Reicela di Reicela
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I presofisti

La filosofia (dal greco "amore per la sapienza") si potrebbe definire come un'indagine razionale sulle questioni che l'uomo si pone su sé stesso e sul mondo che lo circonda. Gli argomenti principali sui quali hanno riflettuto i filosofi fanno parte soprattutto della metafisica, della gnoseologia e dell'etica. Per "metafisica" si intende quella parte della filosofia che si interroga sulle cause supreme delle cose e si collega alla teologia. Per "gnoseologia" si intende quella parte della filosofia che si occupa dei problemi relativi alla genesi, alla natura e alla conoscenza ed è possibile collegarla alla logica. Invece l'etica è quella parte della filosofia che studia il nostro comportamento e la si può collegare alla politica. I primi filosofi erano chiamati presofisti e sono tutti quelli che sono venuti prima di Socrate che a differenza di quest'ultimi studierà l'uomo e non la natura.

I primi testi scritti di filosofia dell'Occidente provengono dalla Grecia, ma ciò significa soltanto che i Greci sono stati il primo popolo occidentale a creare esplicitamente la filosofia ma prima di loro ovviamente l'umanità si era posta molte domande sul mondo. La Grecia, rispetto agli Egizi e ai Babilonesi in quel periodo era relativamente povera. In questo periodo (VI sec. a.C.) ci sono stati una serie di mutamenti: dall'uso del bronzo si passa al ferro e quindi non si ha più bisogno di importare. Si producono armi di miglior qualità e utensili nuovi che portano a migliorare le condizioni del lavoro e dei lavoratori. Si afferma la scrittura alfabetica (e non ideografica). Si coniano le monete che sostituiscono il baratto. I villaggi che erano piccoli e vicini si aggregano e formano città che solitamente verranno divise in due parti:l'Agorà e l'Acròpoli.
Nell'Acròpoli vivevano i sacerdoti, i capi militari e gli aristocratici. Nell'Agorà vivono i mercanti e la Demos che subisce le prepotenze degli aristocratici. La religione mistérica nell'Agorà è generalmente quella dell'Orfismo e si bassa su due principi : l'anima e il corpo. Invece nell'Acròpoli si praticava la religione pubblica dove l'uomo non si differenzia dagli Dei a livello di qualità ma soltanto di quantità.Hanno le stesse caratteristiche dell'uomo. Non si hanno testi sacri e i sacerdoti non hanno potere in Grecia. Le leggi vengono scritte soltanto dopo la riforma di Solone e Diche,la dea della giustizia, è ritenuta la dea che tiene l'Universo in armonia e ordine.

TALETE

Nasce a Mileto ed è considerato uno dei Sette Savi. Fu un uomo cosmopolita. Non ha lasciato scritti e si deve ad Aristotele ciò che ci è pervenuto sulle sue riflessioni. Talete sostiene che il principio è l'acqua e perciò sostiene anche che la Terra stia sopra l'acqua. Il nutrimento di ogni cosa è l'umido. L'acqua è la sostanza per eccellenza, ovvero "quello che sta sotto, che sostiene". Il suo pensiero non è considerato come grande innovazione, perché già Omero cantava Teti ed Oceano come principi della generazione.

ANASSIMANDRO

Fu il primo a definire la sostanza primordiale con il termine di "Arché". Lo riconobbe nell'àpeiron ovvero in un principio infinito e indeterminato dal quale egli riteneva che tutte le cose avessero origine e nel quale tornavano a dissolversi e a separarsi. Considera in modo originale la Terra: essa è un cilindro in mezzo al mondo e non è sostenuto da nulla dato che è equidistante da tutti e due i lati del mondo. Inoltre sostiene anche che gli uomini prima di poter popolare la terra siano stati ospitati e originati da altri animali; per esempio hanno vissuto dentro i pesci per poi uscirne quando imparano a sopravvivere da soli.

ANASSIMENE

Riconobbe l'arché nell'aria che tramite la rarefazione e la condensazione diventa qualsiasi cosa: (fuoco, vento, nuvola, acqua, terra, pietra).

