Concetti Chiave
- I sofisti, attivi ad Atene nel V secolo, fornivano insegnamenti cruciali per i cittadini in un contesto democratica, aiutandoli a sviluppare abilità oratorie per le cariche pubbliche.
- Criticati da filosofi come Platone e Aristotele, i sofisti erano accusati di manipolare la verità e di insegnare per denaro, differente rispetto ai poeti pubblici che ricevevano compensi superiori.
- Platone descrive i sofisti come "pescatori di giovani", evidenziando la loro capacità di far passare tesi discutibili come valide, piuttosto che trasmettere insegnamenti morali autentici.
- La rivalutazione dei sofisti è avvenuta solo nel XIX secolo, grazie a pensatori come Hegel, che hanno riconosciuto il loro significato culturale e filosofico nonostante le critiche storiche.
- Protagora, uno dei più noti sofisti, è considerato il fondatore del relativismo e ha innovato l'insegnamento introducendo gare dialettiche, sostenendo che l'uomo è la misura di tutte le cose.
Indice
Quali sono le origini e il ruolo dei sofisti?
I sofisti, alla metà del V secolo, provenivano dalla Grecia, ma confluivano ad Atene, erano legati dalla professione, insegnanti, Atene di Pericle, grande rinnovamento democratico (cittadini devo prendere a parole il pubblico per fare carriera), e dell’edilizia. Questi fecero al caso, perché erano insegnanti e sapienti (sofisti=sapiente).
Critiche e difese dei sofisti
Essi sono stati per molto tempo denigrati, accusati di usare la parola per imbrogliare che come sostanza vera e propria, essi venivano pagati dal ricco demos per istruire i loro figli, oppure a fare carriera politica o qualsiasi altra professione per cui la parola era fondamentale. Sono stati denigrati a lungo perché si facevano pagare, solo che hanno constatato che i poeti pagati con i soldi pubblici all’epoca, prendevano molto di più.
Influenza di Platone e Aristotele
Un’Attestazione molto critica di Platone, che scrive un dialogo detto Gorgia, un sofisti, anche Protagora, un altro sofista, oppure ‘Il Sofista’. In quest’opera fa una specie di elenco dispregiativo della figura del sofista, poiché li considera pescatori di giovani che insegnano poco, ha la capacità dialettica di trasmettere l’insegnamento e di far passare la testi peggiore come quella della migliore, secondo Platone e Aristotele la loro dialettica è eristica, una degenerazione della dialettica compiuta dai sofista, poiché a loro non interessava insegnare la verità ma far passare una tesi da negativa a positiva, cioè far valere le proprie tesi. Anche Aristotele, nelle confutazioni sofistiche, disprezza le loro capacità perché nell’arte oratoria retorica e dialettica erano molto capaci, ma non prospettavano un buon insegnamento morale, furono tacciati di essere poco morali e eristici.
Contributo dei sofisti alla cultura
Hanno coperto quel vuoto di cui i giovani avevano bisogno, necessitavano di insegnanti per la cultura: era una democrazia piena in quel periodo, quindi era richiesta la collaborazione del cittadino, che poteva rivestire cariche pubbliche solo se acculturato (stratega solo per esercito, cariche militari solo per chi era in grado). Pericle, come stratega, riuscì ad avere per anni le cariche pubbliche. Quindi con gli insegnamenti, oltre che alla politica, potevano accedere anche all’edilizia.
Rivalutazione storica dei sofisti
Solo verso la fine dell’800 ci fu una ripresa di studi sul valore dei sofisti, soprattutto dopo (metà 800), Hegel, nello svolgimento del logos che diventa cultura e arte religione e filosofia, fece coincidere la filosofia con la storia della filosofia, dando degli sviluppi dialettici e triadici, mettendo tutti i filosofi dall’inizio fino ad Aristotele insieme, poi mise i sofisti e Socrate, e come terzo momento delle filosofie antiche gli ellenistici. Sviluppo triadico pensiero e ragione assoluta, mise da Talete ad Arist9tele come primo momento, poi staccò Sofisti e Socrate, in un terzo momento anche le filosofie ellenistiche. Nel corso di 2000 anni fu faticoso lo studio dei filosofi, dopo essere criticati da Platone e Aristotele. Sono stati chiamati gli illuministi, poiché incentivavano la verità, per andare nelle profondità del logos e dare prove alle proprie tesi.
Protagora e il relativismo
Sofista molto importane fu Protagora, definito il fondatore del relativismo occidentale, perché dice che non c’è una verità fissa, ma tutto è relativo, non ci sono dei valori assoluti.
Insegnamenti e innovazioni di Protagora
Testimonianze: di tutte le cose misura è l’uomo: (Diogene) di quelle che sono per ciò che sono, di quelle che non sono per ciò che non sono. Diceva inoltre, Protagora, che era di Abdera, dicava che l’anima non è nient’altro che le sensazione, come dice Platone nel Teeteto, e quindi tutto è vero. Un altro suo scritto cominciava così: riguardo agli dei non ho la possibilità accertare né che sono e né che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l’oscurità dell’argomento è oscuro e la brevità della vita umana. E perciò i suoi libri vennero sequestrati da un banditore, cacciato dagli ateniesi. Fu il primo ad esigere un compenso di 100 mine per un suo insegnamento, il primo a distinguere i tempi del verbo, a spiegare la potenza del momento giusti, ad istituire gare dialettiche, a dare argomenti a che contendeva, e astraendo del pensiero sottilizzò sulla parola, creando i discorsi eristici (battaglie con le parole), ora tanto in voga. Per cui lo chiamavano Protagora attaccabrighe maestro nel disputare, anche da lui prese le mosse la forma di discorso detta socratica, e quel ragionamento con cui Antistene cercava di dimostrare che la contraddizione non è possibile, è stato lui il primo a sostenerlo. Per primo insegnò il metodo di confutare i temi dati;
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dei sofisti nella società ateniese del V secolo?
- Perché i sofisti sono stati criticati da Platone e Aristotele?
- Qual è stato il contributo dei sofisti alla cultura democratica?
- Come è cambiata la percezione storica dei sofisti nel tempo?
- Qual è l'innovazione principale di Protagora nel pensiero filosofico?
I sofisti, provenienti dalla Grecia e confluiti ad Atene, erano insegnanti che rispondevano alla necessità di acculturare i cittadini in un periodo di rinnovamento democratico, essenziale per la carriera politica e professionale (come indicato nel testo).
Platone e Aristotele criticavano i sofisti per la loro dialettica eristica, considerata una degenerazione della vera dialettica, poiché si concentravano più sul far passare le proprie tesi piuttosto che sulla ricerca della verità (come evidenziato nel testo).
I sofisti hanno fornito un'istruzione necessaria per i giovani cittadini, permettendo loro di accedere a cariche pubbliche e contribuire attivamente alla democrazia, come sottolineato nel testo.
Solo verso la fine dell'800, grazie a pensatori come Hegel, si è assistito a una rivalutazione dei sofisti, che sono stati riconosciuti come promotori della verità e del logos, dopo secoli di critiche (come riportato nel testo).
Protagora è considerato il fondatore del relativismo occidentale, affermando che non esiste una verità fissa, ma che tutto è relativo, un concetto fondamentale che ha influenzato il pensiero filosofico (come descritto nel testo).