Concetti Chiave
- Lo scetticismo è una corrente filosofica ellenistica che enfatizza il dubbio sulla possibilità di una conoscenza certa, sia in ambito teorico che morale.
- Il fondatore dello scetticismo, Pirrone di Elide, sostiene che la felicità si raggiunge attraverso l'imperturbabilità dell'anima, ottenuta mediante distacco dalle cose.
- Il saggio scettico pratica l'indifferenza e l'afasia, evitando di esprimere giudizi su ciò che è vero o falso per raggiungere la serenità interiore.
- L'orizzonte dell'apatheia rappresenta uno stato di assenza di dolore e totale indipendenza, considerato quasi divino da Pirrone.
- La ricerca della verità per gli scettici è continua e non conduce mai a posizioni definitive, evidenziando l'inutilità di affermare ciò che è bene o male.
In questo appunto di filosofia antica si descrive che cosa sia la corrente filosofica dello scetticismo, che si sviluppa nell'età ellenistica. I filosofi scettici erano quei filosofi che non giungendo ad un grado certo di conoscenza andavano alla ricerca di quest'ultima senza schierarsi in delle posizioni nette e definitive in merito soprattutto ai problemi conoscitivi e alle cosiddette questioni etiche.
Origini e significato dello scetticismo
Lo scetticismo è la terza corrente filosofica che si sviluppa nell’età ellenistica. Nell’antichità erano detti scettici quei filosofi che, constatando l’impossibilità di raggiungere una conoscenza certa, persistevano nella ricerca senza assestarsi su posizioni definitive a proposito di problemi conoscitivi o di questioni etiche. La parola skepsis significa in greco appunto ricerca.
La posizione scettica implica il dubbio sulla possibilità dell’uomo di pervenire alla verità, essa non riguarda soltanto le discipline teoretiche ma si estende anche alla morale, cui diviene impossibile attribuire un fondamento certo. I criteri di verità per gli scettici sono impossibili.
Pirrone e la ricerca della felicità
Pirrone di Elide è il fondatore dell’indirizzo scettico. Anche per Pirone il problema di fondo è la ricerca della felicità. La felicità per lui sta nell’imperturbabilità dell’anima, che si consegue con un atteggiamento di totale distacco da tutte le cose, ma l’imperturbabilità è frutto di una rinuncia:a dire che cose sia il bene e che cosa sia il male e a cercare la natura delle cose.

Il saggio e l'indifferenza
Felice non è il sapiente, ma chi rinuncia a dire quale sia la natura delle cose.
Da qui la scelta di fondo del saggio:
- l’indifferenza, la non scelta fra un opinione e l’altra;
- l’afasia, cioè il silenzio su ciò che appare vero o falso;
- l’imperturbabilità (o atarassia), una condizione di tranquillità e di equilibrio stabile che, sola, può rendere la vita felice.
L'orizzonte dell'apatheia
Questo è un orizzonte in cui si resta sospesi, perché sospesi sono ogni valutazione e giudizio, e da cui deriva quell’apatheia (impassibilità o assenza di dolore) che permette quasi di spogliasi delle proprie vesti umane, mirando a un esercizio della virtù che è frutto di una pura scelta esistenziale non sorretta dalla conoscenza di alcun “bene”. Così il fine è raggiungere uno stato di totale indifferenza, che significa totale indipendenza e libertà interiore, uno stato considerato quasi divino da Pirrone.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato fondamentale dello scetticismo nell'età ellenistica?
- Qual è la visione di Pirrone riguardo alla felicità?
- Che ruolo gioca l'indifferenza nella filosofia scettica?
Lo scetticismo è una corrente filosofica che si sviluppa nell'età ellenistica, caratterizzata dalla ricerca di conoscenza senza giungere a posizioni definitive, sia in ambito conoscitivo che etico, come evidenziato nel testo.
Pirrone di Elide, fondatore dell'indirizzo scettico, sostiene che la felicità si raggiunge attraverso l'imperturbabilità dell'anima, ottenuta rinunciando a definire il bene e il male, come descritto nel testo.
L'indifferenza, o non scelta tra opinioni, è centrale nella filosofia scettica, poiché porta a uno stato di apatheia, che consente di raggiungere una libertà interiore e una condizione di equilibrio, considerata quasi divina da Pirrone.