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I sofisti, alla metà del V secolo, provenivano dalla Grecia, ma confluivano ad Atene, erano legati dalla professione, insegnanti, Atene di Pericle, grande rinnovamento democratico (cittadini devo prendere a parole il pubblico per fare carriera), e dell’edilizia. Questi fecero al caso, perché erano insegnanti e sapienti (sofisti=sapiente). Essi sono stati per molto tempo denigrati, accusati di usare la parola per imbrogliare che come sostanza vera e propria, essi venivano pagati dal ricco demos per istruire i loro figli, oppure a fare carriera politica o qualsiasi altra professione per cui la parola era fondamentale. Sono stati denigrati a lungo perché si facevano pagare, solo che hanno constatato che i poeti pagati con i soldi pubblici all’epoca, prendevano molto di più. Un’Attestazione molto critica di Platone, che scrive un dialogo detto Gorgia, un sofisti, anche Protagora, un altro sofista, oppure ‘Il Sofista’. In quest’opera fa una specie di elenco dispregiativo della figura del sofista, poiché li considera pescatori di giovani che insegnano poco, ha la capacità dialettica di trasmettere l’insegnamento e di far passare la testi peggiore come quella della migliore, secondo Platone e Aristotele la loro dialettica è eristica, una degenerazione della dialettica compiuta dai sofista, poiché a loro non interessava insegnare la verità ma far passare una tesi da negativa a positiva, cioè far valere le proprie tesi. Anche Aristotele, nelle confutazioni sofistiche, disprezza le loro capacità perché nell’arte oratoria retorica e dialettica erano molto capaci, ma non prospettavano un buon insegnamento morale, furono tacciati di essere poco morali e eristici.

Hanno coperto quel vuoto di cui i giovani avevano bisogno, necessitavano di insegnanti per la cultura: era una democrazia piena in quel periodo, quindi era richiesta la collaborazione del cittadino, che poteva rivestire cariche pubbliche solo se acculturato (stratega solo per esercito, cariche militari solo per chi era in grado). Pericle, come stratega, riuscì ad avere per anni le cariche pubbliche. Quindi con gli insegnamenti, oltre che alla politica, potevano accedere anche all’edilizia. Solo verso la fine dell’800 ci fu una ripresa di studi sul valore dei sofisti, soprattutto dopo (metà 800), Hegel, nello svolgimento del logos che diventa cultura e arte religione e filosofia, fece coincidere la filosofia con la storia della filosofia, dando degli sviluppi dialettici e triadici, mettendo tutti i filosofi dall’inizio fino ad Aristotele insieme, poi mise i sofisti e Socrate, e come terzo momento delle filosofie antiche gli ellenistici. Sviluppo triadico pensiero e ragione assoluta, mise da Talete ad Arist9tele come primo momento, poi staccò Sofisti e Socrate, in un terzo momento anche le filosofie ellenistiche. Nel corso di 2000 anni fu faticoso lo studio dei filosofi, dopo essere criticati da Platone e Aristotele. Sono stati chiamati gli illuministi, poiché incentivavano la verità, per andare nelle profondità del logos e dare prove alle proprie tesi.
Sofista molto importane fu Protagora, definito il fondatore del relativismo occidentale, perché dice che non c’è una verità fissa, ma tutto è relativo, non ci sono dei valori assoluti.
Testimonianze: di tutte le cose misura è l’uomo: (Diogene) di quelle che sono per ciò che sono, di quelle che non sono per ciò che non sono. Diceva inoltre, Protagora, che era di Abdera, dicava che l’anima non è nient’altro che le sensazione, come dice Platone nel Teeteto, e quindi tutto è vero. Un altro suo scritto cominciava così: riguardo agli dei non ho la possibilità accertare né che sono e né che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l’oscurità dell’argomento è oscuro e la brevità della vita umana. E perciò i suoi libri vennero sequestrati da un banditore, cacciato dagli ateniesi. Fu il primo ad esigere un compenso di 100 mine per un suo insegnamento, il primo a distinguere i tempi del verbo, a spiegare la potenza del momento giusti, ad istituire gare dialettiche, a dare argomenti a che contendeva, e astraendo del pensiero sottilizzò sulla parola, creando i discorsi eristici (battaglie con le parole), ora tanto in voga. Per cui lo chiamavano Protagora attaccabrighe maestro nel disputare, anche da lui prese le mosse la forma di discorso detta socratica, e quel ragionamento con cui Antistene cercava di dimostrare che la contraddizione non è possibile, è stato lui il primo a sostenerlo. Per primo insegnò il metodo di confutare i temi dati;

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