Pitagora e i cosiddetti pitagorici: i numeri come principio

Pitagora nacque a Samo intorno al 532-531 a.c, fondò una Scuola, fu una associazione religiosa e politica il cui messaggio era una nuova visione della vita di tipo mistico.
La dottrina di Pitagora si basava sulla trasmigrazione delle anime, spiegava che l'anima dopo aver abbandonato il corpo trasmigravano in un altro.
A Pitagora venivano attribuiti poteri magici; era considerato uno sciamano, raccontando la vita delle sue ultime 20 vite.(tanti corpi una solo anima)

Nella pitagorica Pitagora era l'autorità, questo perché oltre ad avere fondato la scuola veniva considerato una persona dotata di carisma.

Per iscriversi alla sua scuola bisognava essere matematici e dopo aver superato il test bisognava sottoporsi ad una purificazione dell'anima inoltre stabilì dei divieti che diventarono dei tabù, come non mangiare le fave perché avevano proprietà benefiche ma anche negativa, se pensa che conosceva il favismo.

La sua scuola prevedeva delle prove attitudinali per l'iscrizione al gruppo di matematica, inoltre venivano distinte delle classi per cui che era più meritevole aveva la possibilità di sapere da Pitagora i suoi ragionamenti più oscuri.
La scuola di Pitagora si poneva sempre le stesse questioni, da dove ha origine il tutto, così iniziarono a osservare la natura, questo perché la setta di Pitagora prediligeva la ragione, scoprendo qualcosa che gli altri filosofi non avevano individuato.
La natura con il suo cambiamento scoprono una successione ordinata(giorno, notte, stagioni ecc.)
Quest'ordine secondo Pitagora poteva essere tradotto in termini matematici.
L'archè che da origini ad ogni cosa è il numero, un'unità, una realtà che occupa uno spazio; Pitagora le immedesima con un punto geometrico.(Pitagora=Galilei antelitteram)
Essi furono i primi a notare che in tutte le cose esiste una regolarità matematica, ossia numerica.
THEANO= tra le adecte di Pitagora, la più intelligente, presunta sposa di Pitagora, la quale scrive, una frase:"Pitagora non ha detto che tutte le cose vengono dal numero, piuttosto in accordo con il numero, sulla base del fatto che l'ordine in senso primario è nel numero ed è attraverso la partecipazione all'ordine che le cose vengono ricondotte al numero"

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