PITAGORA

Nacque a Samo. La tradizione lo presenta come colui che ha appreso direttamente dal dio Apollo e che non si possa mettere in discussione. Probabilmente Pitagora non scrisse nulla di ciò che gli viene attribuito ma è tutto frutto del lavoro dei sui seguaci. L'unica cosa che si è certi che sia sua è la teoria della metempsicosi, ossia della trasmigrazione delle anime, dopo la morte, in corpi di altri uomini o di animali. Pitagora considerava il corpo come una prigione per l'anima. La via per liberare l'anima dal corpo era per lui la filosofia che da un lato esigeva la sapienza e dall'altro la pratica di alcuni riti purificatori. La scienza era quindi per i pitagorici il valore di un mezzo per condurre l'anima alla salvezza e alla liberazione. Il corpo viene considerato la tomba dell'anima. Ai pitagorici si deve l'elaborazione della matematica come scienza e la stabilizzazione del carattere rigoroso della dimostrazione matematica (Hp, tesi). Il numero è la sostanza delle cose. Ogni numero ha un suo corrispondente geometrico. Il 10 è considerato il numero perfetto ed è rappresentato come un triangolo.

Aritmetica e geometria vengono in tal modo fuse e considerate quasi identiche. Alla matematica tramite la melodia e l'armonia inoltre si collega anche la musica. Il numero dispari è un entità limitata, il pari è invece illimitata e quindi imperfetta. Con la scoperta dei numeri irrazionali, le teorie pitagoriche entrano in crisi. I pitagorici sostenevano per primi la sfericità della Terra e dei corpi celesti in generale perchè avendo tutti i suoi punti equidistanti dal centro è l'immagine stessa dell'armonia. Ipotizzarono anche, anticipando così Copernico che la Terra e gli altri pianeti girassero intorno al fuoco centrale (héstia). Ritenevano l'esistenza di 10 corpi celesti (Mercurio, Venere,Marte,Giove,Saturno,Terra,Antiterra(Filolao ne ipotizzò l'esistenza per completare il sacro numero del 10),Luna,Sole,hèstia). Un altro pitagorico riconobbe la rotazione della Terra intorno al suo asse disposto nella direzione del fuoco centrale e dell'Antiterra. Il cervello è indicato come l'organo della vita spirituale dell'uomo, in un'epoca in cui era comune identificarlo con il cuore.

ERACLITO

Alla base del suo pensiero c'è la contrapposizione tra la filosofia da lui identificata con la verità, e la comune mentalità degli uomini, da lui ritenuta fonte di errore.Quindi contrapponeva i dormienti, i non filosofi agli uomini svegli ossia i filosofi. Viene ricordato come "il filosofo del divenire" e elabora il pensiero del pànta réi(tutto scorre) che si può riferire ad esempio ad un fiume le cui acque non sono mai le stesse; infatti, non è possibile bagnarsi due volte nello stesso fiume. La forma dell'essere è il divenire, poichè ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione e anche ciò che sembra fermo in realtà si muove. Il principio di tutte le cose è il fuoco; tutto ciò che esiste proviene dal fuoco e ritorna al fuoco(fuoco-acqua-terra) e logòs(ragione) è la legge universale che la governa. La vita è lotta e opposizione. Caratteristico era anche il panteismo, ovvero l'identificazione dell'universo con Dio. Egli tuttavia ha una visione molto semplice del mondo affidata sui sensi.

SENOFANE

Sostiene che Dio non ha le nostre stesse sembianze ma che è presente in tutto, non nasce e non muore. Non nasce perché significherebbe che prima non era.

PARMENIDE

Secondo lui di fronte all'uomo si aprono due vie: il sentiero della verità, basato sulla ragione; e il sentiero dell'opinione, basato sui sensi. Il filosofo deve imboccare il sentiero della verità. Parmenide dice che la ragione fondamentalmente ci comunica una cosa:l'essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere.

ZENONE

Il metodo di Zenone è quello della dialettica,la quale consiste nell'ammettere in via d'ipotesi l'affermazione dell'avversario per ricavarne conseguenze che la confutino. Elabora quattro argomenti contro il movimento:
Non si può arrivare all'estremità di uno stadio partendo dall'estremità opposta perché bisognerebbe arrivare prima alla metà di esso e prima ancora alla metà di questa metà e così all'infinito, ma non è possibile percorrere in un tempo finito infinite parti di spazio.
La tartaruga non verrà mai superata da Achille se la prima è in vantaggio perché prima di superarla Achille dovrà aver raggiunto la posizione che occupava prima la tartaruga, ma questa intanto avrà percorso uno spazio e così all'infinito
Una freccia che ci appare in movimento è in realtà immobile. Essa, infatti, in un determinato istante occupa punti determinati ed è così in qualsiasi istante.
Se un punto mobile va ad una certa velocità, allo stesso tempo va anche al suo doppio a seconda che prendiamo come riferimento un punto immobile o un punto che si muove alla sua stessa velocità ma nel senso opposto.

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