai marxisti ( sostenevano che la sua filosofia portasse alla non aggregazione degli uomini e che avesse un pensiero troppo disperato che allontanava gli uomini dalla rivoluzione) e dai cattolici ( che ritenevano che Sartre non cogliesse gli aspetti pi˘ gioiosi della vita e che eliminasse totalmente l'esistenza di Dio), spiegandola.
Sartre parte da un concetto fondamentale, cioè che l'esistenza precede l'essenza= opposto ala concezione tradizionale, infatti gi‡ da Cartesio si pensava che esistesse una natura umana universale concepita da Dio. Sartre invece, dichiarandosi appartenente all'esistenzialismo ateo, esclude l'esistenza di Dio e di conseguenza anche la possibilità di una "natura umana pre-esistente": infatti l'uomo non "Ë" ma si "fa". L'uomo segue un "progetto" con cui traccia il suo avvenire e la sua essenza prendendosi le responsabilità per sè e per gli altri uomini.[Gli altri uomini sono lo "specchio".

L'uomo è dunque responsabile ed Ë totalmente libero, ma anche totalmente solo, infatti Sartre parla si "soggettivismo" : dato che l'uomo non ha niente che lo superi (Cioè Dio) si trova da solo con se stesso e con il proprio affaccendarsi per determinare il proprio futuro , ecco perché soggettivismo, perché tutti sono impegnati a seguire il proprio progetto.
Dal forte senso di responsabilità da cui l'uomo non può fuggire, scaturisce un forte senso di angoscia perché l'uomo Ë obbligato a fare delle scelte, di cui non può precedere le conseguenze [Esempio della scelta di Abramo di Kirkegaard. Gli uomini che si vogliono sottrarre all'angoscia sono quelli che vivono nel'illusione e che ingannano se stessi e questa non è altro che malafede. Nonostante il senso di angoscia e l'inspiegabilità dell'esistenza non è concepibile la paralisi e l'inattivismo, anzi Sartre credere che a causa della non esistenza di Dio l'uomo non possa fermarsi, debba continuamente reinventarsi senza poter ricorrere a nessuna normativa esterno e a nessun sostegno consolatorio. Per Sartre si deve agire , ma nella consapevolezza che mai niente potrà assicurare gli esiti delle nostre azioni. Per l'uomo, che non ha nessuna sicurezza, l'unica cosa che può essere sicura è proprio l'agire, e l'unica cosa che gli rimane[.=uomo spinto continuamente all'azione.] Sartre vede la speranza come elemento di cui l'uomo non deve servirsi per agire ed allo stesso modo l'uomo non deve attribuire i propri insuccessi ad un fattore esterno poiché egli è l'unico fautore delle proprie azione e del proprio essere. E' inutile rifugiarsi nel mondo illusorio di quello che avrebbe potuto verificasi e non si Ë verificato , poiché la vita dell'uomo è soltanto quella che egli ha saputo vivere.= rigore ottimista= ritenere sempre l'uomo protagonista delle proprie azioni e scelte, e mai autorizzato a rifugiarsi dietro comodi ,ma illusori alibi.

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