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I sofisti e il loro pensiero


I sofisti sono coloro che tramite una rivoluzione umanistica hanno dato via alla sofistica. La sofistica è una corrente filosofica che si sviluppa nel V secolo a.C. ad Atene ( governata da Pericle) grazie ad una crisi aristocratica perché gli artigiani e i lavoratori del popolo, a dispetto degli aristocratici cominciano a partecipare alla vita politica come protagonisti. Essi dispongono di denaro, mezzi di produzione, partecipano alla guerra e creano una fitta rete di commerci, favorendo un incontro di usi, costumi e culture. Nascono così nuove classi sociali, come la borghesia. In questo periodo è necessario possedere non solo idee, ma anche capacità argomentative in modo da conquistare il consenso della maggioranza dell’assemblea, la boulé.
Il termine sofista significa saggio, sapiente, anche se tradotto letteralmente indica colui che fa professione del proprio sapere. I sofisti sono dunque gli esperti del sapere, della propria arte e mettono a disposizione il proprio lavoro a pagamento. Richiedono, infatti un compenso dai ceti benestanti della città, gli unici che potevano permettersi un maestro privato. Essi sono molto apprezzati in quanto si occupano dell’uomo e non della natura, ma sono criticati perché fanno dell’insegnamento un mestiere. La società greca, tradizionalmente schiavista, ha dei pregiudizi negativi verso le occupazioni manuali affidate da sempre agli schiavi e dunque considera l’attività lavorativa in sé inferiore a quella teoretica ( il sapere). La conoscenza, la filosofia e la ricerca scientifica per i greci devono essere praticate dall’uomo solo per il desiderio di conoscere la verità, per questo insegnare a pagamento viene considerato quasi come uno scandalo, tanto ché i sofisti vengono demonizzati dai greci che li considerano come dei falsi filosofi opportunisti, come dei “prostituti della cultura” ( Senofonte) .
Solo successivamente gli studiosi hanno analizzato davvero il loro pensiero, mettendo da parte le varie critiche. I sofisti si distinguono dagli altri filosofi nel modo in cui affrontano il problema della verità, infatti tutti i pre-sofisti avevano riconosciuto alla filosofia la possibilità di accedere ad una verità universale ( assoluta, valida per tutti) e necessaria ( capace di descrivere la realtà al di là delle apparenze). I sofisti invece affermano che una verità unica ed eterna non esiste, ma dicono è un’acquisizione certa solo per il soggetto che la possiede e che cambia dunque dall’esperienza del singolo individuo. La ragione umana non coincide più con l’ordine del cosmo ma bensì è condizionata dai vari contesti storici e culturali, non vi è quindi un sapere certo, ma vi sono più teorie e opinioni, la cui validità è soggettiva. Il relativismo sostiene il carattere relativo della conoscenza, consiste nello
scoprire che ci sono diverse culture, diversi valori e che non esistono valori assoluti, ma esistono il bene e il male ( morale), il giusto e l’ingiusto ( conoscenza) e il vero e il falso ( giustizia) e ogni cosa dipende dalle circostanze. Inoltre i sofisti sviluppano la padeia, ovvero l’educazione dei fanciulli, che assimilano le virtù capaci di trasformare un giovane in un buon cittadino, capace di partecipare alla vita cittadina. Per poter fare ciò i sofisti insegnano l’arte del convincimento, basata su due discipline:
- la retorica, l’arte di costruire discorsi piacevoli all’ascolto e convincenti;
- la dialettica, una serie di tecniche argomentative che permettono di avere la meglio durante un dibattito.
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